Zaha Hadid: l’archistar irachena che ha trasformato l’Italia e il mondo

Aggiornamento: feb 24

Essere donna e aspirare a distinguersi in un mondo prevalentemente maschile come quello dell’architettura potrebbe sembrare tutt’oggi un’impresa impossibile, ma non è stato questo il caso di Zaha Hadid. Architetta di origini irachene, con la sua visione futuristica ha rivoluzionato l’urbanistica moderna ideando tra le più innovative opere di sempre. A pochi anni dalla sua scomparsa, è ancora considerata la più importante esponente femminile di questo settore.



Nata a Baghdad nel 1950, dopo la laurea in matematica all’American University a Beirut decide di trasferirsi a Londra per inseguire il suo più grande sogno: studiare architettura. Nonostante l’iniziale fatica, grazie alla sua determinazione e alla sua perseveranza, nel 1993 vengono realizzati i suoi primi edifici; da questo momento in poi inizia per lei una corsa inarrestabile che la porterà ad ottenere nel 2004 il Pritzker Prize, il premio Nobel dell’architettura. Muore a soli sessantacinque anni a seguito di un attacco cardiaco.


“Ci sono 360 gradi, quindi perché fissarsi con uno?”; è questa la domanda che meglio riassume l’immaginario che aveva Zaha Hadid dietro alla progettazione delle sue opere. La sua è un’architettura caratterizzata da dinamicità, fluidità e forme sinuose quasi impossibili da seguire con lo sguardo. Quello che voleva fare, era realizzare “edifici in movimento congelato” che potessero “esplodere in azione” in ogni momento, incastonando volumi in modi assurdi e imprevedibili in una vera e propria ottica futuristica.


Una delle opere più ingegnose di Zaha Hadid si trova proprio sul suolo italiano e si tratta del museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma MAXXI. Rappresenta il primo museo di architettura in Italia e la sua apertura ufficiale è avvenuta nel 2010. È ritenuto un capolavoro architettonico proprio grazie alla capacità che Hadid ha avuto nel progettare un edificio che non fosse solo creativo, ma che si integrasse perfettamente nell’ambiente urbano circostante.


Altri progetti degni di nota sono indubbiamente l’Opera House di Guangzhou, il Leeza Soho Tower di Pechino, l’edificio per la Biblioteca della Facoltà di Economia di Vienna e il centro culturale Heydar Aliyev in Azerbaijan. Il numero di maestosi edifici realizzati da questa grande archistar è, tuttavia, innumerevole, e ciascuno possiede una bellezza a sé stante.


Nonostante la sua prematura scomparsa, i capolavori di questa brillante donna rappresenteranno una vera e propria sfida ancora per molte future generazioni di architetti. Zaha Hadid ha infatti posto delle nuove regole nel mondo dell’arte, lasciando un segno indelebile nella storia.


Articolo a cura di: Marijana Jovanovic



52 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti