Wilt Chamberlain e la partita da 100 punti: la notte del record

2 marzo 1962, siamo a Hershey in Pennsylvania. Questa è la notte in cui Wilt Chamberlain, centro dei Philadelphia Warriors, passerà alla storia per aver segnato 100 punti in una partita. Il suo è un nome tuttora presente in testa alle classifiche relative a record di punti e rimbalzi.



Si giocò in Pennsylvania perché all’epoca era solito disputare incontri NBA in luoghi diversi dai palazzetti di proprietà delle franchigie con lo scopo di attirare nuovo pubblico e aumentare l’interesse attorno al basket NBA ancora non riconosciuto come una delle maggiori leghe sportive professionistiche.


Nella palestra di Hershey si affrontarono per un incontro di regular-season NBA i Philadelphia Warriors, che si sarebbero trasferiti l’anno successivo in California per diventare poi nel 1971 gli attuali Golden State Warriors, e i New York Knicks.


Si tratta di una serata leggendaria per il centro di Philadelphia, ma anche un po’ strana in quanto il record è frutto di una serie di coincidenze particolari.


Con le ultime 5 gare da disputare, New York è ultima nella Eastern Division con un record decisamente negativo. Phil Jordon, il centro titolare è indisponibile per l’incontro. Ufficialmente per un attacco di influenza ma si sospettava, e fu confermato anni dopo, che in realtà era in hangover dalla sera precedente. La marcatura su Chamberlain, un gigante di due metri e sedici, toccò a Darrall Imhoff e Cleveland Buckner, due difensori poco degni di nota.


Nei primi tre quarti la prestazione di Chamberlain è devastante: segna 23, 18 e 28 punti.


Durante l’ultimo quarto i compagni di squadra intuiscono l’impresa e fanno passare ogni azione offensiva dalle mani di Wilt. I giocatori di New York sovrastati dal punto di vista fisico e tattico iniziano a commettere falli per tenere la palla lontano dal centro di Phil e rallentare il più possibile il gioco, ma con l’unico risultato di mandare Chamberlain in lunetta.


Wilt era famoso per non essere un gran tiratore di liberi. Quella stagione però, così come quella sera, sotto indicazione del coach Frank McGuire tirò con una nuova tecnica, facendo partire il pallone dal basso (quasi tra le ginocchia) verso l’alto. La strategia funzionò. In totale dalla linea dei tiri liberi segnò ben 28 punti.


Si sentiva il pubblico del palazzetto intonare il coro:” Datela a Wilt, Datela a Wilt”.


Gli stessi giocatori di Philadelphia iniziarono a commettere falli sui giocatori avversari per fermare il cronometro e facilitare le azioni offensive.


Nell’ultimo quarto i compagni di squadra giocavano ormai solo per lui. L’obiettivo era il record. I 31 punti del quarto finale, sommati ai 69 dei tre precedenti, consacrarono Chamberlain nella storia del basket NBA. La partita finì con un surreale 169 a 147.


A fine partita venne scattata una delle foto più famose della storia sportiva. Wilt Chamberlain ritratto con in mano un foglio bianco che mostra il numero 100 scritto a pennarello. Nella foto ha un’espressione strana, quasi come se non fosse contento della prestazione (quasi forzata dai compagni).


Un altro fatto curioso è che di questa partita straordinaria, oltre alla foto, esiste solamente la radiocronaca dell’ultimo quarto e il racconto dei circa 5500 spettatori presenti, il che rende l’impresa ancora più unica.


L’unico ad arrivare vicino agli inarrivabili 100 punti è stato Kobe Bryant nel 2006 con i suoi 81 punticontro i Toronto Raptors. I 100 punti di Chamberlain sono ormai impareggiabili per gli standard moderni di gioco, senza contare che Wilt giocava in un’epoca dove ancora non esisteva il tiro da tre punti, adottato nel 1979 proprio per limitare lo strapotere dei centri come lui.


Articolo a cura di: Francesco Rodorigo




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