“Volevo solo sfiorare il cielo” di Silvia Ciompi edito Sperling&Kupfer

«Come si fa a spegnere l’interruttore e non sentire più niente? Perché Cleria azzererebbe tutto, si dimenticherebbe ogni cosa, pur di non sentire così tanto male dentro. Perché i ricordi sono il fango di un lago melmoso, basta taccare l’acqua con le dita di un piede per affogare. I ricordi sono una rovina».


Silvia Ciompi classe 1993 torna a deliziarci con un altro dei suoi imperdibili romanzi. Terzo in ordine di pubblicazione, dopo “Tutto il buio dei miei giorni” e “Tutto il mare è nei tuoi occhi”, “Volevo solo sfiorare il cielo” si presenta come un romanzo struggente, catartico e coinvolgente. L’autrice ci consegna una nuova storia d’amore spacca cuore e una nuova coppia di protagonisti di cui innamorarci...Siete pronti ad immergervi nella storia?


«Allora, balli con me?»

«Lo sai che questo è un lento, un ballo da vecchi, sì?

Lorenzo sorride. «Lo so, infatti non dovrai mai raccontarlo a nessuno.»

«Non so manco come si fa», abbassa gli occhi lei, imbarazzata.

«Secondo me se ci abbracciamo stretti andrà benissimo.»

Si fissano, poi Lorenzo le dice di nuovo: «Mi abbracci, per favore?»

E Clelia lo abbraccia e in un attimo stanno ballando in modo maldestro, ondeggiando appena, e ci sono quella canzone, le luci delle case, delle macchine, le voci della gente che passeggia sul lungomare.



Protagonisti della storia sono due giovani ragazzi, Clelia e Lorenzo. Nonostante la loro giovane età, entrambi portano sulle spalle il peso di un passato che li ha già terribilmente segnati. Clelia ha 17 anni, frequenta il liceo e vive insieme alla nonna Bruna, sulla bellissima isola d’Elba. Purtroppo Clelia ha perso la madre prematuramente e questa grave perdita reca in lei un profondo malessere che la porterà a cambiare stile di vita e comportamento. Inizierà ad essere passiva alla vita, si truccherà in modo pesante proprio per celare in qualche modo il suo disagio e sofferenza. Allo stesso modo anche il protagonista maschile, Lorenzo, dietro la sua maschera di ragazzo sfacciato e strafottente cela un animo sensibile e altruista, ma soprattutto porta con se un importante segreto.


Lui tira fuori dalla tasca il cellulare, recupera un paio di auricolari e si mette al posto di guida. Quando Clelia lo segue, cercando di non aggrapparsi a lui, ma al sottosella, Lorenzo le porge una cuffietta.


«Ti avviso, niente gente morta, Calime’.» Lei se la infila nell’orecchio, Lorenzo avvia una delle sue playlist preferite. Nessuna canzone incazzata e piena di odio, ma pezzi che sembrano parlare di loro, di lui, che adesso pare essersi dimenticato di tutto quello che gli succede intorno.


Tra Clelia e Lorenzo non sarà amore a prima vista, ma con il tempo scopriranno di avere diverse passioni in comune che li legherà, tra cui la musica! Così l’Isola d’Elba diventa lo scenario della nascita di una grande amicizia che si tramuterà in amore. Un’estate quella trascorsa sull’isola, fatta di risate, spensieratezza e amicizia, proprio come dovrebbero fare i ragazzi della loro età. Con loro sarà presente l’amico pakistano Ahmed, una spalla sicura sulla quale contare sempre.


«Quando ti innamorerai ti capiterà di sentirti sbagliata, brutta, spettinata e poi bella e spaventata. Ma non te ne fregherà più niente delle smagliature, delle cicatrici, dei tuoi spigoli o dei tuoi chili di troppo, perché chi ti ama fa così: ti cura e ti migliora e ti porta via anche i complessi. Quando ti innamorerai sarete ovunque».


Volevo solo sfiorare il cielo è un romanzo dal forte potere catartico, la maturità e la consapevolezza attraverso il quale i due giovani protagonisti riescono ad affrontare i loro demoni e le loro paure è davvero esemplare. Ho trovato simpatica la presenza di alcune battute dialettali, rispettivamente in romano e toscano. Piccoli dettagli che arricchiscono un testo già valido e ricco di suo.



«Quando sei triste, spaventata, felice, innamorata, eccitata, depressa, prova a pensare a una canzone. Per ogni momento della vita esiste una canzone in grado di alleviare il dolore o di amplificare la tua gioia».


I due protagonisti, Lorenzo e Clelia, risultano essere descritti in maniera dettagliata sia dal punto di vista fisico, ma soprattutto dal punto di vista caratteriale e psicologico. Ciò che ho apprezzato molto è stato lo stile narrativo in terza persona e, l’accurata sensibilità attraverso cui l’autrice riesce ad esprimere a parole lo stato d’animo e i sentimenti dei due protagonisti. Leggendo il romanzo è facile empatizzare con i protagonisti, ognuno di noi avrà modo di riconoscersi in qualche aspetto o lato caratteriale. Anche le ambientazioni che fanno da sfondo alla storia, risultano essere molto suggestive e ben descritte. Chi non vorrebbe vivere un’estate sull’Isola d’Elba?

Consiglio la lettura di questo emozionante romanzo, non solo ai ragazzi, ma anche ai più grandi che hanno voglia di vivere una storia di rinascita e di forza.



Articolo a cura di: Gisella Carullo



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