Vicenza: un gioiello spesso dimenticato

Abbellita dall’architettura di Andrea Palladio, Vicenza si presenta come una signorile città ai piedi dei colli Berici. Il settore orafo la rende, senza ombra di dubbio, un prezioso gioiello tra capoluoghi di provincia più turistici.



Tappa doverosa durante un tour del Veneto è sicuramente Venezia. I suoi innumerevoli ponti, gli eleganti canali e i riflessi dei palazzi sull’acqua non si trovano in tutte le città; per non parlare poi della spensierata allegria dei gondolieri e dei turisti da ogni parte del mondo. La fermata successiva è, di solito, Padova: Basilica del Santo, Prato della Valle, Cappella degli Scrovegni. Un concentrato di arte a due passi dal capoluogo di regione. Infine, si conclude con la romantica Verona: l’arena, una strofinata porta fortuna alla statua di Giulietta e – fino al 2019 – un bigliettino che promette amore eterno tra fidanzati appiccicato con un chewing-gum al muro d’ingresso. Allora, perché Vicenza si vede soltanto dal finestrino – solitamente sporco – del treno o dell’auto?


Spesso dimenticata negli itinerari dei viaggiatori, Vicenza è una graziosa città situata geograficamente tra Verona e Padova, e “lontana da Bologna”. Alla domanda “cosa c’è di bello a Vicenza?”, la risposta non può che essere quella data da Giulio, il simpatico bambino allo Zecchino d’Oro del 1994: “le luci, Babbo Natale, i sassi, i palloncini appesi sul terrazzo, i coriandoli”. Grazie al marcato accento veneto di quel biondino, Vicenza strappa un sorriso e un po’ di curiosità a chi non ci è mai stato.


Al di là della divertente affermazione, la città non si fa mancare nulla: arte, tradizione, religione, natura e commercio. Lungo Corso Palladio, la principale via del centro storico, tra i negozi di abbigliamento pullulano i laboratori di artigiani, in particolare orafi. A settembre di ogni anno, infatti, si svolge la fiera dell’oro, che celebra le eccellenze locali a livello mondiale. Facendo “una vasca”, si possono anche ammirare le meraviglie di Andrea Palladio: i palazzi cinquecenteschi costruiti dal famoso architetto vengono interrotti da alcune chiese e chiesette di precedente costruzione. Tipicamente definita “palladiana”, è la famosa Basilica (che, nonostante il nome, non ha niente a che fare con un lungo di culto) che sorge lungo un lato di Piazza dei Signori, dove tra caffè stellati e oreficerie altrettanto pregiate vale la pena spendere del tempo visitando mostre e musei (quello del gioiello, per esempio).

Le mura della città sono circondate da ampi spazi verdi (Campo Marzo, Giardini Salvi, parco Querini, per citarne alcuni) dove potersi riposare dopo essersi abbuffati di prelibatezze locali. No, non mi riferisco ai gatti, quelli sono solo una leggenda; quindi, se non ne vedete in città non vuol dire che siano stati cucinati, tranquilli.

E cosa c’è di meglio che terminare il tour con una vista della città dall’alto? Senza ombra di dubbio, il posto migliore è il piazzale di Monte Berico, il santuario sul piccolo colle che domina la città. Affollatissimo di giovani che durante le sere d’estate (e, in particolare, la “notte prima degli esami”) vogliono fare due chiacchiere con gli amici, è anche il posto perfetto per un appuntamento romantico: le luci di tutta Vicenza sono lo sfondo ottimo per un momento speciale. È molto frequentato anche durante la “festa dei Oto”, la festività patronale ogni 8 settembre. Merita davvero la fatica di salire “le scalette” (ben 192 gradini) per gustarsi il panorama, artistico e naturale.


Vicenza, però, non è solo questo: in provincia si possono visitare anche Bassano del Grappa (il nome stesso dice per cosa è famosa), Marostica (la città degli scacchi), Asiago o tutte le ville palladiane in periferia. Per il momento, iniziamo a non scartarla dalle cartine quando si stende un itinerario in Veneto.


Articolo a cura di: Federica Presa



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