Università: la libera scelta del libero studio

Al tramonto dell’ultimo sole del 476 d.C. e al tramonto dell’ultimo grande impero dell’antichità, quello romano, ci fu un evento cruciale a livello culturale. La classe agiata romana, che era detentrice del sapere di più di un millennio di letteratura e filosofia romana, cede al collasso politico dello Stato romano e non può far altro che cercare un erede da inserire nel suo testamento.


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L’unico gruppo sociale che avrebbe potuto sopportare tutto quel peso culturale erano sicuramente i religiosi cristiani, già istruiti alla cultura romana e forti di una ricerca ed esegesi teologica. Questo inevitabilmente portò a concentrare nelle mani della classe ecclesiastica tuta l’eredità della cultura romana e questo significa che altresì l’insegnamento era diretto dalla classe ecclesiastica.


Dobbiamo sottolineare come nel primo Medioevo non esistesse una forma di insegnamento come possiamo oggi noi immaginarla. La cultura veniva dispensata e selezionata esclusivamente all’interno di poli culturali che si chiamavano monasteri. Era il monaco il nuovo poeta, il monaco il nuovo letterato. Chiaramente, le classi nobili molto risentirono di questo privilegio da parte degli ecclesiastici e sempre più ci fu un movimento di distaccamento dalla classe religiosa per l’insegnamento.


Capire che la nascita delle università tra il XII e il XIII secolo parte da un desiderio di indipendenza dell’insegnamento dalla classe ecclesiastica, fa comprendere come il desiderio allo studio, ad un libero studio, fosse forte e preponderante. Questo perché si aveva la coscienza che lo studio era libertà, che le arti liberali erano tali poiché concedevano al proprio intelletto un libero movimento nei suoi pensieri.


L’università medievale non nasce altro che da un gruppo di studenti che si accerchiano intorno ad uno studioso, il futuro professore universitario, che concede loro l’insegnamento senza che essi debbano rinunciare alla loro vita privata per rinchiudersi in monastero e studiare. Sia ben chiaro, l’università medievale non è laica, né tantomeno atea, anzi, spesso sono i religiosi ad insegnarvici. Ciò che la distingue dal monastero è la libertà di studiare senza sottomettersi ad una regola monastica.


Cogliamo questo aspetto storico per riflettere sulla fortuna che ha la nostra generazione di accedere liberamente ad un percorso universitario e sottolineo come anche, nel tempo, l’università sia divenuto un emisfero parallelo con le sue precise regole, che fa parte ormai dei ricordi di giovinezza di molte persone. L’università nasce per la libertà, lo studio si pratica per la libertà. Essere liberi si può, se lo si vuole.


Articolo a cura di: Marco Mariani

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