UNA VOCE DAL CAMPO: le armi viste con gli occhi di un americano

Traduzione di un’intervista a un produttore di armi.


«A well regulated militia being necessary to the security of a free state, the right of the people to keep and bear arms shall not be infringed». (secondo emendamento della costituzione americana)



L’infinita sequenza di sparatorie in supermarket, scuole e ospedali, hanno risollevato un tema scottante, ma non di certo nuovo, per il Grande Paese della Libertà: il possesso delle armi. Il problema delle armi è da decenni una delle piaghe più grandi degli USA. Quello che mi sono chiesta è se ciò che noi Europei definiamo “problema”, oltreoceano sia percepito come tale da tutta la popolazione. Perché è molto semplice ascoltare solo la campana che parteggia per la nostra visione e limitarsi a pensare che l’America sia tutta cortei e pro-legiferazione riguardo a questa tematica. Non è cosi. Il Sig. Bob Folkestad, produttore di armi dell’Iowa della compagnia Creative Arms, mi ha dato una mano ad indagare su chi delle armi ne fa non solo un lavoro, ma un diritto da preservare.


-Potrebbe parlarmi un po’ del suo lavoro? Come funziona? E che genere di competenze necessita?


La mia famiglia possiede una piccola compagnia di armi che conta circa 19 impiegati. Mio nonno costruiva armi ed io porto avanti la tradizione. Produciamo parti per l’industria delle armi da fuoco, silenziatori, armi complete e accessori. La nostra produzione maggiore è quella di silenziatori (migliaia all’anno) e fucili Armalite (circa 200 l’anno). Nel nostro team la maggior parte delle persone hanno studiato al college, le altre hanno degree avanzati in ambito ingegneristico, manufatturiero, di marketing o business. Siamo un’azienda sofisticata e usiamo le ultime tecnologie disponibili.


-Qual è il vostro target di clienti? Di solito si tratta di gente comune che ricerca protezione o esperti/cacciatori?


Le nostre pistole, proprio come un orologio o una macchina di lusso, sono costose (circa 3.500$). Quindi i nostri clienti sanno cosa stanno comprando, e di solito sono circa un 50% privati, tra cui rientrano cacciatori e appassionati, un 50% di attività commerciali tra cui rappresentanti della legge, guardie di sicurezza, contadini e militari.


-Cosa pensa riguardo alla scarsa regolamentazione presente negli Stati Uniti riguardo alle armi?


Credo ci sia grande disinformazione nei media per quanto riguarda questo argomento e cosa serva per possedere un’arma nel mio paese. Io non penso servano ulteriori restrizioni. Gli USA sono un paese enorme con tantissime persone e il diritto di possedere un’arma è nella costituzione e non credo che il governo debba aggiungere ulteriori leggi a livello federale. Fammi spiegare: vi è una legge federalegenerale, poi ogni stato, a seconda del tasso di criminalità e il bisogno dei cittadini, può legiferare in modo autonomo. Le armi più comuni sono tre: Shotgun, fucili e pistole. A livello federale per comprare le prime due è necessario avere 18 anni e passare un test dell’FBI e un backgroud test del NICS. Alcuni stati, come New York, la California e l’Illinois, hanno normative più stringenti a riguardo. Invece, per possedere una pistola, oltre a superare i test, devi avere almeno 21 anni e in alcuni stati devi avere permessi speciali per portarla in auto con te. Per le armi più complesse (NFA firearms) ci sono delle tasse aggiuntive da pagare, test e documentazioni che devono passare per la burocrazia governativa.


-Si sente a suo agio con l’idea di vendere armi a un ragazzino/a? Quanto è selettivo con i suoi clienti?


Io seguo la legge che ho citato sopra. Ovviamente se la persona dimostra segni di instabilità mentale o comportamenti sospetti ci rifiutiamo di avere a che fare con loro. È capitato che delle nostre armi venissero trovate su scene del crimine, ma erano tutte state rubate ai nostri clienti dopo l’acquisto. Questo è un problema di criminalità, non di leggi.


-Il possibile aumento di leggi riguardo il possedimento di armi lo vive come un progresso o come una limitazione?


Qui i veri problemi sono la criminalità, l’immigrazione illegale, la droga e la salute mentale delle persone. Ecco la mia opinione: prendi come esempio la guida da ubriachi. Succede, ma cosa fai per fermarla? Rendi illegali tutte le macchine? Applica la stessa logica alle pistole. Macchine e pistole non uccidono le persone. Le persone uccidono le persone.


-Avere un’arma in casa la fa sentire più protetto? Pensa sia un deterrente alla criminalità?


Una pistola è un mezzo come un altro, dipende come e se sai usarla. È necessario allenamento, addestramento, pratica e un mindset ben preciso per tenere un’arma come protezione. Devi essere preparato ad usarla in modo mortale. Se non lo sai fare, meglio non averla: trova un'altra difesa o cambia zona in cui vivi. Personalmente ho vissuto tra le armi tutta la mia vita, sono un veterano della guerra del Golfo, so come maneggiarle. La mia idea è di usarle solo nel peggiore dei casi, ma il compito è difendere la mia famiglia e la mia proprietà. Riguardo alla seconda domanda, sì, credo che sapendo quante persone posseggono armi in America i criminali stiano più attenti a entrare nelle proprietà. Lo stato in cui vivo ha leggi specifiche riguardo ciò, ed io sono perfettamente autorizzato a sparare se qualcuno minaccia me e la mia famiglia.


-Quale crede sia il problema nel suo Paese che porta a ricorrere alle armi? È un problema di educazione/retaggio culturale?


Non sono sicuro di aver capito al 100% la domanda, ma credo tu faccia riferimento al costante contatto dei bambini con la violenza e con le armi attraverso giochi e televisione. Sì, in America abbiamo un problema parentale. I genitori sono distratti e assenti da quando entrambi hanno iniziato a lavorare, e i bambini non si educano attraverso lo schermo. Inoltre, credo che ci sia un altro grande problema negli Stati Uniti: un problema di salute mentale e di perdita di valori.


-Crede che un senso di sfiducia generalizzato verso la polizia, la giustizia e le istituzioni incrementino le forme di difesa personale?


Credo che alcuni dipartimenti di polizia e governi, in particolare quello democratico, siano la causa del vero problema: l’aumento di criminalità. Ad oggi una grande questione divide il Paese, e non è di che colore è la tua pelle, ma cosa sei autorizzato a fare oppure no, e questo sentimento di “autorizzazione” è la radice di moltissimi crimini. Alle persone andrebbe insegnato che le cose vanno ottenute con le proprie forze, che rubare non è guadagnare e che i diritti vanno meritati. C’è un grande vuoto di principi base. Nella vita, come nelle discussioni, giusto sbagliato che sia, qualcuno vince e qualcuno perde. La gente deve capire che non tutti possono vincere e chi perde si deve sentire in diritto di nulla.


-In conclusione, vive questa situazione come un problema da risolvere oppure no?


Non sono le armi il problema. Ci sono troppe pistole in America per eliminarle tutte. I criminali commettono i crimini ed è illegale sparare a meno che tu non ti senta in pericolo di vita. Non sarà eliminando le pistole che fermerai persone che se ne infischiano di migliaia di leggi, non una.


Articolo a cura di: Gaia Marcone

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