Una musica solidale, ma solo a tratti

La musica si è sempre dimostrata, nei momenti storici più drammatici, un mezzo per diffondere un messaggio forte, che esso fosse di rivoluzione, o di speranza e solidarietà.



Anche in questa situazione di estremo disagio, scatenata dal virus Covid-19, alcuni artisti italiani si sono mobilitati attraverso un progetto musicale, denominato “ITALIAN ALLSTARS 4 LIFE”, con lo scopo di far sentire la loro vicinanza alla popolazione. È stata infatti registrata, durante la prima ondata dell’epidemia, nel periodo del lockdown totale, una versione corale del celebre brano “Ma il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano. Gli artisti che hanno scelto di partecipare sono più di cinquanta e comprendono nomi della scena underground, ad esempio Marracash, Izi, Emis Killa, Carl Brave e i Boomdabash, ma anche artisti più conosciuti a livello nazionale, come Vasco Rossi, Emma, Annalisa, Francesco Gabbani e i Pinguini Tattici Nucleari.


Il brano è stato reso disponibile su tutte le piattaforme digitali venerdì 8 maggio 2020 e, nonostante l’importanza del progetto e i partecipanti dell’iniziativa, ha raggiunto la media di un qualsiasi altro brano online; insomma, senza infamia e senza lode. La cosa che però fa riflettere è il fatto che per un’emergenza così importante si sia deciso di fare una cover di un brano già esistente anziché creare un testo partendo da zero, come invece era stato fatto nel 2009 con la canzone “Domani – Artisti Uniti per l’Abruzzo”, la quale, al tempo, aveva riscosso un grande successo. Ciò che inevitabilmente ci si chiede è se non sia cambiata la mentalità di chi oggi suona, canta, produce; se, per caso, l’individualismo che ormai sembra aver messo forti radici nella società odierna non sia arrivato così a fondo da influenzare anche il mezzo di espressione più “libero”, quale l’arte e, in questo caso specifico, la musica.


È possibile che la decisione di non produrre una canzone inedita sia solo frutto di pigrizia (possiamo chiamarlo egoismo?) e voglia, da parte degli artisti, di concentrarsi maggiormente sui propri singoli e album? Il quesito rimane aperto alla personale interpretazione, ma quello che si può vedere più chiaramente dopo l’uscita di questo progetto è la facilità con cui, in questo caso gli artisti, si mobilitano a favore delle cause sociali quasi esclusivamente quando queste ultime li coinvolgono direttamente.


Ciò non riguarda solo i personaggi pubblici, quali i cantanti, ma possiamo vedere questo atteggiamento come il riflesso della società. D’altronde, non è forse questo l’arte? Lo specchio del sentimento comune e di un atteggiamento socialmente più diffuso?


Di motivazioni per essere solidali anche in “situazioni quotidiane più normali” ne possiamo trovare continuamente, eppure ci si sente quasi moralmente costretti a intervenire solo quando il problema influenza la nostra vita ordinaria.


E così, anche nel contesto musicale, da parte delle personalità più di spicco, vi sono state iniziative a favore dei soggetti maggiormente colpiti; si tratta di un attivismo quasi di convenienza, ma non per questo inutile. Da citare sicuramente è la raccolta fondi da parte dei “Ferragnez” (la coppia formata dal rapper Fedez e dalla moglie influencer Chiara Ferragni) per la costruzione di una terapia intensiva.


In questo periodo, quindi, è emersa da parte di molti la volontà di essere di aiuto e supporto, che sia solo momentaneo, questo si scoprirà una volta finita l’emergenza; non resta che sperare in una maggiore consapevolezza da parte di tutti dopo questa situazione di emergenza che sta colpendo la popolazione globale.


Letizia Malison



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