UNA GRANDE, GLORIOSA SFORTUNA di Josh Ritter edito NNE

Josh Ritter è un cantautore e uno scrittore americano nato in Idaho. Nel corso della sua carriera di musicista ha pubblicato dieci album, ed è stato nominato tra i 100 più grandi cantautori viventi con Bob Dylan, Bruce Springsteen e Neil Young. “Una grande, gloriosa sfortuna” è stato un bestseller negli Stati Uniti.



Una grande, gloriosa sfortuna è un libro che traccia un excursus sulla vita del protagonista, il buon vecchio Weldon Applegate, il quale si ritrova in un letto d’ospedale a causa del suo acerrimo nemico, Joe Mouffreau. Da qui prende avvio la narrazione dei tratti salienti della sua vita, insieme ad alcune caratteristiche storiche del periodo vissuto.

«Non ho mai avuto bisogno di soldi perché non ne ho mai spesi. Le cose che mi servono io le ho. Non sono un cazzo di roccia coperta di muschio, però; non è che non abbia delle aspirazioni. Il punto è che per le cose più importanti i soldi non servono a niente».

Weldon Applegate, è giunto alla soglia dei 99 anni: è un anziano irascibile, e la sua tempra è stata ampiamente forgiata in Idaho. Proviene da una famiglia di boscaioli, e di conseguenza il bosco è il suo posto nel mondo. Rimasto orfano di padre all’età di 13 anni, a causa di un brutto incidente, decide di proseguire con il lavoro che da generazione in generazione si tramandano in famiglia: il taglialegna.

«La Illini Fiammiferi aveva dato ordine al capomastro, il geniale Serwalter Scott, di progettare e costruire un ponte abbastanza solido da reggere un treno carico di legname fino all’altro versante del burrone, ma quando fu pronto (niente meno che nello stesso anno della Tour Eiffel), su al Terreno Perduto erano già morti quattordici uomini».

All’età di 13 anni diventa il proprietario del “Terreno Perduto”, un lotto di foresta selvaggio e incontaminato, appartenuto da anni alla sua famiglia. Un terreno che fa gola a molte persone del posto, ma che allo stesso tempo creerà diverse problematiche, tra leggenda e realtà.

«Seppellitemi lì accanto a lui. Badate: non “poco più giù”, non “appena più in là, così Weldon può riposare in pace”. Voglio che mi mettiate proprio accanto a quello stronzo, e che cazzo. E intendo attaccato. Gomito a gomito. Sono anni che aspetta che io muoia per avere la montagna tutta per sé. Se è questo che pensa, avrà una gran bella sorpresa».

Una grande, gloriosa sfortuna è una ballata tra ricordi, rancori, rivincite ma anche di amore verso la natura pura e incontaminata dal resto del mondo. È un romanzo ambientato tra la fine dell’ottocento e la metà del novecento, anni in cui in America vige la sopraffazione, si fa giustizia da soli, una società in tormento e in continua trasformazione. Tale trasformazione abbraccerà ogni pagina del libro e sarà un punto saldo anche nella vita del protagonista. Un uomo che avrà la fortuna di conoscere il vero amore e che porterà per sempre con lui, anche quando il destino gli sarà avverso.

«Dio non costruisce un bel niente. Sì, crea delle cose – il mondo, le catene montuose e quella roba lì – ma qualunque coglione a cui sia rimasto almeno un’occhio per vedere vi dirà che l’Altissimo non perde poi molto tempo ad aggiustare ciò che crea».

Attraverso uno stile ruvido, graffiante e sicuramente senza troppi filtri, Josh Ritter così come fa con la sua musica, ci regala emozioni pure, all’insegna del passato fatto di storia, lealtà, passione per la natura, amore per una donna, ma soprattutto tanto rispetto verso i propri ideali. Il personaggio di Weldon è costruito in maniera impeccabile e quando si chiude l’ultima pagina del libro, si ha come un vuoto, come quando saluti un amico per un lungo viaggio.


Articolo a cura di: Gisella Carullo

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