Una ginecologa a portata di like: intervista alla Dott.sa Monica Calcagni

Aggiornato il: lug 14

La medicina e tutto il mondo che le ruota intorno è costituita da persone. Persone con storie diverse e sogni diversi accomunate da una grande passione per la scienza e per il prossimo!


Ho chiacchierato per Voi, in questo articolo, con un’influencer particolare, una donna che in pochi mesi ha raggiunto migliaia di persone con i suoi video divertenti ed istruttivi sui social, una Dottoressa, ginecologa e mamma: ginfluencer Calcagni!



La Dott.sa Calcagni è una donna controcorrente, vulcanica e determinata che riesce a veicolare tramite i suoi profili social messaggi importantissimi riguardo la sfera dell’educazione sessuale e della ginecologia attraverso brevi video divertenti e istruttivi sempre accompagnati dal suo coinvolgente sorriso. Guardando indietro alla sua formazione troviamo una Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia (conseguita con il massimo dei voti) a Roma, una specializzazione in Ostetricia e Ginecologia e ancora un master in Medicina Estetica, per non dimenticare che la Dottoressa, oggi esercita anche come Medico di Medicina Generale!


Se ancora non siete convinti dal curriculum, basta chiederle cosa l’ha spinta a intraprendere questa carriera.


<< Seguendo le orme di mio padre, Pediatra, sin da piccola immaginavo il mio futuro indossando il camice bianco. Volevo però essere il medico delle mamme, e crescendo ho capito di voler essere il medico delle donne!>>



Oggi, con 377mila followers su TikTok (nonostante alcuni account ingiustamente bloccati) e 24mila su Instagram è sicuramente diventata un punto di riferimento per tantissime persone.


<<Sui social non faccio consulenze, anche se ogni giorno ricevo centinaia di messaggi dai contenuti più disparati. Ogni domanda che mi viene posta è importante, anche se può far sorridere: purtroppo, soprattutto i più giovani, sono spesso impreparati sull’educazione sessuale e per evitare la vergogna del chiedere ai genitori mi rivolgono qualsiasi tipo di dubbio, come fossi la loro migliore amica.>>


Medico e Influencer, scienza e social media, un connubio che funziona! Chi è “ginfluencerCalcagni” e da cosa e nata?


<< E’ nato tutto per gioco, quest'estate, seguendo mia figlia sui social. Mi sono resa conto che su TikTok circolavano informazioni fuorvianti o scorrette sulla sessualità. Ho iniziato quindi a postare contenuti informativi seguendo le orme dei miei colleghi anglosassoni e latini ed è stato un boom inaspettato! Ero presente sui social da tempo, ma in maniera non costante. La possibilità di fare video brevi, divertenti, informativi, mi ha permesso di arrivare ad una fetta di popolazione, quella giovanile, nella quale c'è il vuoto formativo dell’educazione sessuale. E così che è nata ginfluencercalcagni! Negli ultimi mesi tanti professionisti del settore hanno seguito le mie orme e questo mi riempie di gioia perché finalmente si parla di argomenti che sono per molti ancora dei tabù. >>


Nei Suoi post e nei video che pubblica quotidianamente si rivolge ad un pubblico vasto e variegato, principalmente femminile, sempre in maniera amichevole, come un aiuto da tenere sempre nel taschino, a portata di mano. Qual è il valore educazionale della sua “missione” social, se così può essere definita, e qual è la risposta dei suoi followers?


<< Nei miei video faccio quello che ho sempre fatto nel mio studio e che continuo a fare quotidianamente: informare, anche su argomenti apparentemente banali. Ho iniziato a pubblicizzare l’educazione sessuale quando ero ancora una liceale e su quelle orme ho sempre continuato a battermi ma nella piccola realtà di paese o di quartiere. I social mi hanno dato la possibilità di arrivare ad una fetta più grande di utenza e mi sono resa conto che, nonostante siano passati più di vent'anni della mia prima battaglia per la prima lezione di educazione sessuale nella mia scuola, poco è cambiato. Vorrei che si parlasse di sessualità in maniera naturale senza tabù e senza vergogna. In fondo siamo nati tutti grazie ad un rapporto sessuale!>>


Scorrendo i Suoi canali, vengono spesso trattati temi riguardanti i metodi contraccettivi, problemi o dubbi relativi alla gravidanza, ai rapporti sessuali e molto altro. Essendo una vasta maggioranza del Suo pubblico, di giovane età, ritiene che ancora oggi diversi tabù culturali circa l’apparato genitale e riproduttore limitino le conoscenze della popolazione e di conseguenza il rapporto tra medico e paziente?


<<Purtroppo, ancora oggi c'è troppa disinformazione, i giovani non hanno canali per potersi informare l’imbarazzo dei genitori frena le loro domande e trovano le risposte solo su internet o fra pari. La scuola, che dovrebbe essere il primo canale informativo, ha grosse difficoltà ad affrontare i temi riguardante la prevenzione di malattie sessualmente trasmesse, contraccezione e maternità responsabile. Ma la prima responsabilità sull'ignoranza dei nostri figli è quella di noi genitori che troppo spesso ci troviamo in difficoltà a rispondere a domande del tutto naturali sulla riproduzione e sulla sessualità. Non c'è ancora la cultura di portare le ragazze del ginecologo o i maschietti dall'urologo per un controllo di routine, cosa che si fa invece con altri specialisti (oculista, otorino, ortopedico, etc.).>>


Che valore attribuisce a questi tabù e quanto incidono, secondo la Sua esperienza, ad esempio nella diagnosi di alcune patologie?


<<La difficoltà che si ha ad affrontare alcuni argomenti, ma anche il pudore di genitori nel controllare la salute genitale dei nostri figli nel momento in cui incominciano a diventare uomini e donne, ritarda la diagnosi di patologie che sarebbero facilmente risolvibili. La diagnosi di fimosi, parafimosi, ovaio policistico, endometriosi, dismenorrea, ma anche di vaginismo o vulvodinia vengono fatte quando ci si approccia primi rapporti sessuali, invece andrebbero trattati prima. Bisognerebbe capire che tutelare la salute del nostro apparato riproduttivo è fondamentale per il benessere fisico e psichico dei nostri figli. Si ha troppa paura ad affrontare l'argomento per timore di incentivare la curiosità dei più giovani nei confronti della sessualità, ma è esattamente l’opposto. Non si ha curiosità di ciò che è noto, ma di ciò che è ignoto.>>


Dottoressa, Lei è anche un medico di medicina generale, più comunemente conosciuto come medico di famiglia. In un anno così duro come quello trascorso, che ha messo alla prova l’intero Sistema Sanitario Nazionale, cosa ha significato per Lei questa parte del Suo mestiere e che valore ha il medico di famiglia all’interno della comunità? Ci racconti la Sua esperienza!


<<Ho deciso di iniziare la mia carriera come medico di famiglia nel 2016 dopo essermi licenziata come ginecologo Asl. A 40 anni avevo la necessità di seguire i miei pazienti in maniera continuativa e totale. Ho continuato a gestire la figura di specialista in ostetricia e ginecologia e di medico di famiglia con grande fatica e soddisfazione. La pandemia ha messo a dura prova il Sistema Sanitario Nazionale e la capacità di noi medici di medicina generale di gestire la Sanità Pubblica ma anche l'ansia, la paura, la preoccupazione di tutti i nostri assistiti. Siamo sempre stati in prima linea e lo siamo ora ancora di più, togliendo tempo alla nostra famiglia e mettendo a rischio anche la salute dei nostri cari. Nell'ultimo anno il carico di lavoro è aumentato in maniera importante. La costante reperibilità, la gestione di pazienti positivi, la burocrazia che ci ha sommerso, la campagna vaccinale antinfluenzale prima e ora la campagna vaccinale anticovid, ci sottopongono a carichi di lavoro fisico e psichico notevole. Ma sapere di essere il punto di riferimento per tanta gente preoccupata mi dà la possibilità di sopportare meglio la stanchezza e i momenti di sconforto e di essere forte per il bene della mia comunità. Ho la grande fortuna di fare un lavoro che amo e che ho scelto di fare con amore, passione e dedizione, e un marito e tre figli che mi appoggiano e mi supportano e sopportano!>>


Articolo a cura di: Marco Terrana



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