Tante religioni ed un sol Padrone

Aggiornato il: 27 ott 2020

«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e la ricchezza» (Mt 6,24-25).


Tante religioni ed un sol padrone - Il confronto quotidiano
ll palazzo di Sloane Avenue al centro dell’ultimo scandalo che ha investito il Cardinale Becciu e le istituzioni vaticane.

Probabilmente mai come in questo periodo storico il passo del vangelo di Matteo è stato così attuale. Non che la chiesa non fosse stata attraversata, durante la sua storia millenaria, da scandali o periodi bui: basti pensare all’era nefasta della santa inquisizione o alla nascita del nepotismo che vide in Papa Alessandro VI, padre dei celebri e riconosciuti Cesare e Lucrezia Borgia, il suo più autorevole rappresentante. Ma la poliedricità delle problematiche che stanno investendo le istituzioni ecclesiastiche, sembra conferire alla situazione attuale uno status di complessità superiore rispetto a quello delle ere precedenti. Pedofilia, scandali sessuali, truffe finanziarie, ed ancora situazioni spinose come l’apertura al sacerdozio per le donne o al matrimonio per i preti fino al riordino delle istituzioni vaticane. Insomma per Papa Bergoglio tanto lavoro e poca riconoscenza. Una volta assodata la crisi diffusa della dottrina cristiana sorge spontanea una domanda: ma le altre religioni? Come si stanno approcciando alla modernità? E quali situazioni di crisi stanno affrontando?


L’Islam, l’altro grande credo monoteista, è attraversato dalla tristemente nota corrente fondamentalista che non solo blocca ogni tentativo di cambiamento, ma addirittura tende inesorabilmente ad una sorta di restaurazione ortodossa dei dogmi islamici, talvolta mistificandone volutamente i contenuti e i significati per fomentare e giustificare il terrorismo e la violenza. Anche qui non mancano gli scandali sessuali con ragazzine ancora adolescenti date in sposa a facoltosi notabili o donne, considerate poco più che un oggetto, lapidate per presunti atti di tradimento e, ovviamente, le sempre presenti manovre finanziarie, più o meno lecite, messe in atto con il fine di racimolare denaro destinato spesso al sostentamento delle ali più estreme dei vari movimenti islamici.


Ma l’Induismo non è da meno. Qualche anno fa è sorta una disputa tra la Iskcon di Mumbai e quella di Bangalore per la proprietà del complesso dell’Hare Krishna Hill a Bangalore: tempio e villaggio Iskcon, proprietà del valore di 5 miliardi di rupie, poco più di 71 milioni di euro. Non mancano le denunce di diversi adulti sui “maltrattamenti” subiti in gioventù presso gli istituti Iskcon dislocati sia in India che all’estero e che furono “archiviate” con un accordo di risarcimento per 400 milioni di dollari.


Finanche il Buddismo non è esente da scandali e problematiche di vario genere. Sempre qualche anno fa è emerso che monaci buddisti esibivano fidanzate (e fidanzati) o ubriachi distruggevano automobili guidando in modo forsennato. Poi c’erano i monaci che intascavano mazzette di denaro per i funerali o armati di borse Louis Vuitton sedevano a bordo di jet privati. Per finire, come ha ammesso lo stesso Dalai Lama, vi erano insegnanti buddisti che da decenni abusavano sessualmente dei loro studenti.


Ed allora, alla luce di quanto detto, quale conclusione possiamo postulare? Insomma, quale spiegazione dare a questa crisi degli istituti religiosi?


Potremmo sicuramente arroccarci sulle posizioni della tanto decantata secolarizzazione o barcamenarci tra i meandri della sociologia della religione ma, forse, più semplicemente, potremmo considerare l’insegnamento del «nessuno può servire due padroni» che affiancato a quel «date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio» (Mt 22,21) riassumono l’essenza del rapporto tra Stato e Chiesa, tra carne e spirito, tra creatura e Creatore, in qualsiasi contesto storico ed in qualsiasi ambito religioso.


In definitiva sembra necessaria una presa di coscienza da parte di tutte le istituzioni religiose che porti a scelte coraggiose in quell’ottica, più volte espressa da Papa Francesco, di una fratellanza mondiale tra le varie declinazioni di fede e contestualmente di una apertura alla modernità utilizzando il filtro della fede, poiché molti non hanno ancora capito che la guerra che stiamo combattendo non è più tra crociati e Selgiuchidi, ma tra l’uomo e la sua stessa sopravvivenza, tra un mondo possibile ed un miraggio impraticabile.


La redazione




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