@Storiadellartrash: quando il trash diventa arte!

Tra gli appunti del grande Duchamp, uno dei più grandi artisti del Ventesimo secolo e ideatore del ready-made, leggiamo: «L’artista non è il solo a compiere l’atto della creazione, perché lo spettatore stabilisce il contatto dell’opera con il mondo esterno decifrando e interpretando le sue profonde qualificazioni e così aggiunge il proprio contributo al processo creativo.” E ancora, sostiene che il pubblico continui a dipingere i quadri dell’artista anche dopo la sua morte.


Dunque, sarebbe proprio il rapporto dinamico tra fruitore dell’opera d’arte e l’opera stessa a conferirle l’immortalità.


Qualche anno fa abbiamo visto le nostre bacheche social riempirsi di opere d’arte stranamente accostate a scatti di persone comuni che conducevano vite comuni e che tanto somigliavano ai soggetti dei dipinti più famosi. Per chi non ne ha memoria, si trattava di una campagna social promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo intitolata “L’arte ti somiglia”.


Guarda il video di presentazione della campagna cliccando su questo link: https://youtu.be/Czb4XWFCxIE


E se l’arte somigliasse a persone meno comuni, diciamo “un po’ più note”?

Sto chiaramente facendo riferimento ad un progetto molto interessante che ha catturato la nostra attenzione e l’attenzione di molti.


@Storiadellartrash nasce alla fine del 2020 da un forte desiderio di risate e leggerezza e dalle menti creative di Pietro, amante del mondo della televisione, e di Elisa, appassionata di arte.


Conosciamoli meglio!



Come scegliete i soggetti delle vostre opere?

Non seguiamo una linea prestabilita. A volte condividiamo un fatto di attualità, altre volte andiamo a ripescare eventi passati che ci hanno fatto sorridere. Ogni tanto vogliamo semplicemente omaggiare un personaggio che ci piace, senza riprendere particolari aneddoti. Ci piace essere un po’ provocatori, ma sempre mostrando grande rispetto per tutte le persone. È anche per questo che molti dei personaggi a cui dedichiamo i nostri post apprezzano il nostro lavoro e si fanno una risata insieme a noi. Tutto ciò che pubblichiamo ha fatto ridere noi per primi: questo è fondamentale per continuare. Se poi riusciamo a strappare un sorriso anche agli altri, ne siamo contenti.


L' idea di inserire in galleria le opere originali accostandole a quelle da voi rivisitate potrebbe avere il merito di far interessare all'arte un pubblico che normalmente non lo sarebbe?

Assolutamente sì, infatti oltre a riportare i dati del quadro originale nel post, abbiamo deciso di mostrarlo, facendo risparmiare il tempo della ricerca a chi fosse interessato. Questo non solo per far sì che lo spettatore si renda conto degli interventi grafici operati, ma soprattutto per contribuire alla diffusione dell’arte sui social. Le opere che scegliamo non sono necessariamente famose e non sempre appartengono agli artisti più conosciuti, questo diverse volte ci ha fornito lo spunto per alcuni approfondimenti che abbiamo condiviso nelle storie di Instagram sotto forma di curiosità e aneddoti sull’opera stessa o sull’artista. È un’iniziativa che ha riscosso successo e che ci proponiamo di portare avanti anche in futuro.


Facendo riferimento alla campagna social del Ministero dei Beni Culturali di qualche anno fa intitolata "L'arte ti somiglia", potremmo dire "Il trash ti somiglia"?

Se col termine "trash" intendiamo voglia di leggerezza, si. Tutti noi abbiamo una "stupidera" dentro, chi più, chi meno, le persone più riservate hanno un lato folle. Chi dice di no, mente. Ed è anche per questo, secondo noi, che le pagine a tema “trash” continuano ad avere un grande successo sui social, coinvolgendo un pubblico sempre più variegato.



Siete d'accordo con il pensiero di Duchamp che sostiene che il fruitore dell'opera d'arte continui a dipingerla anche dopo la morte dell'artista? Il vostro lavoro non consiste proprio nel dare diverse chiavi di lettura all'opera d'arte originale rendendola "pop" e adeguando i soggetti alla realtà che ci circonda?

Il quadro ci permette sicuramente di concretizzare il concept finale ma non sempre siamo lineari nella sua realizzazione perché a volte nasce prima il post e poi la riproduzione dello stesso, a volte il contrario. In linea generale comunque cerchiamo il più possibile di trovare un senso nell’accoppiare un determinato quadro al personaggio scelto. Le opere devono in qualche modo ricollegarsi ai personaggi altrimenti l'effetto non funziona: spesso seguiamo le intenzioni del soggetto del quadro che si sposano con quelle del personaggio (quindi seguiamo l'indirizzo che l'autore ha deciso per il suo quadro) ed è incredibile realizzare come certe situazioni o espressioni non conoscano epoca, riproponendosi in maniera molto simile a distanza di secoli. In alcuni casi invece finiamo per stravolgere il senso originario dell’opera. E poi, ovviamente, capita anche di giocare semplicemente sulla somiglianza fisica o posturale del soggetto del quadro col personaggio. Non ci sono regole.


Piani futuri per il vostro progetto?

Ci piacerebbe a breve affrontare determinate tematiche, anche un po’ meno frivole, con i nostri post: non vogliamo appesantire i toni, il divertimento resterà sempre l’aspetto preponderante del nostro progetto. Tuttavia, considerando che il nostro profilo sta piano piano crescendo, sarebbe bello riuscire a creare un confronto con gli altri utenti. Si può sorridere e riflettere allo stesso tempo, insieme, perché no. Ci stiamo lavorando.



Dopo questa stimolante chiacchierata, ragazzi, non ci resta che augurarvi buona fortuna…e che il trash sia con voi!


Articolo a cura di: Mariapia Crupi


Per consultare le opere di @Storiadellartrash: https://instagram.com/storiadellartrash?igshid=99j9qo0knxlq



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