Social World Film Festival, intervista esclusiva a Tomas Arana: “Gli attori devono lottare sul ring”

Tomas Arana, attore statunitense con cittadinanza italiana, è stato ospite alla X edizione del Social World Film Festival che si è svolto nell’ottobre 2020 presso il Castello Giusso di Vico Equense, in provincia di Napoli. La star delle pellicole hollywoodiane, braccio destro e figura essenziale di diversi film diventati cult, ha rilasciato con toni irreverenti e confidenziali un’intervista ai nostri microfoni.


Maestro, che consiglio offre ai giovani aspiranti attori per arrivare ad alti livelli di cinematografia?


Il mio consiglio ai giovani è di studiare, di prepararsi, di seguire una formazione culturale, di anima, di essere disciplinato. Bisogna imparare e studiare seriamente, sviluppare il cervello, il corpo, la voce. Suggerisco d’imparare guardando i film giapponesi, europei, africani. Bisogna cercare di essere un cittadino del mondo. Bisogna essere disciplinati per superare la difficoltà che il mondo del cinema impone: alcuni non riescono a farlo perché non hanno forza. Nel nostro lavoro capita spesso di essere rifiutati: è come andare a cercare lavoro e dopo cinquanta colloqui nessuno ti ricontatta. Nel mondo del cinema vai a sostenere centinaia di provini e se sei fortunato ne vinci due. Bisogna credere in se stessi per poter sopportare questa tipologia di stress. Propongo sempre questo paragone: se un giovane attore fosse un pugile e si sentisse in forma, allenato, allora si sentirebbe grande, andrebbe in giro per il mondo, penserebbe che nessuno può batterlo. Poi entrerebbe nel ring, toglierebbe l’accappatoio e trova Mohamed Alì pronto per metterlo KO. L’attore, quindi, esce dal ring o si alza? Se ha la forza di fare l’attore e il cinema, si rialza e continua a combattere, sapendo che lo rimanderà di nuovo giù. Dopo 10/20 volte, se hai la forza di superare questa paura, ti alzi, blocchi e vai giù perché è pur sempre Mohamed Alì. Però ha un leggero sorriso meraviglioso che dice “adesso boxiamo”. Tutto ciò significa non arrendersi nonostante le difficoltà. Chi fa cinema come me ed altri, sa che dobbiamo stare nel ring. Voglio solo stare nel ring, sebbene so che mi manderà giù, anche dopo anni di successo. Chi manda giù Mohamed Alì è: Tom Cruise, Tony Servillo, Pierfrancesco Favino, Valeria Golino. Loro sì che ci riescono. Chi fa cinema vuole solo stare nel ring. Se hai la mentalità di gestirla, qualsiasi cosa mi manda giù, mi rialzo. Così hai la forza per restarci, altrimenti cambi mestiere”.


Tra i suoi vari set qual è stato il suo ring? Quello più difficile e su cui ha temuto di essere abbattuto?


“Io sto benissimo sul set, non sto male. Sto male quando non sono lì. Molta gente dice che “Il gladiatore” è stato difficile per me. Io rispondo che è da pazzi sostenere ciò, perché è stato facilissimo! C’era un grande regista, bellissimi costumi che hanno vinto il premio Oscar, scenografia pazzesca, attori di fama internazionale come Joaquin Phoenix e Russell Crowe. Qualche volta è stato difficile in film in cui ho preso parte e non sono andati bene: il cui copione non era buono, il regista nemmeno. Lì è difficile, perché non hai molto da lavorare. Non mi dispiace stare sul set se qualcuno non è molto capace nel mestiere di attore, mi basta che sia disciplinato e abbia imparato le battute. In qualsiasi momento in cui si recita in un film o al teatro come attore, bisogna dare del proprio meglio. Se poi non si riesce, pazienza, può succedere. Io ho fatto dei film dove non sono stato granché, però ci ho provato. Mia madre mi ha insegnato che se vuoi fare qualcosa, devi farlo al meglio che puoi. I giovani attori devono imparare questa cosa. Quando si sentono insicuri si lamentano di tutto e tutti, io gli dico: “La tua responsabilità è essere pronto in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza, in qualsiasi condizione. Se hai preso un impegno, fallo. Così è anche nella vita. Il macellaio che taglia la carne, l’idraulico, devono farlo sempre meglio. Se poi si compiono gli errori, è normale”.


Articolo a cura di: Emanuela Francini



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