“Questi scritti, quando verranno bruciati, daranno finalmente un po’ di luce”

“Questi scritti, quando verranno bruciati, daranno finalmente un po’ di luce”. Questo è il titolo della mostra, ripreso da una citazione di uno scrittore veneziano Andrea Emo, con cui Alsem Kiefer fa entrare l’arte contemporanea nel palazzo del potere della Serenissima attraverso una serie di dipinti che dialogano con uno degli spazi più importanti di Palazzo Ducale: la sala in cui veniva eletto il Doge.



L’esposizione, oltre ad essere il fulcro della quinta edizione di Muve Contemporaneo, è direttamente legata alle celebrazioni per i 1600 anni dalla fondazione di Venezia.


Il ciclo pittorico, composto da trentadue grandi tele, è stato realizzato dall’artista tedesco tra il 2020 e il 2021 e ha come cifra la riflessione sulla relazione dell’arte con i musei.


La scelta di ospitare il suo lavoro all’interno di Palazzo Ducale aveva come finalità quella di misurare la potenza di questo luogo d’essere, dopo tanti secoli, un centro di cultura viva e non solo di memoria. La sfida per l’artista tedesco era ancora più arduo perché significava inserire, seppur per un periodo limitato, come succedeva quando cambiavano i gusti e le necessità dello Stato, un nuovo ciclo di dipinti “corpo a corpo” sopra quelli antichi.


Oltre alla citazione di Emo, altri riferimenti letterari sono: il Faust di Goethe, le teorie di Alfred Wegener sulla deriva dei continenti (rispetto alla tela con le balene spiaggiate), passi del Vecchio e del Nuovo Testamento.


Venezia è al centro di questo mastodontico affresco contemporaneo, ma non come oggetto da celebrare, piuttosto come luogo di scambio di culture tra Occidente e Oriente, ora qui diventa metafora di opposti.


Il tema del viaggio si intreccia con quello delle migrazioni , la distruzione, la memoria sembrano ricordare che tutto è già stato ma al tempo stesso tutto deve ancora accadere. E l’arte, oggi come ieri, ha la capacità di raccontare la vita dell’uomo, di dare una trasposizione del presente facendoci soffermare su ciò che non è ancora stato, ma che sarà.


Curata da Gabriella Belli e Janne Sirén, la mostra di Anselm Kiefer a Palazzo Ducale di Venezia rimarrà visitabile fino al 29 ottobre 2022.


Articolo a cura di: Giada Toppan

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