PMI Italiane e sostenibilità

Aggiornamento: 24 nov 2020

L’11 Novembre 2020 ha avuto inizio la nona edizione della “Settimana SRI” (Sustainable and Responsible Investment), durante la quale Forum per la Finanza Sostenibile, con la collaborazione di BVA Doxa, ha discusso in maniera approfondita il tema “Pmi italiane e la sostenibilità”.


La ricerca è stata realizzata con il contributo di Intesa Sanpaolo e Iccrea Banca, coinvolgendo 477 aziende in tutta Italia. Dai dati raccolti in questa ricerca è emerso come le PMI attribuiscano grande valore alla sostenibilità, soprattutto per la gestione della crisi economica che sta dilagando a causa del Covid-19. I risultati di questa ricerca sono stati esposti da Arianna Lovera, Senior programme officer del Forum e Simone Pizzoglio, Head of BU Finance & Utilities di BVA Doxa.


Cosa ne pensano le PMI?

Addentrandoci meglio in questa ricerca, noteremo come una Pmi su tre ritenga che, integrare la sostenibilità tra i criteri delle scelte strategiche, possa contribuire ad una più rapida uscita dalla crisi economica. Il 37% delle aziende prese in analisi prevede un utilizzo dei criteri ESG (environmental, social and corporate governance). Inoltre, come rappresentato dal grafico seguente, più dell’80% del totale delle Pmi intervistate sostiene che la sostenibilità sia un elemento fondamentale, o comunque necessario, per le scelte strategiche d’investimento, e più di metà delle aziende campionate ha in programma di integrare i temi ESG nella loro strategia d’impresa. Questo varia, però, anche in base al settore ove opera l’azienda presa in analisi, in quanto, ad esempio, prendendo in esame il settore agricolo e dell’allevamento, lo studio rivela come più del 90% delle PMI manifesti un interesse alle tematiche ambientali. Il settore che ritiene i fattori Esg di minor importanza è quello industriale, con una percentuale d’interesse pari a poco più del 70%. La maggior parte dei problemi rilevati, per quanto riguarda “lavorare in chiave sostenibile”, sono i costi elevati e le difficoltà burocratiche per ottenere e mantenere le certificazioni.


«Direste che la sostenibilità (ambientale, sociale e di governance) ricopre un ruolo importante nella vostra azienda e guida le scelte strategiche e di investimento?»



Ruolo ESG nei finanziamenti

Come rappresentato dal grafico sottostante, la maggior parte delle PMI considera le attività finanziarie e creditizie una diretta conseguenza del grado di sostenibilità: tant’è che l’81% di esse ritiene che gli operatori finanziari dovrebbero integrare gli indicatori ESG con quelli tradizionali, per poter valutare al meglio il merito creditizio. A conferma di quest’ultimo fattore, la raccolta dei dati per l’elaborato dice che il 33% delle aziende beneficerebbe di condizioni di finanziamento migliori. Inoltre, il 69% delle PMI dichiara di raccogliere dati ESG per uso interno, per gli stakeholder oppure per essere resi pubblici. La restante parte non ritiene che il raccoglimento dei dati Esg, e la conseguente reportistica non finanziaria, possa essere d’aiuto alla società. Seppur questi dati sopra citati siano incoraggianti e in costante sviluppo, vi è un notevole margine di miglioramento: infatti, solo un’azienda su tre prende in considerazione i prodotti di “sustainable finance” (finanza sostenibile) e meno del 30% ha adottato strumenti come i rating di sostenibilità o ha redatto una dichiarazione non finanziaria (Dnf). La ragione principale è il fatto che a queste PMI non è mai stato proposto di valutare forme di finanziamento per progetti sostenibili. Infatti, la maggior parte delle PMI ha richiesto agli intermediari finanziari di incrementare la divulgazione di informazioni sulla finanza sostenibile, evidenziando i casi di successo ed i conseguenti vantaggi concreti in termini economico-finanziari, di marketing e reputazionali. Ovviamente i punti cardine per le aziende risultano le banche. Questo perché la maggior parte delle PMI attribuisce loro un’importante funzione, sia nella selezione degli strumenti finanziari (per il 41%), che nella promozione dei prodotti SRI (per il 35%).


«Secondo voi, nell’ambito della concessione del credito, gli operatori finanziari dovrebbero valutare anche aspetti ambientali, sociali e di governance dell’azienda oltre che informazioni prettamente economiche e finanziarie?»



Collaborazione - articolo a cura di @efininvesting


Fonti:


finanzasostenibile.it



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