“Più veloce, più in alto, più forte”

Le Olimpiadi, che quest’anno festeggiano la loro ventitreesima edizione, sono pronte a partire, nonostante il loro necessario rinvio e la traballante organizzazione che, a causa della pandemia, ha saputo dare ben poche certezze ad atleti e spettatori di tutto il globo. In questo articolo cercheremo di analizzare l’evoluzione e la storia delle Olimpiadi, dalle loro radici più antiche alla loro riscoperta nel XIX secolo.


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Le prime notizie che possediamo delle Olimpiadi risalgono al 776 a.C., anno in cui venne stilato un elenco di partecipanti e vincitori. Il rituale di inizio delle gare era simboleggiato dall’accensione della fiamma olimpica dalle sacerdotesse della dea Era attraverso uno specchio concavo che convogliava i raggi del sole. Il fuoco rappresentava un dono divino, a simboleggiare i mortali che trascendevano la propria condizione per avvicinarsi e omaggiare gli dèi. La tradizione viene ripetuta ancora oggi, con numerosi tedofori (lett. coloro che portano la fiaccola) che trasportano la torcia dalla città antica di Olimpia (da qui la manifestazione prende il nome) al luogo dove si svolgeranno i giochi.


Le Olimpiadi non rappresentavano solo un momento di svago o di intrattenimento per i greci, ma avevano un forte valore simbolico-religioso; numerosi studiosi hanno formulato ipotesi sulla derivazione dei giochi olimpici a partire da complessi rituali legati alla caccia, o alle celebrazioni funebri. Tutto ciò che possediamo purtroppo sono, come spesso accade, teorie e speculazioni che poco hanno di certo o di verificabile. Qualunque fosse la radice più antica di queste usanze, ciò che è sicuro è che i giochi avessero un enorme valore per tutti i greci (ne parla persino Omero nell’Iliade e l’astronomo Eratostene utilizzava proprio le Olimpiadi come misura per calcolare il tempo); gli atleti arrivavano da tutte le città-stato elleniche, da Atene a Tebe a Corinto, e per il periodo di celebrazione ogni ostilità era sospesa. Erano ammessi ai giochi solamente i cittadini di lingua greca: non potevano partecipare gli stranieri (cioè i barbari), gli schiavi e le donne.



Inizialmente le discipline praticate erano basate sulla corsa, ed erano fondamentalmente gare di velocità o di resistenza, ma col passare degli anni e dei secoli, gradualmente nuove discipline si aggiunsero, come le corse coi carri o alcuni particolari tipi di lotta. Altre ancora vengono praticate tuttora in ossequio alla tradizione greca, come il lancio del giavellotto, il lancio del disco o il salto in lungo.


Dopo la conquista della Grecia da parte dell’Impero Romano, le Olimpiadi persero gradualmente importanza, fino a venire bandite nel IV secolo d.C., data la natura considerata eretica delle celebrazioni.



Il XIX secolo fu un periodo in cui la ricerca archeologica visse una vera e propria età dell’oro: in tutto il bacino del Mediterraneo venivano ritrovati resti di antiche città e monumenti, mentre i collezionisti facevano a gara per ottenere i pezzi più pregiati da esporre. Ciò riportò naturalmente in auge l’interesse per le civiltà classiche, ma più di tutti ebbero un ruolo decisivo gli scavi compiuti nel sito di Olimpia, che riportarono alla luce artefatti di ogni tipo insieme alle fondamenta di numerosi edifici, compresi i templi dedicati a Zeus ed Era. Altre volte si era tentato di far rivivere le atmosfere dei giochi in epoca contemporanea, ma senza successo. Fu il sociologo francese P. de Coubertin nel 1894 a vedere approvata la sua proposta, rendendolo di fatto il padre delle Olimpiadi moderne e fondando il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), con il motto latino citius, altius, fortius (“più veloce, più in alto, più forte”).


Le prime olimpiadi si svolsero proprio in Grecia, ad Atene, nel 1896, vedendo 250 atleti da tredici Paesi diversi (peraltro tutti uomini). Le discipline disputate furono solamente nove, con un totale di 43 sottocategorie totali: non vennero ammessi gli sport di squadra a causa della volontà di dare un carattere dilettantistico alla manifestazione. Col tempo si aggiunsero sempre più discipline e sempre più atleti provenienti da tutto il mondo, cambiando radicalmente il proprio svolgimento e le cerimonie legate a questa ricorrenza, che lentamente iniziò ad assumere l’aspetto inconfondibile a cui siamo abituati.


Articolo a cura di: Elisa Matta



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