Nessun uomo senza uomo

Erano già state serrate le porte della Basilica, dopo il Vespro della sera. La luna ondeggiava attraverso le vetrate policrome, il rosone fiammeggiava il tramonto.


COLLABORAZIONE - Articolo a cura di: Alice Bunner

All’improvviso s’udirono dei forti colpi contro il portale ed urla all’esterno. Il parroco don Gurda mandò il vecchio sagrestano ad aprire la porticina a fianco. Fecero irruzione nella navata tre persone, un uomo e due donne. Le due donne accompagnatrici – una più matura l’altra una ragazza – facevano cenni per calmare l'uomo. «No no, lasciatemi, lui è un idiota!». Don Gurda li raggiunse sulla sedia a rotelle. Fece forza sulle braccia per scorgere meglio le tre figure, dato che le luci erano spente ed il rosone ormai inviava le ultime lingue come sangue.


«Oh! Tre parrocchiani così devoti che mi vengono a trovare quando si fa sera...» sorrise l’anziano sacerdote. L’uomo inveì: «Sta’ zitto. Tu di vero cristiano non hai nulla. Passi che nelle prediche fanatiche continui a dire che la donna è il peccato, che deve servire l’uomo che per il divorzio si va all’inferno e così via; ma mia moglie e mia figlia si sono imbestialite quando...». «Io sono Gesuita e gli studi che... insomma la Teologia... ma quanta rabbia fratello mio! Io seguo la Dottrina».



Il parrocchiano gli ficcò l’indice sotto il mento: «Ringrazia demente che sei su una sedia a rotelle. Non la faccio passare liscia questa cosa: che tu da domenica prossima abbia modificato le panche in chiesa in modo che seggano prima gli uomini, poi i vecchi, e nelle ultime postazioni le donne e le bambine. Pezzo di m... noi scriveremo al Vescovo!». Il Parroco incrociò le dita delle mani come per preghiera: «Oh scrivete pure. Io sono nel giusto». «Ma non ce l’hai avuta tu una madre, eh? Nessun uomo è senza donna, cretino!». I parrocchiani infuriati voltarono le spalle ed il sagrestano s’affrettò a chiudere la porta dietro di loro. Poi riprese la carrozzina e condusse don Gurda verso l’abside.


«Don Gurda, ah ah mi viene ancora da ridere: impazzivo dal ridere quando quel rabbioso le ha chiesto “non ce l’ha una madre?!”. Ah ah e poi “nessun uomo senza donna !”». «È vero anche io volevo ridere. Ma fammi camminare ora». Il sagrestano si spostò ed il sacerdote scese agilmente dalla carrozzina. Si mise a camminare velocemente all’indietro, come faceva sempre. «Nessun uomo senza uomo» disse. All’indietro trovò subito l’entrata delle scale. «Apri quando scendo, chiudi quando salgo», ordinò.

Il sacerdote rapido iniziò a scendere sempre all’indietro una lunghissima scalinata. Non si vedeva il fondo.


Articolo a cura di: Alice Bunner



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