Miti e leggende della cultura giapponese

La cultura giapponese è indubbiamente tra le più affascinanti e fantasiose del mondo. L’interesse nei confronti di questa antica cultura è aumentato negli ultimi anni per il dilagare di “manga” ed “anime” che hanno attratto in modo crescente sia il pubblico dei giovani che quello delle persone più mature. Ma alla base di questi capolavori fumettistici e di animazione, oltre alla fantasia dei loro creatori, troviamo anche una scorta di bellissime leggende nipponiche a cui i vari autori si sono ispirati.



-Amaterasu e la caverna.

Ai fan di “Naruto” il nome non sarà certamente nuovo, nella serie, infatti, amaterasu era una potente tecnica che i possessori dello “sharingan” erano in grado di utilizzare. Nella mitologia giapponese, però, Amaterasu era una bellissima Dea che era in costante lotta con il fratello Susanoo. Dopo una lunga serie di scontri Amaterasu, offesa e indignata per il comportamento del fratello, decise di ritirarsi in una caverna e così facendo scomparve il sole dal mondo, che sprofondò totalmente nelle tenebre. Gli dèi provano in tutti i modi a convincerla ad uscire dalla caverna, ma con scarso successo. Allora la dea dell’allegria, Ame-No-Uzume ebbe un’intuizione per farla uscire dalla caverna. Si vestì di fiori e decise di esibirsi in una danza erotica fuori dalla caverna, i fiori cadevano uno dopo l’altro, generando ilarità tra gli dèi di sesso maschile. Amaterasu, incuriosita dalle risate provenienti dall’esterno, si affacciò per vedere cosa stesse succedendo ed in quell’istante fu presa e tirata fuori dalla caverna dal dio Ame-no-tejikarao e la luce tornò ad illuminare il mondo.


-Il sole, la luna ed il vento.

Anche in questa leggenda sono presenti alcuni nomi che rievocheranno ai fan di “Naruto” molti ricordi. La leggenda narra che dopo la creazione Izanami morì durante un parto, lasciando Izanagi solo e disperato. Questi decide di scendere nello Yomi, il regno dei morti, per ritrovare Izanami e riportarla nel mondo dei vivi. I due si incontrano nella più totale oscurità ed Izanami chiede alle divinità dell’oltretomba di permetterle di tornare in vita, l’unica condizione imposta da Izanami era che il marito non provasse mai a guardarla prima che fosse ritornata in vita. Dopo aver atteso a lungo Izanagi decise di accendere un fuoco e vide il corpo di Izanami in decomposizione, furibonda per l’accaduto e per la vergogna di essere stata vista in quelle condizioni, Izanami manda via Izanami dallo Yomi. Tornato sulla Terra, Izanagi decise di lavarsi per purificarsi dopo essere stato nell Yomi e mentre si svestiva e toglieva ogni oggetto dal suo corpo, nascevano delle nuove divinità, le più importanti delle quali nacquero dopo che Izanagi si lavò la faccia. Dall’occhio sinistro nacque Amaterasu, incarnazione del sole; dall’occhio destro nacque Tsukuyomi, incarnazione della luna; dal suo naso nacque Susanoo, incarnazione del vento e della tempesta. Izanagi stabilì che il mondo dovesse essere diviso fra queste tre divinità: ad Amaterasu toccò il Cielo, a Tsukuyomi la notte e la luna, a Susanoo i mari.


Orochi e Susanoo.

Yamata-no-Orochi è un serpente a otto teste leggendario a cui molti mangaka si ispirano per la creazione di vari personaggi, Eiichiro Oda, creatore di “One piece”, ad esempio si è ispirato a questo mostro per la creazione dello shogun di Wano-Kuni il cui nome è, appunto, “Orochi” che possiede il potere di trasformarsi in un enorme serpente con otto teste.

La leggenda narra di come questo mostro ad otto teste governasse la regione di Izumo e che fosse così gigantesco da coprire otto valli ed otto colline. Per non distruggere i terreni chiedeva ogni anno il sacrificio di una vergine. Dopo essere stato esiliato dal paradiso, Susanoo dio del mare e della tempesta, giunse nella regione di Izumo dove incontrò una coppia di anziani disperati. Susanoo chiese loro il motivo per il quale stessero piangendo e la coppia spiegò che presto alla loro ottava figlia, Kushinada, sarebbe toccata la stessa sorte delle altre sette figlie, cioè di essere sacrificata al mostro. Susanoo volle conoscere la ragazza e se ne innamorò immediatamente, così si offrì di salvare la ragazza in cambio della sua mano ed i genitori di Kushinada accettarono. Trasformò Kushinada in un pettine che mise nei suoi capelli e costruì intorno alla casa della anziana coppia una staccionata con otto cancelli, ad ogni cancello mise un tavolo con un barile di sakè, il mostro bevve tutti i barili di sakè e cadde in un sonno profondo. Appena si addormentò Susanoo recise tutte le teste e le code del mostro e nell’ottava coda trovò una spada che, in seguito, avrebbe consegnato a sua sorella Amaterasu, la famosissima “Kusanagi” che sarà oggetto di molte leggende nel corso del tempo. Susanoo e Kushinada si sposarono e vissero una lunga e felice vita.


Queste sono solo alcune fra tante leggende che si possono trovare nella cultura di un popolo così antico e affascinante.


Articolo a cura di: Antonino Cuppari



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