Michael Jackson dopo 12 anni e centinaia di chilometri

Ricordo ancora il giorno in cui è stata diffusa la notizia della sua morte. Era il 25 giugno 2009 (avevo 10 anni) e in quella settimana ero in vacanza sulla costa Toscana con la mia famiglia. Ora di pranzo: i miei stavano preparando un pranzo leggero perché si sa, dopo una mattinata in spiaggia la fame di noi bambini non vuol attendere di essere soddisfatta. Mio fratello ed io leggevamo qualcosa sul divano del salotto open space. All’improvviso, mio padre si avvicina alla televisione accesa sul notiziario nazionale e rende nota a tutti la notizia che poco prima, nel trambusto della cucina, era passata inascoltata: “È morto Michael Jackson!”



A quel tempo non avevo la più pallida idea di chi fosse Michael Jackson, quindi la notizia della sua morte non mi aveva colpita più di tanto. Per fortuna la mia ignoranza musicale di allora è stata presto sanata da mio padre, che per ogni successivo viaggio in macchina di quei giorni ha deciso di farci ascoltare i grandi successi del Re del Pop. Thriller, Human Nature, Billie Jean e Beat It sono solo alcune delle canzoni che ho imparato ad apprezzare durante quei viaggi attraverso la Maremma assolata.


E una volta piantato il seme della curiosità, non ho potuto fare a meno di imparare a conoscere per conto mio tante altre perle musicali di Michael.


La carriera del Re del Pop inizia molto presto come membro dei Jackson 5, autori di I Want You Back, utilizzata recentemente da una nota marca italiana di spalmabili per le proprie pubblicità. Grazie alla spinta iniziale data dal successo del gruppo, con il passare del tempo Michael intraprende una carriera solista che lo porterà ad infrangere numerosi record, collezionando oltre 800 premi di vario genere. L’album Thriller è in assoluto il più venduto al mondo, seguito a ruota da Back In Black degli AC/DC (per saperne di più: https://www.ilconfrontoquotidiano.com/post/ritorna-la-musica-firmata-ac-dc-con-l-album-power-up).


Le canzoni di Michael sono state in grado di rompere barriere razziali un tempo presenti nel mondo della musica: è stato il primo artista di colore ad entrare in classifiche dominate dai bianchi e, con la messa in onda del video di Billie Jean, si è confermato come il primo artista di colore trasmesso su MTV.


Michael Jackson le ha fatte proprio tutte. Non si è limitato a cambiare per sempre l’industria musicale con il suo stile immediatamente riconoscibile, ma ha lasciato tracce indelebili anche come ballerino e coreografo. Grazie alle sue numerosissime performances dal vivo e ai video musicali, ha reso indimenticabili alcuni passi di danza come il Moonwalk, il Toestand e la Danza del Robot.


Il Re del Pop viene inoltre considerato come l'inventore dei video musicali moderni: nei suoi videoclip non mancano effetti speciali, scenografie e coreografie davvero innovative per quel periodo. Basti pensare al video di Thriller: non solo ha riscosso grande successo dopo la pubblicazione, ma ad oggi un frame del videoclip è diventato una virale base per meme.



La vita di Michael non è stata però solo rose e fiori. Il Re del Pop ha fatto parlare di sé anche per alcune accuse di abusi su minori, nonché per le numerose operazioni chirurgiche alla pelle, per attenuare gli effetti della vitiligine.


Anche le cause di morte inizialmente sono state poco chiare. Un’attenta valutazione ha permesso di capire che il decesso per infarto cardiaco era dovuto a un'intossicazione per un anestetico prescritto dal medico Conrad Murray. In seguito il medico è stato condannato per omicidio.


Mi affascina pensare a come una persona possa esercitare una tale influenza sulla cultura mondiale sia in vita che dopo. Se durante la carriera Michael ha collezionato centinaia di riconoscimenti, anche successivamente il fenomeno culturale che gli si è evoluto attorno non ha cessato di esistere e ancora oggi si manifesta in diverse forme. Anche attraverso la stesura di questo articolo, a distanza di 12 anni e svariate centinaia di chilometri da quel famoso appartamento toscano.


Articolo a cura di: Isabella Rancan



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