Mettiamoci a confronto! Intervista ad Eleonora Salvatore alias @eleonora.salvatore_

Cari lettori, aprile simboleggia le rinascite e i nuovi inizi ho pensato quindi ad una rubrica che offra un confronto costruttivo e divenga un appuntamento mensile.

Intervisterò donne dalle storie coinvolgenti, persone comuni con una passione straordinaria e giovani connazionali che rappresentano il futuro ma soprattutto il nostro presente.


Non mancheranno consigli, spunti di riflessione e sana leggerezza perciò mettetevi comodi e scoprite l’ospite di ogni puntata!

Vi aspettiamo sul nostro profilo Instagram per commentare e perché no, proporre i prossimi protagonisti.



Vi presento la donna protagonista di questo mese: classe 1999, appassionata di fitness, personal trainer certificata CONI, mamma di Victoria Luce e da quest’anno anche CEO del proprio marchio “Unpopular”.

Eleonora è una ragazza dotata di carisma e intraprendenza, la cui carriera è iniziata postando la propria quotidianità su Instagram, attraverso il profilo “@Ele_fitmommy” che ad oggi conta quasi 15 mila followers.


Si occupa di coaching online al femminile, con l’intento di guidare ciascuna cliente nel percorso di miglioramento fisico e contemporaneamente un cambiamento mentale.


Non si tratta di semplici schede personalizzate, Eleonora mira a trasmettere la serenità dietro a questo stile di vita, a tavola come in palestra.

A gennaio ha lanciato la sua prima collezione di abbigliamento sportivo, interamente realizzata in Italia e con un occhio di riguardo alla produzione etica dal momento che è priva di fibre animali.

Il nome del brand deriva dal suo motto: un invito a osare, ad essere sé stesse, ad esprimersi senza preoccuparsi del giudizio altrui.

E’ creativa e senza peli sulla lingua, nomen omen, giusto?

Dalla sua abitazione milanese crea contenuti digitali e racconta la sua vita da giovane mamma di una bimba di 11 mesi, mostrando scene di vita autentica con Luca, il suo compagno.


Impossibile non affezionarsi a loro e non trarre un insegnamento da questa storia di vita, solo apparentemente “unpopular”: i limiti esistono solo sulla carta, le scuse possono diventare possibilità.

I pregiudizi legati all’età, all’essere genitore, alla possibilità di reinventarsi in un settore per il quale non si ha un titolo accademico vengono meno di fronte alla passione.



Per il “confronto quotidiano” vi lascio alle sue parole!


Che definizione daresti al concetto di benessere?

<<La mia visione di benessere si accosta in tutto e per tutto alla parola serenità, la quale è apparentemente piatta ma in realtà rende il mondo pieno, scorrevole, piacevole.

È una condizione duratura, a 360 gradi, dove l’aspetto estetico è sinergico con l’aspetto morale, è ciò che ti permette letteralmente di “stare bene”.

Se dovessi fare una scaletta in merito a tale concetto al primo posto metterei la salute e menzionerei che siamo anche ciò di cui ci attorniamo.

Allo stesso modo trovo di assoluta importanza apprendere la

capacità di apportarsi valore da soli senza cercare l’approvazione o la conferma altrui, per stare bene con noi stessi e migliorare.

Infine, vedersi positivamente allo specchio, secondo il proprio canone, aiuta non poco anche l’autostima e l’atteggiamento con cui ci poniamo al mondo.>>


Cosa fai per prenderti cura di te?

<<Cerco di fare tutto ciò che mi fa stare bene quando e se posso.

Non solo allenamento, curo anche altre passioni come quella del canto, radicata in me fin da piccola e quelle attività classiche e sfiziose tipo i capelli dal parrucchiere, le unghie, lo shopping.

Piccoli gesti solo apparentemente frivoli, che ci fanno sentire pure più belle!>>


Hai qualche consiglio per valorizzarsi, come donna e come individuo?

<<Per sentirsi a proprio agio il mio più grande consiglio è - smettere di pensare cosa direbbero o farebbero gli altri - e iniziare a vivere per sé e per chi amiamo. Siamo uomini e donne con le loro fragilità, gioie, dolori, frasi non dette, cose nascoste, punti forti e insicurezze.

La chiave è imparare a esaltare le proprie qualità e a giocare con i nostri punti deboli, senza per forza nasconderli.

Giocandoci è come se li esorcizzassimo e dunque non possono più farci paura e anche gli altri non ci si possono attaccare!>>


Come organizzi la tua routine?

<<Sicuramente i miei giorni hanno di base degli orari scanditi da mia figlia, ad esempio i pasti sono sempre tutti organizzati sia come timing sia come menù. Ciò mi fa perdere molto meno tempo, ci penso la sera prima per il giorno dopo e può essere utile per chi ha una dieta da seguire.

Dopo Victoria, il lavoro in questo momento della mia vita ha assoluta priorità dunque buona parte delle mie giornate è occupata da programmi, mail, chat, marketing, strategie, contatti.

Mi piace pensare che sto gettando le basi per quello che sogno essere un grande futuro ma non solo, il progetto è molto più ampio.

Comprende tutte le donne.>>


Come hai reso lo sport e la sana alimentazione uno stile di vita?

<<Con l’aiuto del mio compagno, per tornare al tema dell’importanza delle persone di cui ci si circonda...

Non nasco come sportiva, anzi, ma la palestra è stata fin da subito diversa perché non era un vincere o perdere, ma era un dedicarmi del tempo e apportando piano piano delle modifiche alla mia vita a livello di orari e di abitudini alimentari, ho modificato il mio modo di pensare, di agire e reagire.>>


Un messaggio rivolto alle donne che ci leggono e al tema dell’empowerment in rosa?

<<Ritagliatevi il tempo, createlo, buttatevi senza paracadute perché solo accettando le difficoltà si arriva al successo.

Credo fermamente nel sostegno e nel rapporto di amicizia tra donne intelligenti. Credo nella forza delle donne e ci lavoro ogni giorno, perché vederle sicure e fiere mi rende orgogliosa.

È l’aspetto che più amo e che mi rende felice di ciò che ho scelto di fare.>>


Articolo a cura di: Giulia Biamino



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