Maschi contro femmine: questione di…?

La nascita di una nuova vita è un evento emozionante e magico. Spesso, alle donne in gestazione viene posta la fatidica domanda: maschietto o femminuccia? Alla quale seguono, indipendentemente dalla risposta, congratulazioni e auguri. In alcuni casi invece, si preferisce tenere nascosto il sesso del nascituro e aspettare la sorpresa della vita.


Ma dietro ogni nascita, anche se apparentemente sembra decida il caso, in biologia vigono alcuni principi, diversissimi tra le varie specie, chiamati meccanismi di determinazione del sesso.



Analizziamo insieme questi meccanismi:

  • Determinazione per via materna: il sesso della prole viene determinato dalla madre con la produzione di diversi tipi di uova.

  • Determinazione per via ambientale: dipende dalle stagioni, dei luoghi, dalle condizioni climatiche e soprattutto della temperatura. Un esempio sono coccodrilli in cui il rapporto numerico tra i sessi dipende proprio dalla temperatura.

  • Determinazione per via cromosomica: Quella che la nostra specie segue, in cui nei maschi e nelle femmine i complementi cromosomici sono diversi, il sesso dello zigote (la cellula uovo fecondata risultante dall'unione e fusione del gamete maschile e di quello femminile nella riproduzione sessuale) è determinato dal complemento cromosomico sessuale dello spermatozoo fecondante. I maschi producono gameti con due diverse capacità di formare sessi. Il sesso della prole verrà quindi determinato da quale spermatozoo feconderà l’oocita; il rapporto tra i sessi è di 1:1.


Nella femmina ci sono due cromosomi sessuali uguali, XX, mentre nel maschio è presente il cromosoma X ed un cromosoma più piccolo, il cromosoma Y. La presenza del cromosoma Y non definisce il sesso maschile: è lo ZFY, un locus genico (la posizione di un gene all’interno del cromosoma) che contiene il gene SRYsex determing region on the y” posto su questo cromosoma che caratterizza il sesso maschile, l’espressione del gene determina lo sviluppo delle gonadi nel feto.


Il sesso femminile è dunque, nella nostra specie, il genotipo di default (base). Tuttavia, variazioni cromosomiche possono portare a diversi tipi di cariotipo che non coincidono con lo standard XX – XY.


Ma cos’è il cariotipo?


In citogenetica rappresenta la costituzione del patrimonio cromosomico di una specie dal punto di vista numerico e morfologico. È quindi tutto l’insieme dei cromosomi (che nella nostra specie sono 46) che vengono messi in ordine e studiati dagli esperti.


Intorno al 1990 viene confermato il ruolo di SRY nella determinazione del sesso. Il momento in cui SRY deve esprimersi per far si che si sviluppi un individuo maschio è il momento in cui le cellule nutrici nel feto degli oogoni o spermatogoni, che si chiamano cellule follicolari o cellule del Sertoli, nelle creste genitali, non sono ancora differenziate. La differenziazione del gene SRY porta, attraverso molteplici processi che coinvolgono anche diversi tipi di cellule, alla produzione di testosterone, ormone responsabile della mascolinizzazione.


Le cose cambiano da specie in specie sapevate ad esempio che negli uccelli il sesso omogametico ZZ è riferito ai maschi mentre quello eterogametico ZW alle femmine?



Dal punto di vista culturale, esistono nelle varie tradizioni regionali, diversi metodi assolutamente privi di base scientifica per ipotizzare il sesso del nascituro. Tra i più bizzarri c’è sicuramente quello dell’aglio secondo il quale la donna in attesa, mangiando uno spicchio d’aglio, in relazione all’odore che la sua pelle emana può capire se ha in grembo un maschio o una femmina. Altri metodi si rifanno al calendario cinese, a calcoli numerici o alla forma del viso; ma se ognuno è libero di credere in ciò che vuole, basta effettuare una semplice ecografia morfologica precoce per non sperare nel lancio di una moneta. Questo esame non invasivo, tramite gli ultrasuoni, permette di visualizzare l’immagine del feto e la sua autonomia, oltre che il sesso (da circa la 16esima settimana). Il momento migliore è tuttavia il secondo trimestre dopo il quale saprete con certezza che fiocco appendere alla porta!


Le informazioni presenti in questo articolo non sostituiscono le istruzioni e i consigli del proprio medico. Per ulteriori informazioni o chiarimenti rivolgiti al tuo medico di famiglia o ad uno specialista.


Articolo a cura di: Marco Terrana



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