Malalai di Ortensia Visconti edito Rizzoli

Aggiornato il: 27 ott 2020


Malalai di Ortensia Visconti edito Rizzoli - Il confronto quotidiano

“È scomparso, l’orizzonte. Cielo e mare si mischiano nell’oscurità che si stringe intorno, sempre più cupa. Il vento flagella le onde che schizzano, facendo tremare le gambe anchilosate dai crampi e dal freddo”

La giovane diciassettenne Malalai, è una ragazzina che fugge dall'Afghanistan, da una terra che le ha fatto conoscere solo violenza, orrore, cambi di governo, limitazione di libertà e di pensiero. Così si ritrova sola su un barcone di fortuna a dover fuggire dalla sua terra, dalla sua famiglia, e da tutto quello che ha sempre conosciuto e sentito familiare. La piccola Malalai affronta il viaggio stipata su un barcone di fortuna, ed insieme ad altre anime, sfida il destino e le atrocità di un viaggio insidioso e tortuoso, ma che almeno le offre un barlume di speranza e di sopravvivenza. I suoi compagni di avventura sono persone segnate, persone che sono state private della loro dignità e a cui la vita ha tolto tutto, ad alcuni persino da appena nati, com'è toccato al piccolo Bedlu, figlio di Kira. Il passo, a parer mio, più toccante del libro.

“Hai sofferto e sei diventata più forte. Sei viva perché ce la devi fare. Devi farcela perché in troppi sono morti, come se la vita nel nostro Paese non valesse niente. La vita per te ha un valore immenso, Malalai. Ovunque tu sia.”

Malalai con grinta e coraggio arriverà in Italia, e da lì inizierà la ricerca del "Maestro", l'uomo di cui sempre le ha parlato il padre, l'unico a conoscenza di tutti i fatti, l'unico in grado di farle chiarezza sulle sorti di sua madre e di collegare i vari pezzi che compongono il puzzle della sua intera vita. Malalai è un bellissimo romanzo, profondo, pungente, vero, ricco di cultura, tradizione, sofferenza, dalla sua lettura si evince il desiderio di indipendenza e la voglia di riscatto sociale. È un romanzo all’interno del quale, emerge il coraggio di donne che non si arrendono davanti alla propria condizione, ma che sfidano il destino e i dettami che la società e la loro cultura, vorrebbe in qualche modo cercare di imporgli. L'autrice è riuscita con grande sensibilità, eleganza e consapevolezza a trattare delle tematiche forti e vere, trasmettendo egregiamente nero su bianco, tutta la sua profonda e reale conoscenza sull’argomento.

“...non ricordo la sua voce, la pressione delle sue carezze, la temperatura del suo corpo, i suoi umori, le sue cure...La mancanza è incolmabile, dà le vertigini”


La narrazione è alternata su due piani, tra passato e presente, numerosi sono i flashback che ci permettono di conoscere bene il passato della piccola Malalai, cresciuta dal padre, un professore universitario che le ha insegnato tutto: dalla lettura alla filosofia, dall'italiano alla vita, tutto ciò che gli è stato possibile, nonostante le avversità della società in cui vivono.

Malalai è figlia di una grande Donna, Bibi, la piccola avrà anche la sfortuna di rimanere orfana di madre alla tenera età di tre anni. Bibi è stata una donna forte, coraggiosa, anticonformista, una femminista islamica, una figura scomoda per il luogo in cui viveva. Ma nonostante questo, non si è mai lasciata sopraffare da soprusi ed angherie, ed ha lottato con tutta sé stessa per affermare la sua indipendenza e la sua libertà di pensiero.

Ho apprezzato molto i momenti in cui l'autrice con dolcezza, ha descritto i ricordi e gli aspetti che con la mente riportavano Malalai alla sua amata terra, Kabul. Una madre, la cui assenza pesa enormemente sulla crescita della ragazza, la quale, avverte terribilmente la mancanza di un abbraccio, di una carezza, di poter solo pronunciare la parola mamma, e ciò la porta a ricercare questo mancato affetto, in ogni donna che incrocia il suo cammino. La bellezza risiede proprio negli occhi e nel cuore di Malalai, che nonostante le atrocità che ha dovuto subire, mantiene la dolcezza e l'ingenuità tipica della sua età.

“Ora sei la donna invisibile. Nessuno ti guarda, nessuno ti parla, nessuno si accorge della tua presenza tranne tuo padre. A poco a poco la tua personalità si stempera fino a sprofondare nel nulla. È una tecnica per annientarci, per renderci depresse croniche ed esorcizzare la paura che la donna provoca in loro.”

Le ambientazioni sono descritte molto bene e in modo accurato, lo stesso i personaggi risultano essere caratterizzati meticolosamente sia dal punto di vista fisico che caratteriale. È palese la profonda conoscenza dell'autrice, in merito alla cultura del mondo afghano, ciò viene confermato dall'utilizzo di termini, dalla narrazione di usanze e caratteristiche tipiche del luogo. Malalai è un romanzo che ti entra dentro, ti segna e di conseguenza ti insegna. Dopo la sua lettura si guarderà il mondo con altri occhi, ma soprattutto si guarderà la vita con un'altra consapevolezza.


“La libertà (...) non è un traguardo, ma il percorso che s'intraprende per raggiungerla.


Gisella Carullo




67 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti