Lifestyle Medicine

In italiano si traduce letteralmente "la medicina dello stile di vita".

Si potrebbe pensare ad un approccio che nega la terapia farmacologica in favore di riti, infusi e finocchi crudi, è invece una rivoluzione che parte da ciò che caratterizza la società odierna: stress, inattività fisica, obesità, malnutrizione.

Nota la radice del problema e non solo i sintomi, si inizia a studiare la soluzione.



L'American College of Lifestyle Medicine è una società medica indipendente fondata nel 2004 della quale fanno parte membri provenienti da tutto il mondo e oggi più che mai è all'avanguardia nel formare professionisti e nel promuovere studi e trials clinici per rinnovare il sistema sanitario.


Si tratta di un approccio evidence-based che vuole prevenire, curare e favorire la regressione di malattie legate alla sedentarietà, rendendo protagonista il paziente.

Non basta assumere pillole passivamente se manca la volontà di agire, di prendersi cura del proprio corpo partendo dalle abitudini quotidiane.


Non basta neppure “curare” se manca la prevenzione, se non si pone la giusta attenzione alla qualità della vita.


In questo tipo di percorso, le persone sono indirizzate ad abbracciare un'alimentazione consapevole, ricca di alimenti genuini, meno raffinati, prevalentemente di origine vegetale.


Uno stile di vita un po' più “green" perché il futuro richiede sia sostenibilità che un occhio al passato, alle ricette casalinghe a base di legumi, semi oleosi, frutta secca, cereali.


Se siamo (anche) ciò che mangiamo, perché non creare piatti nutrienti, colorati, che forniscano al corpo i micronutrienti che necessita?

La salute è in primis una nostra responsabilità, gli integratori appunto "integrano", non sostituiscono.


La persona è pertanto stimolata (e vedrà risultati tangibili!) migliorando la gestione dello stress, riposando a sufficienza, eliminando l'alcol e il fumo, creando legami sociali solidi e positivi.


Lo stress, ad esempio, viene somatizzato e può condurre allo sviluppo di fenomeni depressivi, veri e propri stati di "burn out", disturbi del comportamento alimentare e disfunzioni a livello del microbiota.


Spesso mancano gli strumenti per decomprimere e rallentare il proprio stile di vita e non è mai troppo tardi per imparare a respirare e a riconoscere meccanismi tossici.


Soprattutto partendo da una condizione di sedentarietà, è importante introdurre in modo costante l'attività fisica: una camminata, una corsa, un percorso sportivo in sala pesi o un corso, condiviso con un amico o che permetta di conoscerne di nuovi.


I medici specializzati nella Lifestyle Medicine non negano le tradizionali procedure e non privano qualcuno dei farmaci, semplicemente nell'equazione della salute includono la gioia, il ruolo del sistema immunitario, un risveglio interiore delle coscienze.


In inglese, il concetto di "uomo" e lo "stare bene" hanno un denominatore comune: "being", essere.


Esistere, qui e ora.


Ci affidiamo ciecamente "perché lo ha prescritto il dottore" ma se provassimo anche ad ascoltare i segnali che il nostro corpo ci invia?


Potremmo incoraggiare la sua naturale capacità di rigenerazione attraverso scelte sane e comportamenti propizi.


Se ancora siete scettici, provate questo weekend a godervi una passeggiata in mezzo al verde, possibilmente al sole, staccando il cellulare, con un panino alla marmellata (magari quelle fatte in casa, con amore) o una bella fetta di torta salata integrale alle verdure.


Fate il pieno di vitamina D, serotonina e abbassate i livelli di cortisolo

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Nel rispetto delle norme anti-Covid ovviamente ma anche del vostro amor proprio.


Articolo a cura di: Giulia Biamino



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