La vera storia di “V per vendetta”

V per vendetta è un film famosissimo che letteralmente ipnotizzato generazioni di spettatori, soprattutto grazie alla presenza del personaggio di “V”, uomo con idee anarchiche in un’Inghilterra dispotica e totalitaria. Ciò che ha colpito chiunque abbia visto il film, è la particolare maschera dietro la quale V si nasconde. Questa maschera è ormai divenuto un simbolo di anarchia e ribellione; infatti la troviamo anche in alcune importanti serie tv come “Mr. Robot”, nonché essa è il simbolo della nota organizzazione di hacker “Anonymous”. Ma cosa si cela dietro questa storia e, soprattutto, dietro quella maschera?



Per poter rispondere a tale quesito bisogna tornare indietro nel tempo nell’Inghilterra del XVII secolo. Infatti, il 5 novembre 1605, in Inghilterra accadde qualcosa che sarebbe stato per tutti gli anni a venire un simbolo di ribellione e anarchia, un evento che passò alla storia come “la congiura delle polveri”. Guy Fawkes, l’uomo “immortalato” nella famosa maschera di V per vendetta, nacque nel 1570 da una famiglia nobile dello Yorkshire di religione anglicana, anche se lui crebbe con idee cattoliche. Terminati gli studi e sperperato il patrimonio del padre, iniziò a girare il continente dopo essersi arruolato nell’esercito, dapprima combattendo la guerra degli ottant’anni al fianco dell’impero spagnolo, per poi prendere parte all’assedio di Calais nel 1596, per poi infine ritrovarsi in Spagna.


Ed è proprio in Spagna che inizia il progetto rivoluzionario di Guy Fawkes; infatti, qui iniziò ad arruolare uomini per attuare una rivoluzione cattolica in Inghilterra e cercò anche l’appoggio dell’impero spagnolo, venendo ricevuto a corte da Filippo III che però non volle appoggiare i suoi propositi. Nel 1604 Fawkes riuscì a entrare a far parte di un gruppo di cospiratori capeggiati da Robert Catesby e così iniziò la progettazione del piano che avrebbe dovuto far saltare in aria con della polvere da sparo il Parlamento di Giacomo I la notte del 26 luglio 1604. Per far ciò riuscirono ad affittare uno scantinato proprio sotto l’aula del Parlamento dove si sarebbe dovuta tenere la riunione. Il piano dovette, tuttavia, essere rinviato perché la sessione venne rinviata da luglio a novembre. Nel frattempo, il gruppo dei cospiratori si divise temporaneamente, ma vi fu anche l’unica cosa che è in grado di distruggere un piano segreto e ben organizzato…una talpa.



Lord Monteagle ricevette una lettera nella quale era descritto il piano dettagliatamente, il luogo dove erano conservati i barili di polvere e la data in cui sarebbero stati fatti esplodere. Il gruppo dei cospiratori venne a sapere che la segretezza era stata violata, ma decisero lo stesso di continuare e si decise di comune accordo che sarebbe stato proprio Fawkes ad accendere la miccia che avrebbe distrutto il Parlamento e ucciso tutti i presenti, compreso Re Giacomo I. Tuttavia, le voci erano vere e Fawkes fu colto in flagrante. Fu portato di fronte a Giacomo I e da lui interrogato. Non mostrò mai alcun segno di paura e anzi disse apertamente quale fosse il suo intento ed espresse il suo disappunto per non esservi riuscito. Nonostante si fosse guadagnato il rispetto del Re per il coraggio dimostrato, fu torturato pesantemente affinché rivelasse la sua vera identità e il nome dei complici. Furono tutti impiccati, decapitati e sventrati di fronte al palazzo del Parlamento il 31 gennaio 1606.


Articolo a cura di: Antonino Cuppari



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