La “rivoluzione salviniana”: la “Bestia” (pt. 1)

L’obiettivo dell’articolo è analizzare il linguaggio propagandistico utilizzato dalle piattaforme social di Matteo Salvini. Non si prenderanno in considerazione i contenuti dei messaggi, se non ai fini dell’analisi linguistica.



Odiato o amato, dannato o decantato; è comunque innegabile che l’ex ministro Matteo Salvini sia un vero e proprio fenomeno social. Il capo della Lega conta 4.4 milioni di likes sulla sua pagina Facebook, 2.3 milioni di followers su Instagram più un altro generoso milione di seguaci su Twitter, nessuno dei quali pare essere a corto d’affetto stando ai circa 3 milioni e mezzo di Mi Piace giornalieri su Facebook.


Fedeltà riconducibile al talento del “capitano” di comunicare con i suoi sostenitori nonostante la distanza ma, anzi, riuscirci soprattutto grazie alla distanza.

Per questo si parla di “rivoluzione salviniana”: “una rivoluzione senza eguali” (Agi.it) nata dall’uso dei social non più per il dialogo fine a sé stesso, ma per la comunicazione propagandistica. In un panorama all’antica, che vede televisione e radio come semplici notiziari politici, Luca Morisi (consulente d’immagine di Matteo Salvini) non riduce i social ad una corrispondenza unilaterale tra cittadino e rappresentante, ma approfitta del contatto diretto col pubblico, così da creare un rapporto al di là del voto e lasciare la pubblicizzazione del partito in mano agli stessi followers.

Un cambio di rotta non privo di colpi bassi: di certo, la Lega sa di non potersi concedere il lusso della spoglia retorica con un elettore su tre appeso all’amo della famigerata “Bestia”, imponente struttura social che dal 2014 macina non-stop interazioni record sulle piattaforme dell’ex ministro, orchestrando dalla cabina di regia la sua inesorabile scalata al seggio.


Familiarizzare con la Bestia


Chi è la Bestia? È bene sottolineare “chi”, perché proprio di persone si parla: “35 esperti digitali che coprono la vita pubblica e privata di Salvini 24 ore al giorno, festività incluse”, scrive il “Corriere”.



Gli operatori della “Bestia” postano i propri contenuti seguendo uno schema d’attacco ben preciso, il TRT: televisione, rete e territorio. Morisi e il suo dream team sono riusciti ad architettare un “gioco di specchiad hoc (Corriere.it), basato sulla pubblicizzazione di un evento, diffusione di spezzoni dell’evento prima pubblicizzato sui social, invito ai seguaci ad esprimere la propria opinione in merito e l’inevitabile diffusione del verbo di Salvini sulle piattaforme.


Tuttavia, l’efficacia della “Bestia” non sta nella sola capacità di diffusione del messaggio, ma anche nell’abilità di emozionare il lettore con i suoi contenuti. A detta di più testimonianze, i due “talloni d’Achille” a cui la Lega punta sono:

  • la spettacolarizzazione del messaggio attraverso una retorica chiara e concisa.

  • la personalizzazione del messaggio e l’effetto di disintermediazione e familiarità che ne deriva.

Queste due approcci al contenuto mediatico sembrano rifarsi ad un bias cognitivo ben preciso, ovvero la fluidità: la tendenza umana a preferire e agire per istinto su cose familiari e di facile comprensione. Ciò significa che tanto un’idea familiare quanto un concetto semplice risultano istintivamente più plausibili di un’idea nuova o un concetto complicato; in altre parole, messaggi semplici e concetti familiari possono rendere a primo impatto un evento o informazione più credibile.

Perciò la “Bestia” lavora su messaggi sia semplici che familiari, credibili e “accattivanti” fin al punto di sicurarsi tre milioni e mezzo di interazioni al giorno, fulcro della campagna pubblicitaria leghista. È una scelta promozionale che corre sul limes della manipolazione mediatica, visto e considerato che il pensiero razionale basa le proprie idee sulle impressioni, solo a tratti consce e per nulla controllabili.


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Articolo a cura di: Sara Magnacavallo


https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/matteo-salvini-la-bestia-come-catturare-4-milioni-fan-social-facebook-twitter-instagram/a00069d2-f33f-11e9-ad64-4488d500d2a2-va.shtml


https://www.agi.it/blog-italia/idee/salvini_strategia_mediatica_buon_senso-4113408/post/2018-07-05/


https://www.hangler.it/post/social-network-e-comunicazione-politica-il-caso-matteo-salvini


https://www.infodata.ilsole24ore.com/2019/05/28/lega-comunileghistisalvinicomuni/


https://www.youtrend.it/2020/12/30/il-2020-dei-leader-politici-italiani-sui-social/


D. Kahnemann, “Pensieri lenti e veloci”, Milano, Mondadori (2015)



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