La piccola Parigi di Massimiliano Alberti edito Infinito Edizioni

“Questa ‘Piccola Parigi’ mi fa sognare… è una vera favola! C’era una volta… in una bella città italiana che si chiama Trieste, con i suoi bei monumenti e la sua notorietà mondiale, un piccolissimo quartiere nascosto, che è scampato alla distruzione e nel quale ci si crederebbe essere nel diciannovesimo secolo. Delle piccolissime case affacciate su viuzze strette piene di gatti, di panni stesi alle finestre; un piccolo paradiso da cartoni animati risparmiato dalla follia delle grandezze degli uomini. Non state sognando, esiste realmente…!” (Brigitte Bardot)



Massimiliano Alberti è un autore dalla penna inconfondibile. Il suo stile elegante, cristallino e molto evocativo vi condurrà per le stradine di una Trieste magica e tutta da ammirare, come un bel dipinto senza tempo!


Dopo avere avuto il piacere di leggere il suo romanzo d’esordio L’invitato”, edito sempre dalla stessa casa editrice Infinito Edizioni, non vedevo l’ora di iniziare la lettura di questo nuovo romanzo. Ebbene, ero sicura che anche questa volta, Massimiliano Alberti non avrebbe deluso le mie aspettative. Se nel romanzo d’esordio, la tematica principale era l’arte e tutto ciò che la essa concerne, in questo secondo romanzo predomina l’amore verso gli affetti più cari e veri, l’amore per i nostri amici a quattro zampe, i ricordi d’infanzia, l’evoluzione e la crescita personale, ma soprattutto l’amore verso le proprie origine.


Il romanzo, inoltre, si apre con una prefazione bellissima, scritta da un’attrice dalla bravura e fascino senza tempo, ma anche attivista per i diritti degli animali: Brigitte Bardot. Concludendosi, pari merito, con l’evocativa postfazione di Giorgio Cociani, fondatore del Gattile di Trieste.


«Per lungo tempo aveva detestato le pietre lanciate da Tullio sulla grondaia di casa. E non avrei mai immaginato che un giorno quel fastidio mi sarebbe mancato».


Nel romanzo si racconta la storia di un comunissimo ragazzo, Lorenzo Galante e, della splendida amicizia d'infanzia che lo lega a Tullio e Christian. Lorenzo è un ragazzo dal cuore buono, smaliziato, alla madre lo lega un rapporto incondizionato. Ma cos’è che lega, inizialmente, questi tre ragazzi? Il loro rione di appartenenza “Corte Fedrigovez”. Rione che gli ha dato tanto ma che allo stesso tempo li ha segnati tanto. Tossicodipendenza, bullismo, emarginazione, sono tra le piaghe atroci che, questi ragazzi hanno dovuto affrontare sulla propria pelle fin dall’infanzia.


«Sei mesi trascorsero più in fretta di quanto pensassi. Tornai a casa solo per le vacanze di Natale e la prima sera feci fatica a prendere sonno per il troppo silenzio che echeggiava nei vicoli».


“La Piccola Parigi” non è altro che un quartiere sorto ai bordi della bellissima Trieste. Così la vita di Lorenzo si avvia, tra un ostacolo e l'altro, tra le prime cotte, le prime amicizie, e con gli occhi sempre colmi di speranza verso un futuro da realizzare e conquistare. “La Piccola Parigi” è un romanzo che vi entrerà nel cuore fin dalle sue prime pagine. Sapete perché? Perché è un romanzo ''puro", smaliziato, che incarna e riporta alla luce i veri valori che caratterizzano e contraddistinguono l'animo umano.

«A distanza di anni, dopo aver constatato che la bestia umana è il più ignobile parassita che popola il pianeta terra, intuisco che le persone con cui il serbatoio pieno di affetto ricevuto nella tenera età sono quelle meno inclini all’essere sensibili».

Valori che la società in cui ormai viviamo ha sempre più emarginato e degradato, proprio come accade nel quartiere della Piccola Parigi. Ed è così che Massimiliano Alberti, con un tocco umile e senza tempo, ci riporta ad assaporare, profumi, colori, sapori di un tempo che fu, e che inesorabilmente è ancora vivo nel cuore di molti.


Leggendo il libro, anche chi non ha avuto modo di visitare la bellissima città triestina, si ritroverà catapultato in quelle meravigliose stradine, potrà coglierne le peculiarità, ammirarne le bellezze, e sarà un po' come passeggiare per le vie della città, insieme a Lorenzo e Marie Jeanne, e perché no, anche insieme ai simpaticissimi Tullio e Christian. I protagonisti principali della storia risultano essere ben delineati sia dal punto di vista estetico, ma soprattutto dal punto di vista emotivo. Le ambientazioni del romanzo ben descritte, ci portano a conoscere tutte le sfaccettature, positive e non, di una città ricca di storia. Lo stile dell’autore è uno stile pulito, chiaro, ma molto curato, motivo per cui riesce a catturare l’attenzione di ogni lettore e raggiungere il loro cuore.


La Piccola Parigi è un ottimo romanzo di formazione, i temi trattati, la crescita dei singoli protagonisti, le vicissitudini affrontate durante il corso della loro vita, permettono al lettore profonde e costruttive riflessioni, su una società sempre in fermento e sempre dedita al cambiamento. A concludere un’opera già ricca di suo, un ulteriore gesto sinonimo di grande bontà d’animo. Parte dei diritti d’autore derivanti dalla vendita di questo libro saranno devoluti in beneficenza a “Il Gattile” di Trieste.


Articolo a cura di: Gisella Carullo



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