La personalità contrastante di New York

Prendi turisti di diverse nazionalità, aggiungici la voglia di esplorare e stupore q.b., mettili a New York. Lasciali viaggiare per almeno sette giorni. Questa la ricetta per scoprire la città degli opposti.



Chi non ha mai sognato di passeggiare tra le caotiche vie della Grande Mela? Chi non ha mai bramato di fare shopping con Carrie di Sex and The City? Chi non ha mai immaginato di salire al 102° piano dell’Empire State Building? Bene, New York non è solo questo, però, ma è anche l’esatto contrario di ciò che solitamente si racconta. Ed è proprio per questo motivo che la ricetta per la scoperta della Città americana richiede un certo tempo di preparazione.


Solo pronunciando il suo nome, ci viene in mente la frenesia, la velocità e il rumore tipico della capitale statunitense: i beep beep dei taxi gialli, le corse delle persone che si affannano per prendere il treno a Grand Central Terminal, gli applausi interminabili alla fine degli spettacoli nei teatri di Broadway (che, è vero, non sono proprio economici, ma sono ineguagliabili!). Allo stesso tempo, però – sembra impossibile – New York è anche silenzio, assordante silenzio. Basta spostarsi a Lower Manhattan e, per l’esattezza, nella zona del National September 11 Memorial & Museum. Sebbene si trovi in un’area centrale del complesso del World Trade Center – la zona commerciale per eccellenza –, appena si intravede il memoriale i rumori si ammutoliscono, le persone si raccolgono attorno alle piscine quadrate (ciò che rimane delle fondamenta delle Twin Towers) e il cielo sembra farsi più grigio. Quest’aria malinconica diventa più fitta all’interno del museo, che ricorda i nomi, le storie, le voci delle migliaia di vittime innocenti durante l’attentato di quel tristemente famoso 11 settembre 2001, ciò che rimane di un veicolo dei pompieri e molte altre toccanti testimonianze. Inutile dire che il passaggio dagli alti e snelli palazzi di Manhattan a questa visita sotterranea è alquanto impattante.


New York è anche la città dei colori: dalle “cinquanta sfumature di grigio” degli altissimi grattacieli alle infinite tonalità di verde di Central Park e ai colori sgargianti dei cartelloni pubblicitari a Times Square. Come se un pittore volesse inevitabilmente usare tutti i colori della sua ricca tavolozza.

Ma la moderna città che non dorme mai (e non dorme davvero mai!) si caratterizza anche per un ordine perfetto nella disposizione delle strade. Il turista si può orientare senza troppa difficoltà: se orizzontalmente si sviluppano le “street”, verticalmente troviamo le “avenue”, formando così una sorta di griglia logica che aiuta il pubblico. Dall’altra parte, è una città molto caotica: l’enorme quantità di persone che ci cammina e l’alto numero di veicoli che ci transita la rendono disordinata e confusionaria, come solo lei può essere.


Si sa: New York è una città estremamente moderna, all’avanguardia, avanzata e tecnologica, ma contemporaneamente custodisce delle antiche librerie con stretti corridoi, luci soffuse, pavimento di parquet scricchiolante e preziosi volumi introvabili altrove. Mescola passato, presente e futuro creando un piatto delizioso per chi cerca qualcosa di raffinato.

New York non è solo la realizzazione del “sogno americano”, è una città dalle mille facce, tutte da scoprire e assaporare.


Articolo a cura di: Federica Presa



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