La leggenda del verme taglierino

Tutti, almeno una volta nella vita, in preda ad una fame particolarmente impulsiva e insaziabile ci siamo preoccupati di avere il verme “taglierino”. Ricordo che, quando da piccolo non riuscivo a saziarmi con il pranzo e nonostante mangiassi davvero molto, rasentavo il livello minimo di normopeso, i miei genitori mi chiedevano in tono scherzoso ma preoccupato “hai il verme taglierino?”.



Ma chi e cos’è veramente questo verme? Esiste davvero o è una leggenda raccontata ai bambini per non farli mangiare troppo?


Niente storie inventate, il verme in questione ha nome e cognome, anzi, genere e specie: Tenia Solium. Questo simpatico (ma non troppo) cestode è comunemente conosciuto come verme solitario e anche se nell’immaginario comune è rappresentato come un piccolo serpentello, da adulto può raggiungere anche 8 metri di lunghezza.


La parte apicale è costituita dallo scolice, che non può essere chiamato testa, organo di adesione dei cestodi costituito da quattro ventose che servono al parassita per aderire ai tessuti dell’organismo ospite. L’habitat preferito della Tenia Solium è la parte superiore del digiuno (intestino tenue) e il suo ciclo vitale può durare fino a 25 anni! Incredibile, vero? Per di più, la parte terminale comprende le proglottidi gravide che possono liberare fino a 50.000 uova a seguito della rottura.

L’infezione con il verme solitario è dovuta all’ingestione di carne di maiale contaminata con una larva. Questa, una volta stabilitasi nell’intestino tenue dell’ospite porta avanti il proprio processo di maturazione fino a diventare adulto. A sua volta, per continuare il ciclo, il verme adulto produce uova che possono essere rilasciate anche tramite le feci dell’organismo ospite dando inizio ad un nuovo ciclo.


Ma davvero mangiare in maniera insaziabile può essere considerato un sintomo di questa infezione?


Tendenzialmente il verme adulto provoca un’infiammazione della mucosa intestinale dell’organismo ospitante causata dall’irritazione meccanica dell’adesione delle ventose dello scolice. Raramente può degenerare in una perforazione intestinale con conseguenti complicazioni. La sintomatologia più comune comprende: forte appetito, senso di debolezza e stanchezza riconducibili a un deficit calorico e carenze vitaminiche dovute allo sfruttamento dei tessuti e dei nutrienti da parte del verme, diarrea alternata a stitichezza, dolori addominali, nausea e vomito.


Tuttavia, trattandosi di sintomi abbastanza generici questo parassita può vivere indisturbato nel nostro corpo per un lungo periodo.


La peggiore conseguenza che il verme solitario può causare è la cisticercosi: le uova, ingerite o rilasciate dalla Tenia possono spostarsi a seguito di movimenti peristaltici e fisiologici del nostro corpo e incistarsi in diverse parti di esso. In determinati casi possono arrivare fino al cervello o a livello oculare causando sintomi e danni particolarmente fastidiosi.



Come prevenire dunque l’insorgere di problematiche legate a questo cestode?


Una corretta diagnosi e cura del paziente è di per sé fondamentale, in quanto riduce il rischio di future infezioni o auto-infezioni. Igiene personale e ambientale è sicuramente importante ma la profilassi preventiva più efficace è di sicuro una giusta cottura della carne di maiale. I cisticerchi non sopravvivo ad una temperatura superiore ai 45°C e la carne di maiale dovrebbe essere cotta a lungo per evitare la loro sopravvivenza.


Per quanto riguarda invece la conservazione della carne, può essere congelata ad una temperatura inferiore ai -2°C al di sotto della quale le larve non sopravvivono.


Per queste ragioni è importante acquistare questi ed altri tipi di prodotti freschi di origine animale solo se venduti in condizioni igienicamente sufficienti, in confezioni che riportino dati riguardo la provenienza della carne, la data di impacchettamento e quella di scadenza.


Purtroppo, abitudini culturali e culinarie riguardo la preparazione della carne, rendono questo tipo di infezione particolarmente frequente in diverse aree del mondo, ma una giusta consapevolezza aiuta il consumatore ad essere attivamente partecipe e cosciente.


Non abbiate dunque paura di mangiare più piatti di pasta, o di chiedere il bis quando ne avete voglia! Il verme taglierino non si trova dappertutto ed è nella maggioranza dei casi facilmente eliminabile.


Possiamo decisamente dormire sonni tranquilli, anzi mangiare tranquillamente!


Articolo a cura di: Marco Terrana


Le informazioni presenti in questo articolo non sostituiscono le istruzioni e i consigli del proprio medico. Per ulteriori informazioni o chiarimenti rivolgiti al tuo medico di famiglia o ad uno specialista.



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