La Gioconda di Montecitorio

A distanza di anni dalle numerose faide scaturite dalla sottrazione originaria del celeberrimo capolavoro di Leonardo da Vinci, la Gioconda, avvenuta nell’agosto 1911, sembrerebbe che anche l’Italia abbia ritrovato la sua Monna Lisa.

Ebbene sì, è stata rinvenuta una copia dell’opera, fedele all’originale, che ha fatto sorgere sin da subito una serie di dubbi riguardo le sue origini.



Innanzitutto, chi è la Gioconda?

La tela originale raffigurava una donna di nome Lisa Gherardini, conosciuta da tutti come “Monna” Lisa – un diminutivo di “Madonna”, tratto dal latino “mea domina”, che assume la medesima accezione di “mia signora” – moglie di Francesco del Giocondo, da qui “La Gioconda”.

Una donna dal volto enigmatico, divenuta protagonista di numerosi misteri.

Pare che sia stato lo stesso Da Vinci nel 1516 a portare con sé in Francia il dipinto, sebbene ancora vi siano ancora grandi incertezze riguardo la motivazione per la quale lo fece.

Che sia stato un segno di profonda riconoscenza nei confronti del Re per il soggiorno a lui concesso o una semplice vendita dell’opera a Francesco I, non è ancora chiaro.

Numerosi sono stati gli scontri tra Francia e Italia, che si contendevano la paternità del celebre quadro.

Oggi l’originale è conservato al Musèe du Louvre a Parigi, in Francia, tuttavia sembra che anche l’Italia abbia la sua Gioconda.


Cosa è successo a Montecitorio?

Lasciata in deposito presso i locali di Montecitorio a Roma e portata alla luce nel 2019 per volere del senatore della Lega Stefano Candiani, sottosegretario agli Interni, l'opera d’arte è stata per lungo tempo trascurata, poiché considerata una semplice riproduzione del quadro originale.


Una serie di ricerche messe in atto da esperti del settore inizialmente aveva originato diverse ipotesi, tra le quali la possibilità di avere tra le mani una fedele copia originale realizzata dallo stesso Da Vinci.


Ipotesi fondata, difatti, sulla presenza della “mano stessa dell’artista” nei chiaroscuri, nelle sfumature, nelle correzioni della bozza identiche alla Gioconda originale.


Una scheda appartenente ad un catalogo dello stesso 2019 presenta un’iscrizione di Alessandro Cosma nella quale dichiara che la raffigurazione è curata minuziosamente nei dettagli.

Alcuni studiosi, ad oggi, hanno collocato la tela nella collezione di Torlonia, una delle più antiche collezioni artistiche private.


Lapidario, di contro, è stato l’intervento del critico d’arte Vittorio Sgarbi: «È un modesto dipinto di arredamento. Non l’ombra, ma l’incubo di Leonardo. Tutto quello che meritava di essere restituito ai musei, lo è stato nei decenni scorsi attraverso una commissione che io ho guidato».


La Gioconda di Torlonia, attualmente in restauro, sarà esposta presso la sala Aldo Moro del palazzo di Montecitorio a partire dal mese di marzo, permettendo ai visitatori di cogliere la grande somiglianza con l’originale.


Articolo a cura di: Serena Luvero




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