La controversa storia di Rasputin, parte I

Rasputin è stato certamente un personaggio strano, controverso e molto carismatico, un uomo che dal ceto sociale più basso della Russia zarista, è riuscito a raggiungere i vertici, guadagnandosi la fiducia della famiglia più potente dell’intera Russia. La sua figura è da sempre oggetto di molte controversie.



Trascorse infanzia e adolescenza lavorando nei campi insieme al padre ed al fratello Misha, il quale sarebbe morto in giovanissima età per una malattia. Subito dopo la morte del fratello anche Rasputin si ammalò gravemente, ma in questa occasione accadde un episodio che avrebbe segnato per sempre la vita del futuro monaco. Sorprendentemente Rasputin guarì da un momento all’altro e raccontò di aver avuto una visione “salvifica” della Madonna.


Da quel momento la fede di Rasputin crebbe in maniera esponenziale al punto da volersi unire agli “Starets”, anziani monaci saggi di religione ortodossa e di filosofia ascetica, e così veniva chiamato proprio Rasputin, sebbene non sia mai stato un vero e proprio membro di questa istituzione.

La sua ossessione per la religione lo portò successivamente ad unirsi ad una setta religiosa molto popolare in Russia, i “Chlysty”, sebbene questa setta fosse illegale per due motivi: l’avversione per la religione ortodossa e i loro metodi dissoluti, per utilizzare un eufemismo. Infatti, i Chlysty affermavano che l’unico modo per liberarsi dal peccato fosse lo stesso perseguimento del peccato, cioè l’unico modo per poter raggiungere la catarsi fosse il totale abbandono al piacere carnale, praticando atti di erotismo anche di gruppo.

Iniziò così un pellegrinaggio attraverso tutta la Russia e grazie al suo carisma e alla sua capacità persuasiva convinse la “gente semplice” che fosse una vera e propria creatura di Dio, in grado di curare malattie e di risolvere problemi. Proprio grazie a questa sua grande fama di curatore, giunse a San Pietroburgo dove iniziò a frequentare la gente più importante del Paese, divenendo molto amico delle granduchesse Milica e Anastasia, figlie del re di Montenegro. Proprio le granduchesse presentarono Rasputin alla famiglia reale, anche per le grandi pressioni da parte della zarina Alessandra affinché Rasputin aiutasse Alessio, unico figlio maschio della famiglia reale, nonché erede al trono, che soffriva di “emofilia”, una grave malattia che provoca un difetto di coagulazione del sangue. L’ossessione per curare Alessio, la zarina decise di utilizzare qualsiasi mezzo disponibile, anche l’occultismo ed i presunti poteri curativi del contadino Rasputin.

Grazie ad una serie di coincidenze riesce ad acquisire la totale fiducia della famiglia reale, soprattutto di Alessandra. Infatti, sin dal primo incontro con Alessio, Rasputin decise di interrompere l’assunzione di aspirina che i medici avevano consigliato, affidando la cura del ragazzino alle sue preghiere. L’effetto benefico fu velocissimo, infatti oggi lo sviluppo della medicina ci consente di sapere che l’aspirina è poco indicata per curare l’emofilia, per cui si può affermare che la fortuna, l’emotiva instabilità psicologica causata dalla malattia del figlio e la grande religiosità della zarina, portarono questa a giudicare l’evento come un miracolo e permisero a Rasputin di raggiungere la posizione di potere che successivamente avrebbe raggiunto. Da quel momento, la zarina e Rasputin diventarono amici “inseparabili”, e vista la grande influenza che la zarina esercitava su Nicola II, che non aveva la personalità e la stoffa del grande re, Rasputin fu eletto consigliere privilegiato, godendo di ampi poteri che gli causarono l’antipatia della grande nobiltà russa e dei vertici militari, già molto insoddisfatti della condotta politica di Nicola II, che ormai sembrava aver trascurato totalmente gli affari di Stato, delegando sempre più potere alla zarina e, di riflesso, allo stesso Rasputin. Alessandra, a causa della sua mentalità retrograda e profondamente conservatrice, non riuscì a capire il crescente malcontento del popolo e l’odio che la nobiltà provava nei confronti del monaco, che da contadino analfabeta, era riuscito a raggiungere il ruolo di consigliere di fiducia della famiglia reale, diventando di fatto uno degli uomini più potenti del Paese. Anche i vertici religiosi iniziarono a non tollerare i comportamenti profondamente dissoluti del monaco che approfittava del suo potere taumaturgico per “scacciare il demonio dalle donne attraverso l’atto sessuale”, fatti che le più alte sfere ortodosse consideravano inaccettabili. Tuttavia, di fronte alla famiglia reale mantenne sempre un comportamento irreprensibile e Nicola II non credette mai a queste accuse, considerandole delle maldicenze popolari, anche perché Rasputin rifiutò intelligentemente dei ruoli di potere che lo Zar gli offrì, convincendo quest’ultimo che la sua azione fosse guidata solo dalla fede.



La lunga e complessa storia di Rasputin necessita di essere analizzata in almeno 2 articoli, per cui la storia verrà completata nel prossimo.


Articolo a cura di: Antonino Cuppari



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