L’inquietante villa di Sarah Winchester

A cavallo tra il XIX ed il XX a San Jose in California fu fatta costruire una sfarzosa e gigantesca villa da Sarah Pardee Winchester, vedova di William Winchester, il proprietario delle fabbriche di armi Winchester, nonché uno degli uomini più ricchi del XIX secolo grazie alla invenzione e commercializzazione dei fucili a ripetizione Winchester.



La vita di coppia di Sarah e William fu estremamente sfortunata, nonostante le infinite ricchezze che possedevano. Infatti, persero la loro unica figlia a quindici giorni dalla nascita e qualche anno dopo morì anche William, lasciando Sarah unica proprietaria delle enormi ricchezze di William e metà delle azioni della società Winchester. Sarah sprofondò nella solitudine più profonda e la precaria condizione psicologica in cui versava, si trasformò in follia pura che la portò a frequentare persone legate al mondo dell’occulto, tra cui medium, con lo scopo di mettersi in contatto con il marito defunto.

Sarah era inoltre convinta che tutte le sventure abbattutesi sulla sua famiglia fossero dovute ad una sorta di maledizione lanciata su di loro da tutte le persone uccise dalle armi Winchester.


La medium a cui Sarah si era rivolta confermò la versione di Sarah e le consigliò un metodo per fermare la maledizione, costruire una casa che costantemente doveva essere ingrandita, modificata, dovevano essere costantemente aggiunte nuove stanze, perché l’unico modo per “ingannare” gli spiriti e tenerli lontani da lei. Infatti, iniziarono a circolare alcune voci che la vedevano spesso impegnata in sedute spiritiche, alle quali era stata destinata una stanza a parte. Dopo la seduta, la vedova consegnava agli operai il progetto, spiegando che gli spiriti le avevano indicato come procedere e in base a questo progetto il lavoro avrebbe dovuto essere svolto.


Un’altra versione molto più razionale, afferma che Sarah si fosse trasferita in California per iniziare una nuova vita e che giunta lì, un po' per spettacolo e un po' perché affetta da una depressione che ormai la attanagliava da tanto tempo, iniziò a costruire questa casa per il gusto di costruire e per la costante insoddisfazione del lavoro che i manovali le consegnavano.


Un’altra fonte afferma che la donna era una persona estremamente intelligente, razionale e colta e che la continua costruzione della casa avesse un semplice scopo, alimentare voci sulla sua instabilità mentale in modo da evitare visite indesiderate di parenti.

Qualsiasi fosse la motivazione, la villa continuò ad essere modificata e ingrandita ogni giorni per circa 38 anni e il risultato è una villa enorme che copre circa 24.000 m² territorio, una stranissima villa che però rappresenta una affascinante ed inquietante attrazione, probabilmente la confusione e la stranezza della villa sono il riflesso di un quadro psicologico altrettanto confuso.


Nonostante Sarah fosse totalmente priva di qualsiasi nozione di architettura, volle a tutti i costi che fosse seguito alla lettera il suo strano progetto che prevedeva la costruzione di stanze a cui si poteva accedere tramite passaggi segreti, cunicoli, porte che aprivano ad altre porte, scale che non portavano da nessun parte, corridoi senza via d’uscita, finestre al centro del pavimento che se aperte portavano al piano inferiore e tre ascensori di cui uno con pistone idraulico orizzontale, caminetti privi di canna fumaria.



Ogni giorno Sarah aveva delle nuove richieste che dovevano essere soddisfatte e che venivano costruite senza progetto, tutte queste stranezze contribuivano a dare alla casa un aspetto di labirinto. Sarah era ossessionata dal numero 13 infatti tutte le finestre hanno 13 pannelli di vetro, ogni parete ha 13 pannelli di legno, il pavimento di molte stanze ha 13 sezioni, tante stanze hanno 13 finestre.

Nonostante la casa sia fonte di leggende e per quanto possa essere strana, la struttura era estremamente all’avanguardia, infatti oltre a presentare strumenti tecnologicamente avanzati, era isolata termicamente con dei pannelli di lana, un sistema di riscaldamento a vapore ed un sistema di illuminazione centralizzato con degli interruttori a parete, la casa conta 160 stanze, 40 camere da letto, 2 sale da ballo, 6 cucine, 13 bagni, 64 camini e caminetti, 52 lucernai, 1257 finestre e 40 rampe di scale, anche se vengono scoperte costantemente nuove stanze.


La servitù era ben pagata e anche gli operai, nonostante l’estenuante lavoro che dovevano costantemente svolgere in modo così confuso, inoltre, nonostante tutte le voci circa la sua sanità mentale, la vedova Winchester riusciva a muoversi tranquillamente in tutte le stanze senza aver bisogno di una mappa.

Sarah Winchester morì nel sonno il 5 settembre 1922 in una camera da letto della Winchester House. Fu con la sua morte che, dopo ben 38 anni, i lavori cessarono.


Oggi quella casa rappresenta una meta turistica molto popolare ed è patrimonio storico della California.


Articolo a cura di: Antonino Cuppari



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