L’esplorazione spaziale: cos’è un satellite?

Spesso ci imbattiamo nella parola satellite riferita alla Luna per esempio, o quanto meno a corpi celesti e macchine che percorrono delle traiettorie nello Spazio. Quante volte abbiamo sentito associare la definizione di Luna alle parole satellite naturale? Tante, troppe volte ed altrettante volte ci siamo limitati a fermarci a questa definizione senza mai approfondire o cercare di capire meglio a cosa facciano riferimento. Oggi, cercherò di trattare l’argomento nel modo più semplice e meticoloso possibile cercando di sviscerarne al meglio il significato per individuarne i campi di applicazione e capire i motivi per cui una tecnologia simile è diventata fondamentale per la società moderna.


Innanzitutto un satellite (come già detto prima) è un corpo celeste o una macchina che orbita attorno a un pianeta o una stella. Ad esempio, la Terra è un satellite perché orbita attorno al Sole. Allo stesso modo, la Luna è un satellite perché orbita attorno alla Terra. La terra e la Luna sono esempi di satelliti naturali. Quelle macchine orbitanti intorno al nostro pianeta si dicono, al contrario, satelliti artificiali e alcune di esse svolgono la funzione di fotografare il pianeta aiutando, ad esempio, i meteorologi con le previsioni del tempo. Alcune fotografano altri pianeti, il Sole, i buchi neri, galassie lontane e perfino la materia oscura (materia che, diversamente dalla materia conosciuta, non emette radiazione elettromagnetica e quindi più difficile da rilevare).


Altri satelliti vengono utilizzati principalmente per le comunicazioni, come i segnali TV e le chiamate telefoniche in tutto il mondo. Un gruppo di oltre 20 satelliti costituisce il Global Positioning System o GPS. Prima dei satelliti, i segnali TV non andavano molto lontano dato che viaggiano solo in linea retta e a volte le montagne o gli edifici alti li bloccavano. Oggi, i segnali TV e le telefonate vengono inviati verso l'alto ad un satellite, il quale, quasi istantaneamente, può rimandarli indietro in diverse posizioni sulla Terra. I satelliti infatti si compongono di un'antenna e di una fonte di alimentazione. L'antenna invia e riceve informazioni, spesso da e verso la Terra. La fonte di alimentazione di queste macchine orbitanti può essere un pannello solare o una batteria. La maggior parte dei satelliti viene lanciata nello Spazio sui razzi e successivamente vengono sganciati, ma allora: come fa un satellite a rimanere in ‘volo’? Queste strutture spaziali orbitano attorno alla Terra dunque la loro velocità è bilanciata dall'attrazione della gravità terrestre. Cosa significa questo? In poche parole la gravità essendo una forza, attira il satellite verso il basso come accade ad ogni oggetto o persona, ma la velocità del satellite (che è appositamente calcolata da ingegneri e fisici specializzati) fa sì che l’oggetto si contrapponga all’attrazione gravitazionale poiché appunto la sua velocità è tale da contrastarla, dunque il satellite in questo modo è in grado di rimanere in orbita e non cadere giù.



Le funzioni dei moderni satelliti artificiali sono tante, infatti oltre a quelle precedentemente elencate, oggi enti come la NASA utilizzano i satelliti anche per altri scopi, come ad esempio per ricavare informazioni su nuvole, oceani, terra e ghiaccio. Misurano i gas nell'atmosfera, monitorano incendi, vulcani. Altri satelliti invece osservano i raggi pericolosi provenienti dal Sole, esplorano asteroidi e comete, analizzano dati utili per studiare l’origine delle stelle e dei pianeti. Alcuni satelliti orbitano attorno ad altri pianeti alla ricerca di prove tangibili di forme di vita su Marte o per catturarne immagini ravvicinate.

Oggi conoscere meglio l’Universo vuol dire addentrarsi all’interno nella sua parte più intrinseca e studiarlo da vicino. Con i satelliti abbiamo gettato le basi per la realizzazione dei mezzi giusti per farlo.


Articolo a cura di: Luigi Chianese



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