Kafala

Il Mediterraneo è caratterizzato da razzismo sistematico? La risposta è sì, ma la domanda dovrebbe venir posta più spesso. Nelle sponde medio-orientali del Mediterraneo il razzismo sistematico si esplicita nel sistema della Kafala, che in arabo si traduce come ‘fideiussione’. La Kafala è un sistema di sponsorship molto controverso, in quanto fortemente intrecciato nel tessuto sociale. Questo sistema colpisce i bambini orfani o abbandonati dalle famiglie e gli immigrati in cerca di lavoro.



Nel Corano è vietata l'adozione la possibilità di ricorrere all'adozione, poiché il testo non riconosce un rapporto genitore-figlio laddove non ci sia legame di sangue. La Kafala, tuttavia, permette ad un adulto o una coppia di adulti di poter prendere in affidamento un bambino che non sia stato possibile affidare a cure parentali. Allo stesso tempo, però, questo sistema può presentare delle problematiche, come ad esempio possibili futuri situazioni di sfruttamento. C’è, infatti, il rischio di poter facilitare il fenomeno delle spose bambine o dello sfruttamento minorile, fino a situazioni di vera e propria schiavitù.


Questo sistema, inoltre, può coinvolgere il campo dell’immigrazione e sono principalmente le donne africane che migrano in cerca di lavoro, in qualità di domestiche, ma che finiscono per rimanere bloccate nei paesi di arrivo, letteralmente rinchiuse in casa. Ciò che succede, infatti, è che il datore di lavoro, dopo aver sponsorizzato l’immigrazione legale del lavoratore, lo priva del passaporto e di conseguenza della possibilità di spostarsi liberamente. Inoltre, sono spesso oggetto di abusi fisici e psicologici.



Uno dei principali Paesi che mette in pratica questo sistema è il Libano, dove è possibile notare allo stesso tempo numerosi gruppi di attivisti, come “This is Lebanon”, che da anni sensibilizzano l’opinione pubblica sui pericoli della Kafala. In particolare, ne chiedono l’abolizione e l’inclusione delle lavoratrici migranti all’interno delle leggi sul lavoro statali. Questo sistema, ovviamente, crea situazioni di estremo disagio per il lavoratore, il quale, molto spesso, a causa delle condizioni in cui è costretto a vivere, tenta di togliersi la vita. Difatti, Human Rights Watch denuncia alti tassi di suicidi o tentativi di fuga. Le manifestazioni in Libano (e non solo) non sono mancate, poiché questo sistema, se tarda ancora ad essere modificato, deve essere abolito, ai fini di tutelare i diritti umani di tutti i bambini e dei lavoratori.


COLLABORAZIONE - Articolo a cura di: Alessia Campodonico di Yesterday&Today



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