Italia: terra di mille popoli (Parte 2)

CENTRO

DIALETTI TOSCANI

FIORENTINO

Il fiorentino del 300 è alla base dell’Italiano moderno, il quale è una versione priva di localismi del fiorentino.


ALTRE PARLATE TOSCANE

Tra gli altri dialetti ci sono l’aretino, il senese, il grossetano - amiantino, pisano-livornese, elbano, pistoiese, lucchese, toscano apuano. Differiscono dal fiorentino per lessico e fonetica. Affine al pisano è il corso, parlato nella Corsica e nel Nord della Sardegna (Sassarese, Gallurese e Corso oltremontano), dove i Corsi emigrarono nel Medioevo. Dopo la conquista francese nel 1768 fu influenzato dalla medesima lingua.



DIALETTI MEDIANI

Comprende umbro, distinto in settentrionale e meridionale, marchigiano centrale, distinto in anconitano e maceratese-fermano, laziale, distinto in romanesco, laziale centro-settentrionale e viterbese, sabino.



DIALETTI GIUDAICI

La comunità ebrea risale al III-II secolo a.C. Gli spostamenti dovuti alle persecuzioni hanno differenziato i dialetti (Roma, Venezia, Livorno, Mantova, Piemonte, Modena, Ferrara, Reggio Emilia, Firenze, Trieste, Corsica, Corfù). Queste comunità isolate hanno conservato tratti arcaici dialettali italiani.


SUD

DIALETTI MERIDIONALI

MARCHIGIANO MERIDIONALE E ABRUZZESE

Il marchigiano meridionale è parlato nel sud delle Marche e in alcune aree di Abruzzo e Lazio. L’abruzzese si distingue in orientale-adriatico, dialetto dell’area Marsicana-Peligna e Teramano. È parlato in gran parte dell’Abruzzo e in alcune zone di Molise e Lazio.


MOLISANO E CROATO

Si parla in Molise e in zone di confine di Puglia, Lazio, Campania e Abruzzo. In Molise si parla croato in tre comuni della provincia di Campobasso: Acquaviva Collecroce, Montemitro e San Felice del Molise. Questa comunità si insediò in Italia a partire dal XV secolo per sfuggire dai Turchi.


CAMPANO, PUGLIESE, LUCANO E COSENTINO

Si distingue in napoletano, laziale meridionale, beneventano, irpino e cilentano. Il pugliese si distingue in barese, apulo-salentino-tarantino, apulo-lucano-materano, foggiano, garganico. Il lucano si distingue in vari dialetti: vulture-melfese, appenninici-metapontini e arcaici-lucani. Il consentino si distingue in alto e basso. Ha origine dal Bruzo, influenzato dalle lingue dei popoli invasori.



DIALETTI MERIDIONALI ESTREMI

SALENTINO, CALABRESE, SICILIANO

Il salentino si distingue in brindisino, leccese e salentino meridionale. Il calabrese si distingue in catanzarese e calabrese meridionale. Qui nasce il nome Italia (terra dei vitelli). Il siciliano si distingue in messinese, siciliano orientale, ennese, siciliano sudorientale, agrigentino, eoliano, palermitano, trapanese, pantesco, pelagio. Risente di prestiti delle lingue degli invasori. Affine al siciliano, il cilentano meridionale con vocalismo siciliano.





GALLO-ITALICO DI LUCANIA E SICILIA

Tra XI-XII una comunità del nord, tra Piemonte e Liguria, si sarebbe insediata tra Basilicata e Campania sulle alture sopra il golfo di Policastro e nell’area di Potenza e dintorni. In epoca normanna comunità di Monferrato, Liguria, Emilia e Lombardia arrivarono in Sicilia.


GRECANICO E GRIKO

La lingua greca si concentra in 3 aree: Messina, Grecia salentina e Calabria greca. In Calabria si chiama grecanico e in Salento griko. Ci sono due teorie riguardo la loro origine: antichità e Medioevo. La prima origine sarebbe provata dalla presenza di arcaismi. Importante è l'unione dei comuni della Grecia Salentina. A Messina si parla il greco moderno e il grecanico. E’ sicuramente altrettanto importante la comunità ellenica dello stretto.


ARBËRESHË

La lingua albanese è diffusa in particolare in Calabria, ma anche in Sicilia, Puglia, Basilicata, Molise e Campania. Questa comunità si insediò in Italia dopo l’invasione turca. La lingua degli arbëreshë ha una radice epirota ed è una variante del tosca (toskë), dialetto dell’Albania del Sud. Ha subito l’influenza dell’Italiano e delle lingue locali.


SARDO

Il sardo si divide in tre zone: nuorese, campidanese e logudorese. Tra le lingue neolatine è una delle più vicine al latino del tempo di Giulio Cesare. Mantiene tracce di lingua protosarda e delle lingue degli invasori.


CATALANO

Ad Alghero si parla catalano. Questa comunità si insedia nel 1353, dopo la presa della città da parte degli aragonesi. Gli abitanti locali furono sostituiti da coloni catalani e per questo la lingua di Alghero contiene una traccia del catalano del XIV-XV secolo.


COLLABORAZIONE - Articolo a cura di: @terra.amerigo

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