Intervista a Laura Castelli, viceministro dell'economia e delle finanze

Nel corso del convegno “Giovani, fiducia e istituzioni: economia sociale e sviluppo del territorio, quali opportunità?” Tenutosi all’Università degli studi di Salerno il 4 Aprile 2022, ci è stata concessa l’opportunità di rivolgere un paio di domande al Viceministro dell’Economia e delle Finanze Laura Castelli, che è intervenuta in questa occasione. Vi riportiamo di seguito l’intervista:


- Buongiorno Onorevole, quali possono essere, sinteticamente, le dirette conseguenze dell’economia sociale sulla riduzione della disoccupazione giovanile?


Spesso gli obiettivi di impatto riguardano anche l’occupazione e questa è composta da tante variabili: maggiore competitività, contratti di lavoro migliori, una corretta retribuzione, a cui la politica non ha ancora dato risposte concrete. Per quanto riguarda i contratti di lavoro, la generazione Z pensa sicuramente alla retribuzione, ma non solo. Esiste una grande differenza tra retribuzione congrua e quantificata nel modo giusto. L’economia sociale è un modello fatto da punti di partenza che hanno l’ambizione di avere punti di arrivo, gli impatti, ed è quindi migliore rispetto a quelli che abbiamo sempre visto, in cui ci sono solo gli inizi e mai le conclusioni. È una rivoluzione culturale che appartiene tanto alle nuove generazioni.



- Per quanto riguarda la salvaguardia del clima, in che misura l’utilizzo di criteri di produzione e lo sviluppo del PIL in maniera sostenibile può incidere sulla crescita dell’economia di una nazione?


I fondi privati green dimostrano che possono incidere tanto. Alcuni investitori istituzionali come le casse di previdenza e i fondi pensione sono stati tra i primi ad investire in fondi green, perché hanno un altissimo moltiplicatore rispetto a quelli “vecchio stile”. Non è solo una moda il “green”, ma una scelta obbligata, perché viviamo in un pianeta che non può essere sostituito. Anche dal punto di vista economico il green è una risorsa perché l’attenzione della nostra generazione nei confronti di questo mondo non va sottovalutata, non è un vezzo, e si sposa molto bene con una finanza che ha capito che questo tipo di economia si deve perseguire obbligatoriamente. Anche i fondi di investimento storici ed internazionali scelgono questa direzione, a conferma della commistione di interessi tra i due attori: finanza e giovani.


Articolo a cura di: Mattia Vitale e Marica Cuppari

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