Inginocchiarsi o non inginocchiarsi: questo è il problema

Euro 2020 ha fatto parlare molto di sé ma, in molti casi, più che per eventi sportivi, per ragioni legate ai diritti e alla sensibilità politica.


Fonte: https://www.iltempo.it/attualita/2021/06/30/news/italia-belgio-euro2020-europei-ginocchio-black-lives-matter-francesco-storace-saman-abbas-enrico-letta-laura-boldrini-27787628/

Anche la Nazionale Italiana è stata interessata da questo vortice mediatico. Tutto è cominciato il 20 Giugno quando l’Italia, in occasione della partita contro il Galles, non si è inginocchiata unanimemente, prima del fischio d’inizio, per manifestare la propria solidarietà verso il movimento Black Lives Matter. Sono solo 5 i giocatori ad essersi inginocchiati su 11: Toloi, Emerson Palmieri, Pessina, Bernardeschi e Belotti. Questo è stato possibile per via della mancanza di un’indicazione precisa da parte della federazione. La scelta è stata libera e a discrezione dei singoli. L’accaduto ha generato un acceso dibattito in Italia e le polemiche non sono mancate: alle accuse di razzismo per coloro che sono rimasti in piedi, la risposta è stata che il comportamento è dovuto alla volontà di non prendere posizione riguardo decisioni che potrebbero avere una chiara implicazione politica. A prescindere dall’inginocchiarsi o meno, la condanna al razzismo da parte della Nazionale è stata ribadita.


Meno di una settimana dopo si è svolta la partita Italia-Austria, che ha decretato il passaggio ai quarti di finale della Nazionale italiana, dopo i tempi supplementari. In questa occasione la Nazionale si è comportata in maniera diversa, rimanendo tutta in piedi. Si è voluti giungere ad un’unica decisione per tutta la squadra forse anche per dare un segno visibile di coesione del gruppo, ed è per questo che prima della partita è stata affrontata una discussione per giungere ad una conclusione. A prevalere è stata la maggioranza del gruppo, che ha deciso di non inginocchiarsi a meno che non vi siano delle specifiche richieste da parte della squadra avversaria. Nessuna richiesta è arrivata dalla Federazione austriaca, motivo per cui prima del calcio d’inizio la Nazionale è rimasta tutta in piedi.



A Monaco, prima dell’inizio di Belgio-Italia, partita valida per l’approdo in semifinale di Uefa Euro 2020, la Nazionale Italiana si è tutta inginocchiata insieme agli avversari. Il gesto è stato fatto per solidarietà ai Diavoli Rossi, che hanno sempre supportato tale atteggiamento. Tanti gli applausi dell’Allianz Arena; lo stesso Lukaku, attaccante belga, ha ringraziato gli azzurri alzando il pollice sinistro mentre era inginocchiato.


Che conclusioni trarre da questa continua titubanza? Sicuramente, ciò che risulta evidente è che non si tratta di un semplice gesto di condanna al razzismo. In ballo ci sono tante questioni di carattere politico e a dimostrarlo sono le pressioni, ad esempio, esercitate dall’estrema destra nei confronti della Nazionale francese, costretta al dietrofront nella sua decisione di aderire a questa campagna di sensibilizzazione. O ancora non sono mancate, anche in Italia, dichiarazioni da parte di personaggi politici, tra i quali Enrico Letta e Matteo Salvini. Sebbene gli Europei siano un grande palcoscenico attraverso il quale far passare messaggi utili al condannare qualsiasi discriminazione razziale, si corre l’inevitabile rischio di ricadere in scenari che dovrebbero rimanere estranei al mondo del calcio. Ci si auspica che l’attenzione possa rimanere sullo sport e sui valori che questo trasmette, lasciando da parte ogni strategia di comunicazione politica.


Articolo a cura di: Mattia Vitale



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