Il sorbetto sardo: ‘sa carapigna’

‘Sa carapigna’ è una sorta di sorbetto al limone preparato nel paese montano di Aritzo, nel centro Sardegna. Aritzo, conta 1200 anime e fa parte dei Borghi Autentici d’Italia, un’associazione di comunità che cercano di combattere, puntando sulle proprie risorse e tradizioni, lo spopolamento che colpisce molti centri abitati. Sicuramente per questo paese ‘sa carapigna’ è un motivo per attrarre nel territorio visitatori e curiosi, anche perché a metà agosto ogni anno si tiene un’apposita sagra. Preparare questa granita antica è semplice, così come lo sono gli ingredienti.


Ingredienti per 2:

500 millilitri di acqua

4 limoni

400 grammi di zucchero

ghiaccio

sale



Preparazione:


La prima cosa da fare è mettere a bollire l’acqua con lo zucchero. Dopo 10 minuti, aggiungere la scorza e il succo dei limoni e proseguire con l’ebollizione per altri 5 minuti. Una volta che il composto si è raffreddato, lo si versa in una sorbettiera fatta di metallo (detta in sardo ‘sa carapignera’) e dopo averla chiusa, si inserisce quest’ultima in un contenitore di legno pieno di ghiaccio e sale, in modo da circondarne il fondo e i lati. Agitare la massa presente al suo interno girando la maniglia del tappo velocemente e per 40 minuti. Infine, aprire il contenitore e massaggiare la limonata prima con una spatola di metallo e poi con una di legno, fino a ottenere una sorta di crema morbida. A questo punto ‘sa carapigna’ è pronta e la si può servire arricchendo il bordo del bicchiere con un ricciolo di scorza di limone.

La si può gustare di fronte a un fantastico tramonto in riva al mare oppure alla fine del pranzo ai matrimoni, o semplicemente per rinfrescarsi in un caldo pomeriggio d’estate. La tradizione viene gelosamente custodita dai pochi ‘carapigneris’ rimasti, nonostante la lavorazione sia molto più faticosa rispetto all’utilizzo di una sorbettiera moderna che mescola da sé gli ingredienti. Le radici di quest’arte risalgono al 1600, quando in Sardegna era sotto la dominazione spagnola e gli aritzesi si recavano a Cagliari per portare il ghiaccio ricavato dalla neve del Gennargentu, nelle cui vicinanze è ubicato il piccolo borgo.



A differenza delle classiche granite, il cui composto è a base di ghiaccio, per preparare ‘sa carapigna’ il ghiaccio lo si mette al di fuori della sorbettiera solamente per raffreddare gli ingredienti e regalare quella consistenza morbida molto piacevole per il palato, che insieme all’agrodolce sapore del limone unito allo zucchero, rende questa bevanda densa il miglior cocktail analcolico che si possa sorseggiare.


Articolo a cura di: Mariangela Pirari



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