Il “Significato Radicale” dell’estate

Credete che la scienza che studia l’origine delle parole sia noiosa? Nulla di più sbagliato.


Molti, infatti, potrebbero pensare che lo studio etimologico, anche solo perché è uno “studio”, sia l'ultima delle esperienze entusiasmanti che una persona possa provare. Troppo spesso siamo abituati ad associare a qualsiasi tipo di studio l'idea di pesantezza e noia. Basti pensare invece che studium, parola da cui l'italiano "studio" deriva, in Latino significa "passione". Questo è uno dei tanti esempi che esplicita al meglio quanto la lingua cambi nel tempo e come, nel caso specifico, le parole si evolvano e assumano significati completamente diversi e opposti rispetto a quelli originari.



Lo studio, nel senso etimologico del termine che abbiamo appena visto, che mi appassiona è la ricerca etimologica ed è ciò di cui mi occupo sui social. "Significato Radicale" infatti è la pagina che su Instagram, Tik Tok e non solo, mi consente ogni giorno di rivolgermi in maniera diretta alle quasi 6 mila persone che mi seguono assiduamente. Faccio in modo che tutti possano comprendere che la lingua è il mezzo più potente che abbiamo a disposizione per esprimere i nostri pensieri e che troppo spesso non valorizziamo adeguatamente, non accorgendoci delle radici più profonde che le parole tante volte nascondono.


Ad esempio, sopraggiunto il periodo più caldo dell’anno, non possiamo non parlare dell’origine del termine “estate”. Esso deriva proprio dal Latino aestas, che significa “calore bruciante”, a sua volta derivante da una radice sanscrita (idh- o aidh-) con l’idea di “ardere” e “infiammare”, ritrovabile anche nel verbo greco àitho, “ardere”. Se si parla di estate, poi, si parla anche di spensieratezza; come non fare riferimento alle colonne sonore che ci accompagnano in tutto questo periodo? I cosiddetti “tormentoni”, che oggi ci fanno divertire sulle spiagge affollate ma il cui nome non hanno da sempre avuto una connotazione positiva: “tormentone” nasce infatti dal Latino tormentum che, pensate un po’, definiva una “macchina bellica”, uno “strumento di tortura”, il cui nome affonda le radici nel verbo latino torquere, “torcere”. Tutti coloro che detestano i motivetti estivi saranno sicuramente d’accordo con questo significato, ma è impossibile pensare di sottrarsi, in un modo o nell’altro, al ritmo travolgente del reggaeton e delle note che sono capaci di farci dimenticare qualsiasi cosa. Ma se tutti conosciamo almeno qualche verso di queste canzoni, molto probabilmente non tutti conoscono il significato radicale dei loro titoli che sono sicuro vi riserverà più di qualche sorpresa. Come non parlare di “Mille”, titolo del brano di Fedez, Orietta Berti e Achille Lauro che nel suo significato radicale ha la radice sanscrita di milati, che significa “incontrarsi”, “moltiplicarsi”. In effetti, la quantità di mille presuppone una grande “moltiplicazione” dell’unità per ottenere un numero così alto. E se “Mille” è già destinata a candidarsi come hit assoluta, non mancano altri brani che stanno infiammando le radio: “Pistolero” di Elettra Lamborghini che parla di “amore criminale” e in effetti il termine “pistolero”, titolo della canzone, era originariamente associato in Spagna agli anarchici, agli avventurosi e agli impavidi che senza dubbio non si sarebbero tirati indietro dinnanzi ad una storia d’amore come quella trattata in questa hit ormai è cantata da tutti. E ancora, “Makumba” di Noemi e Carl Brave che parla della spensieratezza contro le “makumbe” della gente: ma cos’è una makumba e perchè si dice così? A Roma, a detta della cantante, la makumba è il malocchio, una maledizione, e in effetti questa parola è un termine bantu che significa “magia”. Certo, non si può dire che attirare una makumba sia un’esperienza magicamente positiva, ma sicuramente, così come recita la canzone, è un buon modo per ricambiare il malocchio che la gente tante volte ci scaglia contro.



Ecco quindi alcuni esempi che dimostrano come lo studio etimologico non sia noioso, ma che, al contrario, possa essere utilizzato in maniera divertente, al fine di scoprire tantissime curiosità legate alla realtà che ci circonda!


COLLABORAZIONE - Articolo a cura di: Yari Motolese



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