Il re stregato

“Molte persone mi dicono che io sono stregato e lo credo bene: queste sono le cose che io provo e che soffro”.



Gli Asburgo sono noti come una delle famiglie nobiliari più importanti e influenti d’Europa: per secoli regnarono su territori vastissimi e accumularono immense ricchezze.


La famiglia di Carlo V, di Maria Teresa d’Austria e di tanti altri illustri sovrani tuttavia annovera fra i suoi componenti membri meno famosi, ma non per questo non degni di considerazione. O meglio, senza ombra di dubbio famosi, ma non certamente per motivi di pregio. L’esempio più lampante di ciò è senza dubbio Carlo II, membro del ramo spagnolo della casata e re di Spagna dal 1665 al 1700. Ciò che è più noto di lui non è tanto il suo regno, che fu comunque elogiabile sotto certi aspetti, ma le sue precarie condizioni di salute: il sovrano infatti fu perseguitato da numerose malattie e disturbi genetici, che gli valsero il soprannome di “Lo stregato” (El Hechizado).


Carlo era l’ultimo figlio di Filippo IV di Spagna e di Marianna d’Austria, nonché l’unico figlio maschio sopravvissuto e quindi l’unico erede rimasto al trono di Spagna. Il principe però fin da piccolo mostrava numerose malformazioni fisiche unite a una salute estremamente precaria e fu incapace di parlare fino a quattro anni e di camminare fino a otto. A ciò si aggiungevano attacchi di epilessia, emicranie e il tristemente famoso mento asburgico: una deformazione del cranio che causava una sporgenza anomala della mandibola rispetto alla mascella, rendendogli difficili la masticazione e la parola. Soffrì inoltre di morbillo, varicella, rosolia e vaiolo nell’infanzia; ciò non stupirebbe eccessivamente se si parlasse di un uomo comune, ma ci si aspetterebbe che un nobile, per giunta di sangue reale, fosse trattato con estrema cura e che non fosse esposto a tali malattie. Tuttavia, a causa della sua fragilità, i suoi tutori cercavano di non esporlo al minimo sforzo fisico, trascurandone l’educazione e addirittura l’igiene.


Ma come mai il giovane re soffriva di tutte queste patologie? Era realmente, come lui stesso sembrò credere a un certo punto della sua vita, vittima di un sortilegio? È un’ipotesi intrigante, ma probabilmente lontana dalla realtà dei fatti. Per comprendere le ragioni del suo malessere dobbiamo fare un passo indietro e capire qualcosa di più sugli Asburgo: da arciduchi d’Austria, in pochi decenni arrivarono a possedere domini in tutta Europa e oltre grazie soprattutto alle unioni matrimoniali, che per esempio gli permisero di diventare duchi di Borgogna e sovrani di Spagna. Tuttavia anche loro potevano cadere vittime della medesima sorte: se un nobile straniero avesse sposato una discendente degli Asburgo, allora quest’ultima avrebbe recato in dote terre, denaro, potere e influenza politica, che sarebbero stati trasmessi al primogenito e quindi strappati alla famiglia. Per evitare che ciò accadesse, da qualche tempo gli Asburgo iniziarono a sposarsi fra parenti in una pratica detta endogamia, in modo che il patrimonio continuasse a circolare all’interno della famiglia. Oltre al patrimonio però circolavano numerosi problemi di tipo genetico (come il mento asburgico cui si è già accennato), che si moltiplicavano col passare delle generazioni, fino ad arrivare alle condizioni invalidanti di cui Carlo II soffriva: sua madre infatti sposò il proprio zio ed entrambi erano a loro volta figli di cugini rispettivamente di primo e di secondo grado.


È chiaro da qui che i numerosi problemi di salute di Carlo hanno una lunga storia; a causa della propria fragilità non fu mai in grado di esercitare un potere assoluto, come era in uso presso numerosi sovrani nella maggior parte d’Europa ormai da decenni, ma fu sempre assistito da reggenti a cui delegò il proprio potere. Una di queste figure fu la madre Marianna d’Austria, la cui presenza eminente continuò a porla al centro della vita di corte. Considerando tutti questi aspetti, non è facile fornire un giudizio sul regno di Carlo II, visto che non si può stabilire quanto quel regno fosse realmente suo.


Il sovrano ebbe due matrimoni, entrambi senza produrre eredi (si suppone che la sua sterilità fosse dovuta alla sindrome di Klinefelter): il primo nel 1679 con Maria Luisa di Borbone-Orlèans, la quale morì prematuramente solo dieci anni dopo, il secondo nel 1690 con Maria Anna del Palatinato. Le condizioni di Carlo peggioravano col passare del tempo e il trono sembrava sempre più instabile. Nel novembre 1700 Carlo morì, lasciando in eredità al suo regno una situazione turbolenta, che sfociò nella guerra di successione spagnola.


La sua autopsia recita: “Il suo corpo non conteneva una sola goccia di sangue, aveva un cuore delle dimensioni di un grano di pepe, i polmoni corrosi e la testa piena d’acqua”.


Articolo a cura di: Elisa Matta



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