Il mirto in cucina: dalle bacche alla crema

Se qualcuno mi chiedesse qual è l’odore che mi ricorda la mia Sardegna, risponderei che è quello del mirto. Il myrtus communis è un arbusto sempreverde endemico dell’area mediterranea, di altezza variabile da uno a tre metri, che produce delle piccole bacche tonde di color nero-blu e le sue foglie, lunghe circa quattro centimetri, sono ricche di terpeni e perciò molto aromatiche. In Sardegna raccogliamo le bacche quando sono mature, nel periodo autunno-invernale e le utilizziamo in cucina per produrre il liquore che tutti sicuramente conoscete. Oggi voglio parlarvi invece della crema di mirto, una bontà da servire a fine pasto: con un po' di gelato è perfetta. Può essere fatta anche con il mirto bianco, una varietà differente e più rara le cui bacche sono bianche.



Ecco gli ingredienti per preparare dieci porzioni di crema:


- 2 litri di latte caprino intero

- 1 litro di alcool a 90 °

- 500 grammi di bacche di mirto

- 500 grammi di miele di corbezzolo o zucchero


Procedimento:


Lavate con cura le bacche, che possibilmente non devono avere ammaccature, asciugatele e fatele macerare per 40 giorni in una bottiglia scura abbastanza capiente e piena d’alcool, agitandola ogni due giorni. Una volta trascorso questo tempo, filtrate con un colino fine o con l’aiuto di una garza il contenuto della bottiglia e iniziate a preparare la vostra crema. Fate bollire il latte insieme al miele o allo zucchero e lasciatelo raffreddare bene prima di unirlo all’estratto di mirto e infine, mescolate il tutto con un mestolo o con un minipimer, filtrate e imbottigliate. Lasciate riposare la crema per qualche giorno, in frigo o in freezer, l’alcool che contiene ne impedirà il congelamento. Quando ha raggiunto la consistenza adeguata servite la Sardegna (e il Mediterraneo) in bicchierini molto freddi.

Buon appetito!


Articolo a cura di: Mariangela Pirari




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