Il giallo: il genere da "una pagina tira l'altra"

Uno dei generi letterali che da un paio di secoli a questa parte appassiona milioni di lettori è quello del romanzo giallo. Questo termine, però, è riconducibile solo alla letteratura italiana, poiché durante il Novecento, nella nostra penisola, la casa editrice Mondadori – il giallo Mondadori ha da poco compiuto 90 anni dalla sua prima uscita e ad oggi conta 3.200 fascicoli nella serie regolare, più altri 1.400 nei Classici e un altro migliaio fra Speciali e numeri extra (dati raccolti dal sito della casa editrice stessa) – stampò una collana poliziesca scegliendo uno sfondo giallo per tutte le copertine. Da quel momento, questo colore rappresentò un vero e proprio genere di libri; nella letteratura internazionale questo genere è chiamato “Detective” o “Crime Story” e le sue prime apparizioni sono attestate alla fine della prima metà dell’Ottocento, quando Edgar Allan Poe scrisse “I delitti della Via Morgue”. Si può dedurre, quindi, come questo particolare tipo di romanzo racconti storie nelle quali l’azione principale che la nostra mente compie è l’indagine.



Il romanzo giallo prevede un racconto incentrato su un omicidio iniziale al quale seguono indagini, che sono condotte dal protagonista. Quest’ultimo può essere rappresentato da un detective o, comunque, da una figura dotata di innate capacità deduttive; alla fine della storia è quasi sempre presente la soluzione del misterioso omicidio. Il lettore deve dimostrarsi abile nel comprendere chi potrebbe nascondersi dietro la misteriosa figura dell’assassino, quale possa essere il suo movente e come abbia portato a termine il crimine efferato. Allo stesso tempo, però, lo scrittore deve presentare la capacità di non far trapelare troppi indizi durante le indagini: il rischio è di avere un finale scontato. Nel corso della storia ci sono stati moltissimi giallisti famosi, i quali hanno dato vita a personaggi che nessuno potrà mai dimenticare: volgendo uno sguardo alla letteratura internazionale, un esempio è Agatha Christie con l’indimenticabile Poirot, un investigatore che ama viaggiare e indagare su omicidi in giro per il mondo (“L’assassinio sul Nilo” o “L’assassinio sull’Orient express” sono due fra le opere più celebri). Un altro esempio è certamente il detective per eccellenza o, meglio ancora, l’icona del giallo: Sherlock Holmes, l’investigatore creato dallo scrittore britannico Sir Arthur Conan Doyle; soffermandoci, invece, sulla letteratura giallista italiana non possiamo non citare Montalbano, il commissario ideato da Andrea Camilleri, che ha avuto un seguito molto importante (anche nel medium televisivo con l’omonima serie che va in onda da più di vent’anni).


Nel mondo in cui viviamo il genere giallo ha subito varie modifiche, dando vita a tanti sottogeneri: il Noir, una storia raccontata dal punto di vista del criminale; il thriller, il particolare romanzo giallo che genera anticipazioni lungo il corso della storia, nella quale, di conseguenza, il lettore non deve condurre una vera e propria indagine; il giallo psicologico, un romanzo che oltre all’analisi vera e propria delle vicende ne svolge una introspettiva rivolta ai protagonisti, che siano la vittima o il detective, o ancora i probabili colpevoli. A parer mio, uno degli sviluppi migliori che la letteratura giallista presenta è quello riguardante il legal thriller, un romanzo nel quale le indagini vengono condotte da avvocati e lo scenario principale è l’aula giudiziaria. Non può mancare la stesura dei gialli anche sotto forma di fumetto: sin dagli anni 30’ del ‘900 è apparso questo trend, di cui la serie americana Dick Tracy, divenuta molto apprezzata, è un chiaro simbolo; in Italia, invece, “Dylan Dog”, definito “L’indagatore dell’incubo” è uno dei fumetti più venduti di sempre e appartiene a un particolare genere giallo - horror - thriller. Questo genere di romanzi, inoltre, ha dato vita a famosissime serie televisive che ancora oggi vengono seguite da milioni di persone: dalla “Signora in giallo”, al “Commissario Rex”, fino all’odierno “C.S.I.”.


La letteratura gialla attrae perché coinvolge completamente il lettore, fa della suspense il suo cavallo di battaglia, ed è ricca di colpi di scena, praticamente: «Una pagina tira l’altra».


Samuel Marino



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