Il fascino di uno spettacolo immenso: l’aurora boreale

L’aurora boreale rappresenta uno spettacolare fenomeno luminoso a cui tutti vorremmo assistere almeno una volta nella nostra vita (e chi dice il contrario molto probabilmente sa di mentire a sé stesso). Capita spesso di imbatterci in foto che ne esaltano la straordinaria bellezza di questo fenomeno e ne rimaniamo affascinati e al tempo stesso entusiasti che se ne possa godere semplicemente puntando gli occhi al cielo. Sì, ma non ovunque.


Scopriamo dove appaiono le aurore boreali, la scienza e i miti che riguardano questo spettacolo naturale di luci nel cielo.



L'aurora polare, spesso denominata aurora boreale o australe a seconda che si verifichi rispettivamente nell'emisfero nord o sud, è un fenomeno ottico dell'atmosfera terrestre e rappresenta una grande attrazione turistica. Le persone viaggiano da tutto il mondo per unirsi a gruppi di professionisti a caccia di un'aurora boreale nella Norvegia settentrionale per esempio. Le aurore, sono visibili infatti in due ristrette fasce attorno ai poli magnetici della Terra, dette ovali aurorali, ma capita spesso che l'aurora sia visibile anche in zone meno vicine ai poli, come la Scozia, o molte zone della penisola scandinava. L’intensità dello spettacolo offerto da queste luci nel cielo si deve ad una forte attività solare in specifici periodi in cui il

nostro Sole rilascia un maggior quantitativo di energia e questo poi, trasportato attraverso il cosiddetto vento solare, giunge presso il nostro pianeta entrando in collisione con l’atmosfera. L'aurora boreale è infatti il risultato di collisioni tra particelle gassose nell'atmosfera terrestre con particelle cariche rilasciate

dall'atmosfera solare. Elettroni e protoni liberi vengono emessi dall'atmosfera solare dalla rotazione del Sole ma parte di queste sfuggono e, soffiate verso la terra dal vento solare, le particelle cariche vengono in gran parte deviate dal campo magnetico terrestre. Tuttavia, il campo magnetico terrestre è più debole in entrambi i poli e quindi alcune particelle entrano nell'atmosfera e si scontrano con le particelle di gas che la compongono. Queste collisioni emettono luce che percepiamo come affascinanti spettacoli luminosi nei cieli. Le variazioni di colore sono dovute al tipo di particelle di gas con cui entrano in collisione. Il colore aurorale più comune, un verde giallastro pallido, è prodotto da molecole di ossigeno; le rare aurore rosse sono prodotte dall'ossigeno ad altissima quota, ad altezze fino a circa 300 chilometri.

L'azoto invece, produce un'aurora di colore blu o rosso porpora.



In passato l’aurora boreale ha assunto connotazioni identificative per ogni civiltà che ne entrava in contatto. Infatti, ad esempio, in epoca medievale, le manifestazioni aurorali erano viste come precursori di guerre o carestie; i Maori della Nuova Zelanda condividevano la convinzione con molte persone del nord Europa e del Nord America che le luci fossero riflessi di torce o fuochi da campo. Gli Inuit dell'Alaska

credevano che le luci fossero gli spiriti degli animali che cacciavano: le foche, i salmoni, i cervi ecc. Altri popoli aborigeni credevano che le luci fossero gli spiriti della loro gente. Insomma, ad ognuno la propria spiegazione ma la cosa certa che possiamo immaginare parte di un pensiero comune è rappresentata dalla straordinarietà di un fenomeno quasi magico, la cui bellezza non ha eguali.


Articolo a cura di: Luigi Chianese



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