I volti della menzogna

Chi non vorrebbe essere in grado di leggere nel pensiero, sapere immediatamente se chi abbiamo di fronte mente, se ci sta tradendo, se ci vuole fare del male, se ci ama? E se tutto ciò fosse possibile solo attraverso l’osservazione? Se il super potere fosse lo studio del linguaggio del corpo?



Nel 2009 Fox Network manda in onda la prima puntata di “Lie to me” che, per chi non la conoscesse, è una serie TV che segue le vicende di un’equipe di esperti del linguaggio del corpo che collabora con la polizia nella caccia al colpevole.


Ma perché parliamo di una serie in una recensione di un libro?


La risposta è che Cal Lightman, il protagonista della serie, non è altro che l’adattamento cinematografico di Paul Ekman, un pioniere dello studio e della ricerca nell’ambito del comportamento non verbale e delle sue funzioni comunicative.


Ekman si occupa, nel corso della propria carriera, in particolare dello studio del “linguaggio” della menzogna e, nello specifico, delle cosiddette “microespressioni” ad esso legate: gli studi condotti e le conclusioni raggiunte sono raggruppati nel libro pubblicato nel 2015 “I volti della menzogna”.


L’opera si presenta come uno studio approfondito del mentire come fenomeno sociale, politico e scientifico, viene presentata innanzitutto la menzogna in quanto parte della comunicazione e della sua evoluzione, viene attuato un esame eziologico della stessa, si prosegue riportando i casi clinici studiati, i quesiti di studio, i comportamenti osservati, le conclusioni e si istruisce il lettore a riconoscere i segnali che un bugiardo manifesta senza accorgersene.



Il saggio è in effetti un prodotto illuminante che analizza un fenomeno socialmente stigmatizzato, attraverso il lucido occhio scientifico, senza giudicarlo, ma anzi presentandolo come un impulso che è parte integrante dell’essere umano che nella menzogna trova il rifugio dall’imbarazzo, la salvezza del proprio matrimonio, la fuga dal dolore, talvolta anche la soddisfazione, un fenomeno che, tuttavia, non rimane mai totalmente occulto, perchè nelle parole, nei gesti, nella voce, negli sguardi, lascia le sue tracce.


Articolo a cura di: Miriam Stillitano



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