I buoni vicini di Sarah Langan edito Sem Libri

“I residenti di Maple Street si vestivano business casual. Avevano impieghi affidabili che raggiungevano a bordo di auto affidabili. Erano sempre di fretta, anche se dovevano andare solo al supermercato o in chiesta. Riversavano il senso di inquietudine, insieme a ogni altra cosa, sui figli. I Wilde erano diversi”.


Sarah Langan autrice di tre romanzi pluripremiati e vincitrice per ben tre volte del Bram Stoker Award, laureata con un Master of Fine Arts alla Columbia University, ha esordito nel 2006 con il romanzo horror The Keeper. È cresciuta a Long Island e attualmente vive a Los Angeles con il marito e le figlie.

Oggi torna con un nuovissimo thriller psicologico dai contorni noir.

Inoltre questa è la sua prima opera tradotta in Italia.



“Lui e Gertie avevano provato, sfacciati, a entrare a far parte del fior fiore della società americana. Avevano osato trasferirsi a Garden City, e per questo l’intera Maple Street aveva voluto punirli. Distruggere la loro famiglia. Cancellarli. E ora avevano vinto. Arlo era pronto ad arrendersi. Se era questo che volevano, se ne sarebbe andato in silenzio. Avrebbe venduto la casa senza neanche recuperare l’investimento, poi avrebbe portato via la sua famiglia per non tornare mai più. Adesso però che li avevano in pugno volevano fare ben più che cancellarli”.


Spesso siamo abituati a osservare il mondo che ci circonda come fosse una perfetta cartolina, osservare le persone e le famiglie come se vivessero delle vite perfette e prive da ogni problema o turbamento.


È anche quello che si direbbe, ammirando la bellissima cittadina di Maple Street situata nella periferia di Long Island. I suoi abitanti appaiono essere la perfezione assoluta, ogni singola famiglia rappresenta la classica “Famiglia del Mulino Bianco”.


Ma come spesso si dice non è tutto oro ciò che luccica, e gli abitanti di Maple Street lo sanno molto bene, nascondono più di un segreto...


È il 4 Luglio, Festa dell’Indipendenza americana, quando la famiglia Wilde si trasferisce nella nuova cittadina di Maple Street, a Garden City.


I wilde, si discostano molto dagli abitanti del luogo, non sono “tipi da copertina”, loro sono chiassosi, hanno il corpo ricoperto di tatuaggi, sono anticonformisti, ed il loro essere sopra le righe non verrà visto di buon occhio, soprattutto dalla vicina per eccellenza, Rhea Schroeder.


“(Gertie) Era stata lei a insistere per Long Island. Si era fatta un viaggio tutto suo, immaginava che sarebbero stati una specie di agenti sotto copertura e avrebbero imparato ogni cosa sulla vita segreta della borghesia dei quartieri residenziali. Avrebbero acquisito le stesse abitudini, e avrebbero trovato lavori all’altezza. Si era detta che, se anche lei e Arlo non si fossero sentiti a loro agio in Maple Street, i loro figli avrebbero imparato a integrarsi. L’unica cosa che contava era progredire”.


La routine della cittadina verrà destabilizzata, quando in un futuro prossimo, estate 2027, nel parco si aprirà una voragine e sarà proprio Shelly, la figlia tredicenne di Rhea a precipitare per prima e da lì, la stabilità apparente della cittadina inizierà piano piano a sgretolarsi...e verranno a scoprirsi numerosi altarini.


I buoni vicini è un romanzo che ricalca un’utopia grottesca, satirica e pungente di una società fin troppo perbenista e che come spesso accade, dietro a tanta apparente perfezione cela in realtà, qualcosa di malsano.


Così, tutti i cittadini di Maple Street, si muovono sulla scena come tanti piccoli personaggi su un palcoscenico, ognuno di loro con una “maschera” da portare avanti e impersonificare.




“A volte mi immagino di essere un gigante, di spappolare la mia famiglia nel palmo della mano. Vorrei che morissero per poter essere libera. Non posso lasciarli, sono la loro madre, non mi è permesso. E quindi li odio. È una cosa orribile, vero? Dio, sono un mostro?”


La prosa scorrevole e ben articolata, si alterna tra una scrittura fluida e lineare, con una scrittura a tratti ruvida e spigolosa, proprio per porre l’accento sulle scene cardine e per enfatizzare la particolarità del momento descritto dall’autrice.


Seppur molteplici i personaggi, specialmente quelli principali, risultano essere descritti abbastanza bene, soprattutto dal lato psicologico. La trama è molto interessante e ben articolata. Un inizio lento e abbastanza descrittivo, accompagna il lettore al clou dell’intreccio argomentativo. Non mancano i colpi di scena che arricchiscono un intreccio già ricco di suo. Oltre alle tematiche, sopra evidenziate, al suo interno si parla di tossicodipendenza, rapporto genitori e figli, disabilità e razzismo. Le ambientazioni descritte all’interno della storia, sono quelle classiche del contesto americano, che ben si sposano con il contenuto della trama. È una lettura che consiglio assolutamente, soprattutto, al lettore che come me adora indagare nella psiche umana, ed osservare i molteplici risvolti che nelle varie situazioni si creano.


Articolo a cura di: Gisella Carullo



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