Ho perso un dente! È grave?

Tantissime persone, uomini e donne, spesso si trovano a dover affrontare questo problema, sottovalutandolo.

Infatti, se da bambini è un processo fisiologico nel quale tutti dobbiamo passare per arrivare all’età adulta, da adulti è invece una situazione spiacevole, irreversibile e spesso dolorosa.

Ma perché è importante avere tutti i denti presenti nelle arcate dentali? Cosa può provocare la perdita di uno o più?



Innanzitutto è bene sottolineare perché è fondamentale avere tutti i denti in bocca.

1. Indispensabili per fonazione e masticazione, atti che compiamo tantissime volte durante la giornata.

2. Fondamentali per la postura corretta.

3. La loro presenza nella giusta posizione evita l’estrusione, ovvero la “fuoriuscita”, del dente nell’opposta arcata dentale.


Ci sono numerosi motivi per cui si può perdere un dente in età adulta. Lo si può perdere in seguito ad un incidente o in conseguenza di condizioni patologiche come il diabete, ma una delle cause principali della perdita dei denti è un disturbo grave e irreversibile delle gengive e degli altri tessuti di sostegno del dente, la parodontite.

Avere gengive sane è fondamentale per la salute dei denti.

Le ossa mascellari tengono saldamente ogni dente nel proprio alveolo, perciò è importante che queste strutture non vengano esposte ai batteri. Le gengive costituiscono una barriera protettiva fra l’osso e la placca batterica presente nella bocca.

Un'irritazione delle gengive, causata dall'accumulo di placca batterica lungo il bordo gengivale, potrebbe essere la prima fase del disturbo. Se questa condizione non viene trattata si arriva al secondo stadio, irreversibile, in cui si sviluppa la parodontite e si può arrivare alla perdita del dente.


La chiave per prevenire la perdita dei denti a causa della parodontite è non arrivare mai fino a questo punto.

Fondamentali sono i controlli regolari presso il dentista, in quanto, a differenza del mal di denti o della sensibilità dentale, i disturbi gengivali non sono sempre dolorosi.

Ciò è particolarmente importante nei fumatori, perché il fumo può mascherare i sintomi dei disturbi gengivali e peggiorare la condizione.

Cosa fare allora se la condizione peggiora e si arriva alla perdita del dente?

Le opzioni sono diverse e vanno scelte in base al suggerimento del dentista e alle condizioni di salute ed anche economiche del paziente.

Si può procedere ad una protesi mobile, se l’igiene orale non è controllata propriamente, o una protesi fissa, quale ad esempio l’impianto dentale.

Quest’ultima procedura è lunga ma è la più sicura e duratura nel tempo.

Esistono 3 diverse tecniche implantologiche che permettono di riportare il sorriso sul volto dei pazienti. La scelta più appropriata verrà effettuata dall’implantologo sulla base di un’attenta valutazione delle condizioni cliniche del paziente. Le tecniche sono:




· implantologia tradizionale: dopo aver inserito l’impianto sono necessari alcuni mesi di osteointegrazione (integrazione dell’elemento esterno con l’osso mascellare o mandibolare all’interno del quale viene inserito) prima di procedere con l’inserimento protesico

· implantologia post-estrattiva: quando il dente malato viene estratto, se non sono presenti infezioni, cisti o ascessi, è possibile inserire direttamente l’impianto.

· impianto a carico immediato: permette di posizionare sull’impianto appena inserito la corona protesica.


Ma prima di pensare a queste opzioni, proviamo a pensare che la prevenzione ci salva, sempre.


Articolo a cura di: Maria Chiara Pistritto



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