Guida Pratica alla Meditazione

Cari lettori, durante la prima quarantena ho iniziato a ritagliarmi uno spazio personale per lasciar fluire i pensieri più intimi.

Inizialmente ero scettica, vedevo la meditazione come una pratica adatta solo agli individui più religiosi o appassionati di New Age; come potrebbe giovare a studenti, a giovani lavoratori, a chi è perennemente affannato per gestire i molteplici impegni quotidiani?

In realtà è proprio a questi soggetti che si rivolge la meditazione!

Le prime tecniche di respirazione abbinate alla riflessione risalgono all’induismo vedico, fra l'attuale India e Pakistan, intorno al II millennio a.C. e dagli esordi sono in continua evoluzione.

Essa può aiutare ad essere più presenti, meno distratti dai continui stimoli del mondo, per assaporare la vita più intensamente.

Entrare in sintonia con stessi e accogliere il silenzio dato dal raccoglimento interiore permette di interagire meglio con le persone accanto a noi.

Non esiste un orario giusto o un metodo universale; proseguendo con la pratica, diventerà naturale e ciascuno personalizzerà la frequenza e l’approccio.

La durata si adatta al singolo, occorre un range di tempo che non sia né eccessivamente breve né lungo, soprattutto all’inizio quando non si è abituati a rimanere focalizzati.

Occorre allenamento anche in ciò, i primi cinque minuti risultano i più complessi e frustranti, non è immediato regolarizzare il respiro e distaccarsi dalle attività e dalle preoccupazioni che ci attendono o nelle quali eravamo immersi.



Il consiglio è quello di prediligere uno spazio fisico tranquillo, in cui potersi mettere comodi, possibilmente caldo perché stando seduti può sopraggiungere la sensazione sgradevole dei brividi e della “pelle d’oca”.

Seduti a terra risulta più comodo tenere le gambe incrociate e la schiena ben dritta, in una posizione rilassata.

Per qualcuno sarà più semplice chiudere gli occhi, per altri invece risulterà una forzatura.

Mentre sei lì, prenditi un momento per essere immobile, consapevole dello

spazio che ti circonda, del tuo corpo e dei rumori attorno a te ma senza alcuna reazione.

La meditazione è un viaggio alla propria scoperta, perciò per agevolare il trasporto della mente è bene non muoversi troppo, è facile perdere il filo delle riflessioni.

Porta l’attenzione sul respiro, inspira profondamente ed espira lentamente. Se ti accorgi che un pensiero sopraggiunge, semplicemente osservalo, e non combatterlo, possono capitare giorni in cui è più difficile lasciarsi andare.


Per i neofiti, la forma guidata è l’ideale perché permette di superare le incertezze e non cercare razionalmente di controllare la mente.

Si tratta di consapevolezza, una sfumatura ben diversa.

Avere un riferimento permette di non lasciarsi sopraffare dalle emozioni perché il senso di scombussolamento è comune nella meditazione: riconnettersi con se’ spesso riporta a galla traumi, episodi dolorosi del passato, evidenzia un pilota automatico con il quale procediamo per inerzia o i muri innalzati per proteggerci.

La rivoluzione è prenderne atto e con gentilezza fare un passo indietro per poi perdonare e diventare protagonisti attivi: i pensieri guidano le azioni, le quali indirizzano le esistenze.



Se hai voglia di iniziare ti consiglio di partire da video tutorial gratuiti, dai libri e manuali facilmente reperibili in libreria o dalle app scaricabili online; troverai una community di insegnanti e praticanti con cui interagire.

Informarsi e provare per 10 minuti può diventare un concreto investimento per la salute, per ridurre l’ansia, migliorare la qualità del sonno e in generale gestire le tensioni della vita quotidiana.

Meditando con costanza, si comprende il potere insito in noi, perchè cambiare l’interno permette di riscrivere un lieto fine o di regalarsi un nuovo inizio.

Non è mai troppo tardi, che tu abbia 20 o 50 anni.


Articolo a cura di: Giulia Biamino



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