GLOBAL BLUE: come superare la crisi di turismo e shopping

Gli effetti dell’epidemia COVID-19 hanno coinvolto il settore turistico e il mondo dello shopping, così come il settore sanitario e quello imprenditoriale.



L’Italia, per via della valorizzazione dei suoi paesaggi, della sua cultura, dello stile di vita e della indiscussa enogastronomia, ogni anno accoglie turisti provenienti da vari Paesi del Mondo. Questo fenomeno ha reso il turismo un settore strategico per la nostra economia. Nell’ultimo anno, però, i flussi si sono praticamente azzerati. L’Istat ha reso noto come, tra gennaio e settembre dello scorso anno, le presenze negli esercizi ricettivi in Italia abbiano subito un calo del 50,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.


Chiaramente, i dati inerenti all’Italia sono allineati con il trend europeo, poiché tutti i Paesi, in linea di massima, hanno subito un profondo shock ai flussi turistici. Particolarmente assente è stata la clientela straniera. Nel complesso, nei mesi di lockdown, la variazione è stata pari a -91% con una perdita di circa 74 milioni di presenze (43,4 milioni di clienti stranieri e 30,3 milioni di italiani).


La situazione sembrava potesse prendere una piega positiva nel mese di giugno, in seguito alla possibilità di spostarsi tra le regioni. In effetti, i flussi turistici cominciarono a salire, ma in maniera sensibile: le presenze, infatti, nell’estate 2020 sono risultate solamente il 21% di quelle registrate nell’estate 2019. Durante i tre mesi estivi, invece, la ripresa è stata decisamente più consistente per quanto riguarda la componente domestica nazionale, mentre quella estera è rimasta sempre limitata anche in alta stagione.


Così come il turismo, la “nera” ha coinvolto anche lo shopping. Tutte le vie d’Italia più note, una volta riaperti i negozi, sono state poco frequentate rispetto al “periodo d’oro” dell’ormai lontano 2019. Nel 2020, infatti, secondo le stime dell’Enit (Agenzia Nazionale del Turismo) la spesa in beni e servizi sostenuta dai turisti in Italia è calata di circa 71 miliardi di euro.

Riscontro negativo anche per quanto riguarda il Taxi Free Shopping, il primo servizio, secondo uno studio Global Blue, che la maggior parte dei turisti intende sfruttare quando viaggia all’estero. Il Taxi Free Shopping consente a chi acquista di spendere di più ottenendo il rimborso dell’IVA sui beni acquistati al termine del viaggio. Il ruolo di Global Blue consiste nella gestione di ciascun rimborso fiscale per conto di ognuno, in modo tale da potersi concentrare sulle vendite. Anche il Taxi Free shopping ha subito delle ingenti perdite a causa della pandemia. Lo conferma Stefano Rizzi, country manager Italia di Global Blue e principale operatore tax free europeo. L’imprenditore sta cercando di capire come l’Italia possa ripartire dal punto di vista del turismo e dello shopping.


Chiaramente, la ripartenza sarà posticipata al momento in cui ci saranno le condizioni necessarie per poterla avviare. La maggior parte dei turisti stranieri, infatti, nonostante il desiderio di tornare a viaggiare, non varcherà i propri confini nazionali fino a che non ci saranno tutte le condizioni necessarie.

Nel frattempo, l’obiettivo delle varie agenzie sarà quello di lavorare il più possibile per trovare delle strategie intelligenti che possano incentivare i viaggi. In che modo? Punto focale sarà sicuramente il recupero dello “human touch”. Durante la pandemia, infatti, gli acquisti sono stati effettuati prevalentemente per via digitale. Dunque, è importante ristabilire il rapporto diretto con il cliente, pur mantenendo all’interno dei negozi strumenti digitali per poter acquistare. Perciò, sarà necessario puntare su ospitalità e competenza.


Altro tema importante è quello della sicurezza. Nel rispetto delle misure anti-Covid e dell’esigenza dei turisti di non andare incontro ad assembramenti ed immense file, bisognerà puntare ancora sul taxi free e i servizi digitali. Per tutto ciò deve essere determinante anche l’intervento del governo, con misure in grado di potenziare l’attrattività del Paese.


Attualmente è difficile prevedere quando e come tutto quanto ritornerà alla normalità. La cosa certa è che, per quanto riguarda i viaggi, si affermerà la cosiddetta “staycation”, tipologia di viaggio concentrata prevalentemente in Italia; avremo un turismo interessato per lo più alle zone meno note e affollate; si tenderà a viaggiare molto più in famiglia anziché in gruppo; gli strumenti digitali saranno sempre preferiti per le modalità di prenotazioni e di ricerca di informazioni riguardo ai luoghi; tutti quanti tenderanno a viaggiare in maniera più responsabile, evitando posti affollati e curando maggiormente l’igiene personale. Dunque, riuscirà il Belpaese a conquistare nuovamente il primo posto nella classifica dei posti prediletti dai turisti?


Articolo a cura di: Marica Cuppari



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