Giffoni Film Festival: intervista a Francesco Gabbani

Nel corso del Giffoni Film Festival tenutosi dal 21 al 30 luglio ci è stata data la possibilità di intervistare numerosi ospiti tra cui Francesco Gabbani!



- Ciao Francesco! “La donna per me” è un film uscito qualche mese fa che ti vede tra i protagonisti. Com’è stata questa esperienza e cosa ci puoi raccontare della trama?


L’esperienza è stata meravigliosa perché l’ho affrontata con l’entusiasmo del principiante, come dicono gli orientali. Io ovviamente non sono un attore, non ho esperienza ed è una cosa che ho accettato di fare quando mi è stata proposta direttamente dal regista Marco Martani. Mi sono divertito molto anche perché ho apprezzato il concetto che prova ad esprimere il film. È difficile raccontare la trama in poche parole, ma ciò che vi posso dire è che è un bel racconto in cui il protagonista si ritrova, attraverso un meccanismo un po’ fantasioso, a vivere altre vite e si sposta dalla sua vera dimensione. Diciamo che fa tutto un giro che gli fa capire che in realtà quello che aveva, soprattutto in relazione alla sua compagna, era unico ed imperdibile. È possibile ritrovare la potenza di un affetto dopo aver provato altre dimensioni. La banalità fortemente vera è che ci rendiamo conto del valore di ciò che abbiamo solo quando lo perdiamo.


- Ci sarà ancora il cinema nel tuo futuro?


Non lo so, mai dire mai. È stata un’esperienza che mi ha divertito e quindi perché no. È come quando si è andati in vacanza in un posto dove ci si è trovati bene e si ha la voglia di ritornare. Se me lo propongono nuovamente chissà…


- In conclusione, parlando sempre di cinema ti propongo un gioco…metaforicamente parlando, chi butteresti giù dalla torre, se costretto, tra Spielberg e Tarantino?


Ma dalla torre di Babele? [scherza nda]


- La puoi immaginare in marmo, in mattoni, come preferisci…


Io non butterei nessuno dei due, se proprio dovessi probabilmente mi toccherebbe sacrificare Spielberg, perché sono un grande sostenitore di Tarantino.


Articolo a cura di: Mattia Vitale

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