Gheros: musica per sé stessi, musica per gli altri

Cosa fare con un gruppo di amici e una passione per la musica? Perché proprio un’etichetta discografica?


Alzate il volume e mettetevi comodi, oggi parliamo con Gheros, alias Gherardo Gerardi, classe ‘98, cuore e sangue siciliano stabilito a Milano. Studente a tempo pieno di Giurisprudenza e protagonista di una passione che riempie il suo tempo libero.


La vita dello studente universitario, soprattutto se fuorisede, non è mai semplice: mille impegni si interpongono tra la gestione della casa, lo studio, gli amici. Trovare il tempo per costruire qualcos’altro diventa impegnativo e impossibile da realizzare senza una forte motivazione alle spalle. Scopriamo insieme i segreti, la musica e le ambizioni di Gheros nel suo dualismo di cantante-giurista.


Qual è la linea di demarcazione tra lavoro e passione? Esiste un limite oltre il quale c’è una sovrapposizione tra le due?


La linea se esiste, è invisibile. L’unico modo per dare il giusto valore alle proprie passioni e allo stesso tempo allo studio è cercare di sfruttare ogni momento al 100% anche se, ovviamente, questo comporta dei sacrifici.


Come descriveresti la tua musica?


Nei miei testi racconto la vita di ogni giorno, con i suoi alti e bassi, senza filtri alle emozioni che provo. Una parola con cui la descriverei è Indie, nel vero senso del termine, indipendente a 360°. Collaboro con un gruppo di amici, Andrea F., Mattia, Giulia, Giuliano e Andrea A. che per passione e voglia di fare parte di un progetto, di un gruppo, mettono a disposizione le loro competenze grafiche, di videomaking, marketing o produzione. Così la mia musica è completamente autogestita e crea un network di persone.


Cosa credi spinga i tuoi amici a collaborare con te mettendo a disposizione il loro tempo libero? Quanto lavoro c’è dietro ogni singolo?


La voglia di fare, di creare e vedere effettivamente qualcosa di realizzato. Siamo molto motivati e crediamo in questo progetto, non per il compenso ma per l’esperienza di fare parte di un gruppo sincero e solido. Così è nata la Balordi ent., la nostra etichetta indipendente e autogestita!

L’impegno per la pubblicazione dei singoli è continuo, dietro pochi minuti di riproduzione c’è più di un mese di lavoro e di collaborazione, si è creato ormai un ingranaggio ben oleato basato sulla fiducia.


Quanto spazio c’è oggi nella scena musicale italiana per i nuovi artisti?


Tanto. Nonostante il mercato possa sembrare saturo, e sotto alcuni punti di vista lo è veramente, la musica ha un ricambio continuo. Grazie soprattutto ai social, ognuno ha la possibilità di diventare “virale”, vivendo i famosi “15 minuti di celebrità”. Oggi basta mettersi in gioco e credere veramente in ciò che si fa, le opportunità sono infinite. Secondo dati resi pubblici da Spotify, oltre il 10% degli artisti che hanno generato più di 10.000$ sulla piattaforma nel 2021, hanno pubblicato la loro prima canzone in assoluto negli ultimi due anni!


Raccontaci di più del progetto, come è nato e cosa significa per te cantare?


Quest’avventura è nata per caso, sono stato spinto dai miei amici a scrivere qualche testo, non avevo esperienza se non nel canto, da piccolo. Cantare è un momento di catarsi, uno sfogo profondo e non momentaneo. Mi aiuta a chiudere e mettere un punto fermo su determinate situazioni ma soprattutto aiuta a capire i tuoi punti di vista, anche vecchi, osservandoli da diverse angolature.


Vi invito ad ascoltare ora qualche brano, per capire meglio di cosa stiamo parlando.

Tanta riflessione in -Cosa Resta, una visione introspettiva che si conclude con una rinascita accompagnata dal ritmo incalzante della base. - Happy hour, ha un sound motivante con messaggi nascosti nel testo come “mi piego, non mi spezzo”. Passiamo poi a -Spiaggetta, un ritmo tutto estivo e coinvolgente che ricorda lunghi pomeriggi di sole trascorsi sulla sabbia rovente a sorseggiare un cocktail fresco. Ascoltando le canzoni di Gheros, e chiudendo gli occhi, è possibile immedesimarsi perfettamente nella scena che viene descritta dal testo, adattata ovviamente in maniera personale da ciascun ascoltatore.


Come nasce -Spiaggetta?


Il testo della canzone nasce dall’analisi della tipica estate che trascorro con i miei amici. Ci ritroviamo quasi tutti i giorni, senza un appuntamento fisso, in questo angolo di mare chiamato appunto “Spiaggetta” a sorseggiare un mojito e fare un bagno. Un luogo che è diventato, nel corso degli anni, teatro di ricordi, di esperienze e di amicizie. Andare alla Spiaggetta “pure se è lunedì” significa avere voglia di trascorrere ancora un po’ di tempo con gli amici di sempre, con coloro che fanno trascorrere il tempo molto più velocemente.


-Maledetto me sembra invece una riflessione molto più profonda sul comportamento e sulle reazioni che si hanno difronte a diverse situazioni.


Si, Maledetto me nasce in un momento particolare, un momento di rabbia e accettazione. Le “macine”, nascoste e poi trovate, rappresentano i lati più intimi e nascosti delle persone, quelli difficili da mostrare. La canzone è anche un invito ad accettare sé stessi e gli altri, ciascuno per com’è e cercare di superare i momenti di difficoltà con serenità.


Per Gheros la musica è un teatro della vita in cui c’è sempre una rappresentazione…

La musica aiuta ad estraniarsi da certe situazioni, aiuta anche a vivere un evento con diverse emozioni contemporaneamente. Cerco di rendere la mia musica più reale possibile, come vivere con una telecamera sulla testa e scegliere, in determinati momenti, di rivedere un vecchio filmato.



Chi sarà e come sarà la tua musica? Quali sono i prossimi progetti?


Ci sono tante novità in cantiere, la prima apparizione live è appena trascorsa e mi ha dato tanta energia. La prossima uscita, -Dashuri, è una canzone alla quale sono molto legato, nasce da un sogno che ho fatto qualche tempo fa, un grido di rabbia e tristezza sotto un cielo piovoso. Tutto quello che sarà, come l’obbiettivo di pubblicare il 1° album, avverrà sempre circondato da chi mi supporta e crede in quello che stiamo creando. Contemporaneamente, la tesi e la laurea hanno la priorità.


Vedo tante similitudini tra la figura dell’avvocato, tipica professione del campo giuridico e quella del cantante. L’avvocato prepara l’arringa come il cantante scrive un testo. Pensi che queste figure siano in qualche modo sovrapponibili?


Le due professioni sono molto vicine sotto questo punto di vista. In entrambi i casi bisogna sempre trovare le parole giuste, per esprimere un concetto e per essere chiari e diretti nel messaggio che si vuole lanciare. Quello che è più difficile è imparare a pesare le parole, capire l’importanza che queste hanno all’interno del discorso.


Ti ringrazio per la disponibilità, è bello sentire storie di passioni come la tua, che vengono portate avanti nonostante la fretta della società in cui viviamo. Avere del tempo per sé stessi e in questo, creare qualcosa da dare agli altri è ammirevole. Spesso le passioni vengono messe da parte quando si inizia un percorso universitario o una carriera lavorativa, si viene posti davanti una scelta. Gheros è invece l’esempio di come si possano percorrere due strade contemporaneamente e con ottimi risultati. Ti auguriamo il meglio e siamo pronti ad ascoltare la tua Dashuri a massimo volume!


Grazie a voi!


Articolo a cura di: Marco Terrana

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