Fidarsi di qualcuno è come tenere dell'acqua nelle mani chiuse a coppa: è facile perderla

Affidarsi a qualcun altro non è così semplice: che si tratti di un semplice “mi tieni la porta del bagno?” oppure di un più complicato “non lo dire a nessuno, okay?”, quando ci si fida di un’altra persona è sempre un terno a lotto; il conoscere una persona da tanto tempo non dà la certezza assoluta che quella persona rispetterà la tua fiducia. Queste sono le principali problematiche che sorgono in condizioni normali, cosa accadrà invece in situazioni dove c’è di mezzo la sicurezza nazionale? Ce lo descrive lo scrittore britannico Ken Follett nel suo romanzo Codice a Zero, pubblicato nel 2000 e ambientato nel 1958.


La Guerra Fredda è iniziata da circa 11 anni e si è a ridosso del lancio del satellite Explorer 1, tra il 29 e il 31 Gennaio. Follett prende questo fatto realmente accaduto – il ritardo nel lancio del satellite americano – e scrive una spy story il cui protagonista è un uomo che si risveglia nei bagni della stazione senza alcun ricordo. Il protagonista, incontrando vecchie conoscenze e mettendo assieme i pezzi volta per volta, scoprirà di essere lo scienziato spaziale Claude Lucas detto ‘Luke’ e possiede informazioni che potrebbero facilmente rovinare l’operazione del lancio e facendo definitivamente fallire gli Stati Uniti nella corsa allo spazio.



Tra le persone che incontra troviamo Anthony Carroll, migliore amico di Lucas e direttore dei servizi tecnici della CIA, che però è sulle sue tracce; inoltre incontrerà Bern Rothsen, suo vecchio amico di Washington e la sua ex moglie Billie Josephson, psicologa che non ha mai smesso di essere innamorata di Luke. Insieme a Billie il protagonista compie delle indagini e scopre di esser stato narcotizzato e dimesso nel giro di poche ore dal Georgetown Mind Hospital, dove lavora Billie, operazione che gli ha causato un’amnesia globale autobiografica. Luke e Billie arrivano alla conclusione che l’artefice di tutto è una fondazione dove ha particolarmente rilievo Anthony Carroll, il suo migliore amico: è lui che, secondo Luke, gli ha volutamente fargli perdere la memoria per non fargli ricordare il segreto legato al lancio del satellite Explorer 1.


Una serie di inseguimenti durante le indagini si susseguono finché Luke, recatosi nell’ufficio dove lavora, trova una cartellina beige dove è custodito il segreto: sul missile delle spie russe hanno installato un meccanismo che lo farà autodistruggere. Il protagonista chiama il capo della sicurezza di Cape Canaveral e riesce ad impedire il lancio dell’Explorer 1, ma Antony è ormai a conoscenza del segreto e rivela ad Elspeth, moglie di Luke, che suo marito ha scoperto il segreto. Quest’ultima allora si prepara ad intrufolarsi nell’ufficio dove sono nascosti gli scrambler con il meccanismo di autodistruzione, ma incontra Luke, al quale conferma di essere complice di Anthony e gli chiede di lasciarla partire per l’Unione Sovietica, mettendo fine al loro matrimonio. A pochi minuti dal lancio, quando tutto sembra finalmente procedere per il meglio, Elspeth ha rubato gli scrambler ed è con Anthony per compiere la missione: Luke e Billie riescono ad impedirglielo e le due spie russe muoiono.



Nonostante la persona di cui avesse più dubbi fosse Bern, al quale aveva troncato la carriera di scienziato a causa della sua fede comunista, alla fine a tradirlo sono stati sua moglie e il suo migliore amico, ed è per questo che fidarsi di qualcuno è come tenere dell'acqua nelle mani chiuse a coppa: è facile perderla irrimediabilmente.


Articolo a cura di: Claudia Crescenzi



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