Federica Pellegrini, le Olimpiadi della tenacia

Federica Pellegrini è tra le più apprezzate icone sportive in Italia, ed è proprio per questa ragione che una marea di tristezza ha travolto gli amanti dello sport, dopo aver assistito alle ultime Olimpiadi della nuotatrice.



La partecipazione alle Olimpiadi Tokyo 2020, per la Pellegrini, avviene a ben 33 anni, in una età in cui il corpo inizia a manifestare un calo di prestazione. Eppure, Federica, con la sua tenacia e forza di volontà è riuscita a raggiungere la sua quinta finale olimpica. In finale si è poi classificata settima, con un ritardo di circa due secondi dall’australiana Titmus, medaglia d’oro. Nonostante il mancato piazzamento sul podio, Federica Pellegrini si è mostrata felicissima davanti alle telecamere; era ben consapevole di cosa potesse offrire e dei tempi registrati in allenamento durante l’ultimo anno. Il rapporto sentimentale e professionale con Matteo Giunta è stato significativo per la partecipazione alle Olimpiadi. Probabilmente, prestando attenzione a dichiarazioni passate, ci renderemmo conto che Federica Pellegrini avrebbe potuto lasciare questo sport già da un po’. Ma, fortunatamente, non è stato così e il nuovo pezzettino di storia scritto in queste Olimpiadi è il giusto premio ad una carriera eccezionale. Vedere il suo viso stracolmo di gioia, è stato un bell’insegnamento di sportività. Le sue bracciate ci hanno ricordato i tempi d’oro (Pechino 2008)… e d’argento (Atene 2004). La nostra nuotatrice detiene ancora un record mondiale, nei 200 sl in vasca corta e ci auguriamo vivamente che possa rimanere imbattuto a lungo, così come il nome della Pellegrini esempio di sportività per le future generazioni.



La carriera della Pellegrini nel nuoto proseguirà forse con le gare dell’International Swimming League, che si terranno a Napoli da Agosto a Settembre. Ad ogni modo, quando la professionista abbandonerà il nuoto, potremo comunque continuare a vederla nel mondo televisivo (a breve sarà registrata una nuova stagione di Italia’s Got Talent e lei sarà nuovamente giudice). Ancora chiusa in quella scatoletta nera con l’antenna, anche se sotto una veste (o costume) diversa, regalerà alla nostra memoria boccate di gioia ed entusiasmo sportivo.


Articolo a cura di: Mattia Vitale



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